Dispositivo di ritenuta

Un dispositivo di ritenuta è un sistema, costituito da uno o più elementi, installato al fine di contenere e redirigere i veicoli uscenti dalla carreggiata.

Si devono limitare gli effetti sui passeggeri e realizzare, per gli utenti della strada e per gli esterni eventualmente presenti, accettabili condizioni di sicurezza. La necessità di contenere il veicolo (necessità primaria) richiede che il dispositivo di ritenuta sia capace di assorbire parte dell'energia cinetica di cui il veicolo è dotato al momento dell'urto, limitando gli effetti sugli occupanti. A tal proposito i dispositivi di ritenuta devono essere deformabili. Il profilo del dispositivo deve essere anche redirettivo, il veicolo impattante deve essere cioè, reimmesso opportunamente all'interno della carreggiata. Ogni elemento costituente il dispositivo deve rimanere ancorato ad esso, anche in caso di rottura e soprattutto non deve in nessun caso invadere l'abitacolo durante l'urto. I dispositivi attualmente omologati, specialmente le barriere di sicurezza di tipo guard rail, sono spesso mortali per i motociclisti con effetto negativo rispetto all'assenza di barriere. Attualmente sono in fase di sviluppo barriere sicure per i motociclisti.

Indice di severità degli impatti

Ai fini della classificazione della severità degli impatti sono utilizzati alcuni indici:

Acceleration Severity Index (ASI), misurato in un punto ravvicinato al baricentro del veicolo:

dove:

sono medie su un tempo di 50 ms delle componenti dell'accelerazione al baricentro;

g è l'accelerazione di gravità.

Theoretical Head Impact Velocity (THIV)

dove sono le velocità relative del corpo rispetto al veicolo riferite agli assi x e y.

Post-impact Head Deceleration (PHD)

Vehicle Cockpit Deformation Index (VCDI), un indice alfanumerico che misura le principali deformazioni che subisce l'abitacolo di un veicolo a seguito di un crash test.

Normativa e standard

In Europa

La norma europea sulle barriere di sicurezza stradali è articolata in 6 parti.

I diversi livelli indicati nella EN 1317-2 e EN 1317-3 permetteranno alle autorità nazionali competenti di indicare il livello da utilizzare nelle singole situazioni.

Le parti 5 e 6, attualmente in fase di elaborazione, riguardano rispettivamente la durabilità e la valutazione di conformità del prodotto e i parapetti per pedoni.

Lo sviluppo della normativa europea sulle barriere di sicurezza stradali è compito del CEN/TC 226 "Attrezzature stradali" e, a livello italiano, sono seguiti dal gruppo di lavoro "Barriere" della Commissione Costruzioni stradali e opere civili delle infrastrutture dell'UNI.

In Italia

  • D.M. 223/1992 "Istruzioni tecniche sulla progettazione. omologazione ed impiego delle barriere di sicurezza stradali"
  • D.M. 2367/2004 "Istruzioni tecniche per la progettazione, l'omologazione e l'impiego dei dispositivi di Ritenuta nelle costruzioni stradali
  • Norma tecnica UNI EN 1317

Individuazione delle zone da proteggere

Le zone da proteggere, stabilite dal D.M. 2367/2004, con i dispositivi di ritenuta sono:

I dispositivi di ritenuta si dividono in:

Tipi di dispositivi di ritenuta

Voci correlate