| Cappella dei Pontano | |
|---|---|
| Stato | |
| Regione | Campania |
| Località | Napoli |
| Coordinate | 40°51′00.54″N 14°15′15.98″E |
| Religione | cattolica di rito romano |
| Titolare | Adriana Sassona e Laura Arcelli (?) |
| Arcidiocesi | Napoli |
| Stile architettonico | rinascimentale |
| Completamento | 1492 |

La cappella Pontano (anticamente nota col nome "Ad Arcum" De Arco", a causa dei due archi convergenti che sorreggono la torre ad essa adiacente) è un piccolo tempio di epoca rinascimentale di Napoli che si trova nel centro antico della città, lungo il decumano maggiore, tra via del Sole e via dei Tribunali. Presso l'edificio si trova inoltre la chiesa di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta.
La cappella, completata nel 1492, fu commissionata dal famoso letterato umanista Giovanni Pontano nel 1490 a pochissimi passi dal suo palazzo (oggi non più esistente e sostituito nella prima metà del XX secolo dall'edificio della scuola Diaz) per dedicarla alla Vergine e a San Giovanni Evangelista e per adibirla a tempio funerario per sua moglie, Adriana Sassone, venuta a mancare il primo marzo del 1490.Il progetto è di dubbia appartenenza: il probabile architetto è fra' Giocondo o Andrea Ciccione, o forse ancora Francesco di Giorgio Martini, i cui capitelli nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Cortona, a foglie d'acanto, sono molto simili.
Restaurata nel 1759 da Carlo di Borbone ed infine nel 1792, la struttura si presenta come un armonico blocco proporzionato secondo i classici canoni rinascimentali ed è considerata un modello di eleganza e di purezza stilistica.
Esternamente presenta una facciata in piperno con lesene e capitelli compositi in cui spiccano i battenti della porta, rigorosamente di impostazione classica, suddivisi ognuno in specchi rettangolari a fascia liscia che riprendono i listoni posti intorno; su uno dei due ingressi vi sono gli stemmi delle famiglie Pontano e Sassone.
L'interno si presenta con copertura a botte ed è rappresentato da un unico vano di forma rettangolare che ospita sulle pareti una collezione di lapidi, con otto epigrafi in latino e greco di cui fu autore lo stesso Pontano e che esprimono il suo dolore per la perdita della moglie e dei figli.
Una menzione speciale merita senza dubbio il pavimento maiolicato a formelle esagonali e motivi decorativi di grande effetto costituiti da ritratti, stemmi, iscrizioni, figure allegoriche; la fattura della pavimentazione sembra essere napoletana o, secondo alcuni autori, fiorentina.
L'altare della cappella presenta una nicchia con l'affresco della Madonna col Bambino e i santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista, probabilmente eseguito da Francesco Cicino, artista locale attivo a cavallo tra il XV ed il XVI secolo.
Dettate dallo stesso Pontano per dare delle norme sociali, morali e religiose ai passanti, scritte in latino e greco, le lapidi, situate sulle facciate e all'interno della cappella, rispondono ad un ideale di ritorno al Classicismo. Si contano in tutto dodici sulle facciate esterne:
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