| Delizia di Belriguardo | |
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Località | Voghiera |
| Indirizzo | Via Provinciale, 274 |
| Coordinate | 44°45′09.73″N 11°45′20.61″E |
| Informazioni generali | |
| Condizioni | In uso |
| Costruzione | XV secolo |
| Uso | polo museale |
| Realizzazione | |
| Appaltatore | Niccolò III d'Este |
| Proprietario | Comune di Voghiera |
| Committente | Este |
La Delizia di Belriguardo, più propriamente Castello di Belriguardo, era la reggia estiva della corte estense: essendo stata costruita nel 1435 e terminata due anni dopo, risulta essere la prima residenza estiva di una signoria in Europa. Si trova nel territorio di Voghiera, Strada Provinciale n. 274, a circa 15 km da Ferrara. È stata anche definita la Versailles degli estensi. L'edificio è sede del Museo civico di Belriguardo il quale ospita sezioni con reperti archeologici del territorio e altre dedicate all'arte rinascimentale e moderna.

La Reggia di Belriguardo fu voluta dal marchese Niccolò III d'Este e venne utilizzata come residenza estiva di tutta la corte estense e come villa di rappresentanza. La posa della prima pietra risale al 1435, anche se la struttura subì continue rivisitazioni ed ampliamenti nel corso degli anni, ad opera dei successivi duchi di casa d'Este. Vi soggiornò sovente Lucrezia Borgia. L'edificio venne forse costruito dietro suggerimento di Filippo Brunelleschi e la sua particolarità è quella di presentare un ingresso stretto sotto il torrione, il primo cortile porticato su tre lati ed il secondo su tutti e quattro i lati. Corrisponde alla pianta di una villa greco-orientale edificata secondo il gusto tardo medievale. Tra palazzi e giardini, Belriguardo in origine aveva una superficie complessiva di almeno quaranta ettari. Nella seconda metà del XVI secolo a Belriguardo ha dimorato Torquato Tasso, il quale visse diversi anni sia qui, dove amava ritirarsi, sia a Ferrara dove risiedeva la corte.
La magnificenza della Delizia di Belriguardo subì un brusco arresto quando gli Este, con la devoluzione, abbandonarono Ferrara nel 1598. Belriguardo fu lasciata in enfiteusi a proprietari terrieri del luogo che la utilizzarono principalmente come fattoria, trasformando in stalle e granai le sale affrescate dai maggiori maestri del Cinquecento ferrarese. Tutto ciò che c'era di prezioso ma ormai inutile all'allora nuovo utilizzo del complesso fu venduto.
Belriguardo è giunta sino ad oggi malgrado progressivi crolli, riadattamenti e demolizioni dovuti al frazionamento in numerose abitazioni private. Si accede al primo giardino attraverso la grande torre centrale del primo edificio, sulla cui sommità vi è il balcone, dov'è presente un bassorilievo con due angeli che portano il simbolo estense, e dal quale gli Este osservano gli spettacoli nella peschiera sottostante alimentata dall'acqua del fiume Sandalo. Nonostante quanto rimasto, la lettura del complesso originale risulta talmente compromessa da non essere quasi più individuabile. I resti dell'antica struttura ancora visibili oggi sono, oltre la torre d'ingresso, le sei finestre gotiche della fine del Quattrocento nella parte centrale del complesso e la Sala della Vigna nella parte di edifici adiacente il secondo grande cortile: la Sala è l'unico ambiente che ha restituito qualche testimonianza dell'antico splendore attraverso i suoi affreschi.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 236565885 · GND (DE) 4635890-0 |
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