Angeldiazia weigendii

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Angeldiazia weigendii
Immagine di Angeldiazia weigendii mancante
Stato di conservazione
Specie non valutata
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Campanulidi
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùSenecioneae
Genere Angeldiazia
M.O.Dillon & Zapata, 2010
Specie A. weigendii
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùSenecioneae
Genere Angeldiazia
Specie A. weigendii
Nomenclatura binomiale
Angeldiazia weigendii
M.O.Dillon & Zapata, 2010

Angeldiazia weigendii M.O.Dillon & Zapata, 2010 è una specie di pianta angiosperma dicotiledone della famiglia delle Asteracee (sottofamiglia Asteroideae). Angeldiazia weigendii è l'unica specie del genere Angeldiazia M.O.Dillon & Zapata, 2010.

Etimologia

Il nome generico (Angeldiazia) è stato dato in onore al botanico peruviano Angel Diaz Celis, rettore della "Universidad Nacional Pedro Ruiz Gallo". L'epiteto specifico (weigendii) è stato dato in onore del professore Maximillian Weigend, esperto di botanica latinoamericana presso la "Freie Universität Berlin".

Il nome scientifico della specie è stato definito dai botanici Michael O. Dillon (1947-) e Mario Zapata nella pubblicazione "Arnaldoa; Revista del Herbario H A O Trujillo. Trujillo, Peru" (Arnaldoa 17(1): 22 (-23; figs.)) del 2010. Il nome scientifico del genere è stato definito nella stessa pubblicazione.

Descrizione

Habitus. Questa specie ha un portamento erbace a ciclo biologico annuo. Altezza massima: 1,2 metri.

Fusto. I fusti, delicati e ramificati in modo dicotomico, hanno un portamento rampicante. La parte ipogea consiste in un fittone apicale dicotomicamente ramificato.

Foglie. Le foglie sono cauline; lungo il caule sono disposte in modo alternato; sono sessili con lamina a forma visibilmente pennatosetta (margini con 10 - 21 paia di lobi, lunghi 10 – 12 mm). Dimensione delle foglie: larghezza 2 – 3 cm; lunghezza 4 – 16 cm.

Infiorescenza. Le sinflorescenze sono composte da capolini solitari (o al massimo 3 - 4 scapi). Le infiorescenze vere e proprie sono formate da un capolino terminale peduncolato di tipo disciforme. Il calice basale esterno non è presente. In particolare i capolini sono composti da un involucro verde piriforme formato da diverse brattee, a volte connate, disposte in modo più o meno embricato su una serie, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori. Il ricettacolo in genere è nudo (senza pagliette) e può essere peloso o glabro, da piano a convesso. Lunghezza dei peduncoli: 5 – 10 cm.

Fiori. I fiori (da 12 a 16 per capolino) sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Sono inoltre ermafroditi, tubulosi e actinomorfi) sono bisessuali (spesso sono sterili e funzionalmente maschili).

*/x K ∞, [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio

Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. La forma dell'achenio è affusolata con 5 striature/coste longitudinali alternate ad aree glabre o papillose-pelose. Il carpoforo è indistinto o distinto e ha la forma di un anello apicale. Il pappo in genere è bianco e formato da una più serie di setole barbate fragili. Dimensione degli acheni: 2,4 – 3 mm. Lunghezza del pappo: 4 – 6 mm.

Biologia

Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).
Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).

Distribuzione e habitat

La specie di questa voce è distribuita in Perù.

Tassonomia

La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23 000 specie distribuite su 1 535 generi, oppure 22 750 specie e 1 530 generi secondo altre fonti (una delle checklist più aggiornata elenca fino a 1 679 generi). La famiglia attualmente (2026) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.

Filogenesi

Il genere della specie di questa voce è descritto all'interno della tribù Senecioneae (una delle 21 tribù della sottofamiglia Asteroideae), ma non è assegnato a nessuna delle sue sottotribù in quanto morfologicamente Angeldiazia non ha nessuna stretta affinità con qualsiasi membro delle Senecioneae. Questo nuovo taxon è unico nella sua combinazione di caratteri. Per certi caratteri può essere affiancato alle specie del genere Erechtites Raf., altre similitudini possono essere trovate nel genere Emilia Cass., entrambi appartenenti alla sottotribù Senecioninae. Si attendono studi di tipo molecolare del DNA per stabilire la posizione filogenetica di questo nuovo genere.

I caratteri distintivi per la specie Angeldiazia weigendii sono:

  • il ciclo biologico è erbaceo annuale.
  • i fusti, delicati e ramificati in modo dicotomico, hanno un portamento rampicante.
  • le foglie sono visibilmente pennatosette.
  • i capolini sono solitari del tipo disciforme.

Note

  1. 1 2 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1-20.
  2. 1 2 (EN) Angeldiazia weigendii, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 21 marzo 2023.
  3. 1 2 3 Dillon et al. 2010.
  4. ↑ The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il XX febbraio 2023.
  5. ↑ Pignatti 1982, vol. 3, pag. 1.
  6. 1 2 Strasburger 2007, pag. 860.
  7. 1 2 Judd 2007, pag. 517.
  8. 1 2 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 208.
  9. 1 2 Funk & Susanna 2009, pag. 503.
  10. 1 2 Judd 2007, pag. 520.
  11. ↑ Strasburger 2007, vol. 2, pag. 760.
  12. ↑ Strasburger 2007, pag. 858.
  13. ↑ (EN) Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew, http://powo.science.kew.org/taxon/urn:lsid:ipni.org:names:319342-2. URL consultato il 18 aprile 2021.

Bibliografia

Voci correlate

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