22ª bis Brigata Garibaldi "Vittorio Sinigaglia"

22ª bis Brigata Garibaldi "Vittorio Sinigaglia"
Descrizione generale
Attiva1944
NazioneItalia
TipoBrigata d'assalto "Garibaldi"
RuoloGuerra di Liberazione dal nazifascismo
PatronoAlessandro Sinigaglia (Vittorio)
MottoInsorgiamo!
Comandanti
Degni di notaAngiolo Gracci (Gracco)
Simboli
Bandiera delle Brigate Garibaldi
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La 22ª bis Brigata Garibaldi d'assalto "Vittorio Sinigaglia" fu una brigata partigiana che operò nel Fiorentino nell'estate del 1944.

Costituzione e attività

La Brigata "Sinigaglia" nacque il 6 giugno 1944 dalla fusione di sei distaccamenti. Ebbe come base il Monte Scalari e le principali zone di operazione andavano dal Valdarno e il Chianti fino alla periferia di Firenze. Era intitolata al dirigente e fondatore dei GAP fiorentini Alessandro Sinigaglia (Vittorio), ucciso dai fascisti in uno scontro a fuoco nel gennaio 1944.. Comandante della I Compagnia della "Sinigaglia" fu Sergio Donnini conosciuto con il nome di battaglia Comandante "Otto". Della Brigata Sinigaglia, che faceva parte della Divisione Garibaldi "Arno" guidata da Aligi Barducci (Potente), furono comandante militare Angiolo Gracci (Gracco) e commissario politico Sirio Ungherelli (Gianni); fra i componenti più giovani - compì 19 anni proprio quando Firenze fu liberata - vi era Silvano Sarti (Pillo), futuro dirigente della CGIL e dell’ANPI, instancabile testimone dei valori resistenziali fino alla morte.

Nei suoi ranghi militarono anche numerosi ex prigionieri di guerra stranieri, di cui 23 sovietici, tre polacchi, tre jugoslavi e due statunitensi.

Persone legate alla Brigata

Opere ispirate alla 22ª bis Brigata Garibaldi

Note

  1. ↑ La struttura militare delle forze partigiane garibaldine nell'area fiorentina, in Anpi Bagno a Ripoli. URL consultato in data 22-05-2011.
  2. ↑ L'incendio di Fontesanta, su resistenzatoscana.org. URL consultato il 31 ottobre 2021.
  3. 1 2 22bis Brigata Garibaldi d'assalto "Vittorio Sinigaglia", in Anpi Bagno a Ripoli. URL consultato in data 22-05-2011.
  4. ↑ Il Corriere Fiorentino, 27 gennaio 2019

Bibliografia

Voci correlate

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