| Abietilammina | |
|---|---|
| Caratteristiche generali | |
| Formula bruta o molecolare | C20H37N |
| Aspetto | liquido ambrato |
| Numero CAS | |
| PubChem | 44152028 |
| SMILES | CC(C)C1=CC2=CCC3C(CCCC3(C2CC1)C)(C)CN |
| Proprietà chimico-fisiche | |
| Solubilità in acqua | insolubile in acqua |
| Indicazioni di sicurezza | |
Con il termine abietilammina (o, meno correttamente, abietilamina) si identifica una resina ricavata da alcune conifere e composta da una miscela costituita prevalentemente da deidroabietilammina oltre ai composti diidro- e tetraidroderivati.
Liquido ambrato vischioso, insolubile in acqua ma solubile in molti solventi organici, dà le reazioni classiche delle ammine primarie.
In commercio esistono diverse formulazioni tra cui le più conosciute ed utilizzate sono le abietilammina tecnica, abietilammina acetato (solubile al 50% in acqua) e abietilammina pentaclorofenato, una pasta solubile negli olii e nei solventi alifatici ed aromatici.
L'abietilammina ha proprietà antibatteriche, alghicide ed antifungine. I maggiori impieghi riguardano il trattamento di acque, tessuti, cordame, adesivi, pitture. Il tipo acetato è molto più attivo come alghicida anche a basse concentrazioni, mentre il tipo pentaclorofenolato pur avendo attività come fungicida paragonabile al pentaclorofenolo, è meno tossico e più persistente di quest'ultimo.
Non viene impiegata per uso farmaceutico o veterinario in quanto risulta irritante per le mucose, anche se la tossicità orale acuta è relativamente bassa: