Carlo Scorza

Carlo Scorza
Carlo Scorza inquadrato nella 4ª Divisione fanteria "Littorio"

Segretario del Partito Nazionale Fascista
Durata mandato19 aprile 1943 –
25 luglio 1943
PredecessoreAldo Vidussoni
Successorecarica abolita

Deputato del Regno d'Italia
LegislaturaXXVII, XXVIII, XXIX

Consigliere nazionale del Regno d'Italia
LegislaturaXXX
Gruppo
parlamentare
Corporazione della Chimica

Dati generali
Partito politicoFasci Italiani di Combattimento
(1920-1921)

Partito Nazionale Fascista
(1921-1943)

Carlo Scorza (Paola, 15 giugno 1897 – San Godenzo, 23 dicembre 1988) è stato un politico, giornalista e generale italiano della MVSN oltre che l'ultimo Segretario del Partito Nazionale Fascista.

Carlo Scorza
Dati militari
Paese servitoItalia (bandiera) Regno d'Italia
Forza armata Regio Esercito
MVSN
CorpoFanteria
SpecialitàArditi
GradoLuogotenente generale
GuerreGuerra italo-austriaca del 1915-18
Seconda guerra mondiale
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Biografia

Carlo Scorza durante la prima guerra mondiale

Nel 1912, insieme alla famiglia, si trasferisce dalla Calabria a Lucca, dove si diplomerà in ragioneria. Allo scoppio della prima guerra mondiale si arruola come volontario nei Bersaglieri, e poi nei Reparti d'Assalto, gli Arditi, raggiungendo nel corso del conflitto il grado di tenente e meritando tre medaglie di bronzo al valor militare. Il 14 dicembre 1920 si iscrive ai Fasci di Combattimento che poi si trasformeranno nel Partito Nazionale Fascista (PNF). Nello stesso anno, diventa giornalista professionista.

I fatti di Valdottavo

Dirige le squadre d'azione lucchesi ed è organizzatore della spedizione di Valdottavo (frazione di Borgo a Mozzano), conclusasi il 22 maggio 1921 con la morte di due squadristi e il ferimento di numerosi altri che viaggiavano a bordo del camion caduto in una scarpata a causa dei massi fatti precipitare, stando alla versione di Scorza, dagli antifascisti. Indagini successive, tuttavia, collegate anche alla contemporanea uccisione del casellante Porciani di Ponte a Moriano, testimone dei fatti, indicano che il mandante dell'eccidio (e dell'omicidio) fu proprio Scorza, assieme a Lorenzo Grossi e Andrea Ballerini.

Deputato del PNF

Prende parte alla Marcia su Roma dell'ottobre 1922, come Comandante delle tre legioni della Lucchesia, confluite a Civitavecchia, ed è Segretario Federale di Lucca del PNF dal 1921 al 1929. È eletto deputato alla Camera nel 1924.

Del tutto evidente appare il ruolo giocato dal "Federale" lucchese nella vicenda dell'aggressione di tipo squadristico subita da Giovanni Amendola il 20 luglio 1925 nei pressi di Pieve a Nievole. Quel giorno il deputato liberale era giunto a Montecatini Terme per la cura delle acque. La voce del suo arrivo venne diffusa e davanti all'albergo nel quale alloggiava (l'Hotel La Pace) si formò un assembramento di facinorosi intenti a contestarne la presenza. La dimostrazione si fece sempre più minacciosa e i carabinieri locali non erano in grado di frenarla. Alcuni facinorosi penetrarono nell'albergo e cercarono mettere le mani sul parlamentare antifascista. I dirigenti del Fascio montecatinese informarono della situazione Scorza, il quale, giunto in serata dal capoluogo, si propose apparentemente come desideroso di tutelare l'incolumità di Amendola, inducendolo a lasciare Montecatini con la garanzia di giungere a Pistoia in sicurezza per poi trasferirsi a Roma. In realtà si trattava di una trappola tesa da Scorza per preparare un'aggressione fisica lontano da occhi indiscreti. L'auto su cui era stato fatto salire Amendola, accompagnato da due fascisti, seminò il camion dei carabinieri che avrebbe dovuto scortarla e prese una strada diversa da quella dichiarata. Poi fu bloccata lungo il percorso da una banda di camicie nere che aggredirono con estrema violenza a bastonate il leader dell'Aventino. Amendola non si riprese mai dal feroce pestaggio e morì in Francia, a Cannes, il 7 aprile 1926. Un referto stilato da tre medici francesi che lo avevano operato in febbraio a Parigi indica nelle percosse subite la causa della lesione che ne determinò il decesso.

Scorza diviene direttore de L'Intrepido, settimanale dei fasci di combattimento di Lucca e Pisa. È tra i fondatori del giornale Il Popolo Toscano e, dal 1931, è direttore di Gioventù Fascista. Nel 1928 diviene Presidente della F.N.A.I. (Federazione Nazionale Arditi d'Italia). Nel 1928-1929 Scorza è anche Commissario straordinario del partito per la Federazione di Forlì.

È riconfermato deputato nel 1929 e nel 1934 fu membro del Direttorio Nazionale del PNF (1929-1931), nel dicembre del 1932 viene censurato da Mussolini per aver ecceduto nella polemica contro le organizzazioni cattoliche.

Partecipa come Ufficiale alla guerra d'Etiopia, nella Divisione CC.NN. "1º Febbraio", venendo decorato con due medaglie d'argento e una di bronzo al valor militare successivamente come partecipa come volontario alla guerra civile spagnola, in seno alla Divisione d'Assalto "Littorio", ottenendo una medaglia d'argento e una di bronzo al valor militare. Durante gli anni della segreteria di Achille Starace rimane sostanzialmente in ombra e in posizione polemica contro la burocratizzazione del Partito e dello Stato. La fine della segreteria Starace coincide con la rinascita politica di Scorza: è Consigliere Nazionale della Camera dei fasci e delle corporazioni (1939 - 1943), membro della Corporazione della Chimica (1938-1941) e della Corporazione della Siderurgia e Metallurgia (1941-1942), presidente dell'Ente della Stampa (1940-1943) e Vicesegretario nazionale del PNF dal dicembre 1942.

Il 19 aprile 1943 viene nominato Segretario del Partito Nazionale Fascista, con il rango di ministro, carica che mantiene fino al 25 luglio 1943.

Il 24 luglio e la nascita della RSI

È il primo a informare Mussolini del contenuto dell'Ordine del giorno che Grandi avrebbe presentato alla seduta del Gran Consiglio del Fascismo del 24 luglio 1943, quindi concorda con il Duce un Ordine del giorno del PNF che poi sarebbe stato messo ai voti subito dopo quello di Grandi (nei confronti del quale Scorza esprime voto contrario). Ma dopo la votazione sull'O.d.g. Grandi (che raccolse solo sette voti contrari tra cui il suo), non fu votato alcun altro Ordine del giorno. Nella confusione politica seguita alla destituzione e all'arresto di Mussolini, prima si nasconde, sottraendosi alla cattura, poi si offre di collaborare al governo di Pietro Badoglio e resta indisturbato fino all'8 settembre.

Per tale motivo, dopo la nascita della Repubblica Sociale Italiana, verrà arrestato con l'accusa di tradimento. Compare come testimone al processo di Verona contro Galeazzo Ciano e gli altri gerarchi. Processato a Parma nell'aprile del 1944 e difeso dall'avvocato Paolo Toffanin (1890-1971), fratello del più noto Giuseppe Toffanin, viene liberato per intervento diretto del Duce. Si trasferirà, successivamente, a Cortina d'Ampezzo (BL).

Il dopoguerra

Al termine della seconda guerra mondiale si rifugia a Gallarate (Varese). Scoperto e arrestato nell'agosto del 1945, riesce a evadere riparando in Argentina. Intanto ha luogo il processo per l'aggressione ad Amendola: in primo grado i giudici pistoiesi riconobbero la colpevolezza di tutti gli imputati condannandoli a 30 anni di reclusione per concorso in omicidio premeditato, a piena conferma della tesi accusatoria che voleva un collegamento tra l'aggressione patita e il decesso di Amendola. Secondo la sentenza, Scorza, di concerto con i dirigenti del Fascio montecatinese, trasse volutamente in inganno il leader dell'opposizione, mostrandoglisi preoccupato per la gravità della situazione, ma al solo scopo di farlo cadere nel tranello architettato.

La Cassazione confermò l'esistenza di un nesso casuale tra l'aggressione squadrista e la morte di Amendola, ma accolse parzialmente il ricorso presentato dalla difesa degli imputati, poiché ritenne non dimostrate la premeditazione e la volontà omicida dei fascisti. Il processo fu rinviato dinanzi alla corte d'appello di Perugia, che il 27 luglio 1949 confermò le condanne ma derubricò il reato da omicidio volontario a omicidio preterintenzionale. In questo modo gli aggressori di Amendola poterono fruire dell'amnistia approvata il 22 giugno 1946, su iniziativa del ministro della Giustizia Palmiro Togliatti, per i delitti di carattere politico e vennero scarcerati.

Rientrato in Italia nel 1969, si trasferisce in un piccolo comune vicino a Firenze, dove muore nel 1988. Ha scritto un memoriale sulla seduta del Gran Consiglio del Fascismo del 24 luglio 1943.

Nella cultura di massa

Onorificenze

Medaglia d'Argento al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria
Medaglia d'Argento al Valor Militare
«Comandante di battaglione resosi conto che in località vicina ad una posizione tenuta temporaneamente dal sui reparto, truppa appartenente alle brigate internazionali stava appostata per opporsi all'avanzata della divisione, senza frapporre indugio e dando magnifico esempio di alte virtù militari, di grande sprezzo del pericolo e di valore, slanciavasi all'attacco del nemico, sbaragliandolo, catturando numerosi prigionieri e materiali vari. Già distintosi in precedenti combattimenti - Llagostera, 2 febbraio 1939»
Medaglia d'Argento al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria
Medaglia d'Argento al Valor Militare
«Cinque volte volontario di guerra. Durante un ciclo operativo, incaricato da un comando superiore di svolgere una missione particolarmente delicata presso i reparti avanzati di una colonna motorizzata, marciava con la punta di essa e con elementi esploranti messi a sua disposizione si spingeva in avanti fino a trovarsi più volte a contatto di mezzi corazzati nemici che metteva in fuga. Tale attività svolgeva instancabilmente in due giorni di duri combattimenti durante i quali era esempio a tutti per il coraggio personale, sprezzo di ogni pericolo e capacità di comandante. Nel corso dell'arditissima esplorazione veniva a trovarsi improvvisamente a brevissima distanza da due autoblindo nemiche che lo prendevamo sotto il loro preciso fuoco. Con la calma dei forti e con la perfetta coscienza della propria difficile situazione, riusciva a sottrarsi dopo ore di assoluta immobilità all'azione di fuoco del nemico ed a fornire su di esso all'avanguardia preziose notizie . Zona di Bug Bug-Sidi el Barrani, 15-16 settembre 1940»
Medaglia d'Argento al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria
Medaglia d'Argento al Valor Militare
«Tenente Colonnello carrista, in qualità di comandante del nucleo giornalisti in A.S., partecipava ai combattimenti svoltisi sul fronte marmarico nel dicembre 1940, mettendosi volontariamente a disposizione di comandanti di grandi unità per delicati compiti di collegamento. Combattente di razza, assolveva brillantemente con rara perizia, iniziativa e valore gli incarichi affidatigli, portandosi sulle linee più avanzata, attraversando più volte con grave rischio quelle nemiche, percorrendo incessantemente con sereno sprezzo del pericolo il campo di battaglia tra l'infuriare del fuoco terrestre, aereo e navale del nemico, prodigandosi nel coadiuvare ufficiali nel lavoro di riordinamento e di sistemazione dei loro reparti e animando con l'esempio e con la parola i combattenti durante la lotta - Fronte Marmarico, dicembre 1940»
Medaglia di Bronzo al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria
Medaglia di Bronzo al Valor Militare
«Bell'esempio di calma, intelligenza e ardimento, durante un colpo di mano disimpegnava lo speciale compito affidatogli di proteggere il fianco destro della fronte d'attacco, nella forma più perfetta e brillante, sotto il fuoco di fucileria e bombe a mano, riuscendo poscia a penetrare nella posizioni nemiche e a catturare prigionieri - Monte Val Bella, 7 giugno 1918»
Medaglia di Bronzo al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria
Medaglia di Bronzo al Valor Militare
«Per un anno intero sul monte sacro alla patria divise con i suoi soldati rischi e pericoli, tenendone alto lo spirito negli aspri giorni di combattimento. Nell'inverno 1917-18, a Col dell'Orso, tra la neve e sotto l'incalzare del nemico che ad ogni costo voleva raggiungere la pianura, diresse i primi lavori di difesa- Durante l'offensiva nemica di giugno e, più tardi, nelle azioni dei Solaroli del 4 e 15 luglio, sempre rimo dove il dovere lo chiamava, seppe infondere nei suoi dipendenti, nei momenti più critici del combattimento, quella fede e quel coraggio che sanno ispirare gli uomini forti. Il 29 ottobre 1918, sotto intenso bombardamento aereo nemico ben diretto sul ponte di barche gettato sul Piave e Salettuol, si slanciò per primo, alla testa della sua compagnia, trascinandola compatta sull'altra sponda - Ponte di Salettuol, 29 ottobre 1918»
Medaglia di Bronzo al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria
Medaglia di Bronzo al Valor Militare
«Ufficiale di eccezionali doti fisiche e spirituali, ha rivelato al comando di un battaglione CC.NN. qualità preminenti di comandante energico e deciso. Sempre pronto ad offrire con slancio la sua opera, se è prodigato con ardite ricognizioni e con chiare relazioni per la migliore conoscenza della zona dell'Abi Abò, dimostrando di possedere spiccato intuito tattico, ardore e sprezzo del pericolo - Adi Abò, 25 febbraio.6 marzo 1936»
Medaglia di Bronzo al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria
Medaglia di Bronzo al Valor Militare
«Combattente della Grande Guerra e dell'A.O.I.m volontario in O.M.S., già distintosi e decorato in precedenti azioni, confermava al comando di un nucleo assegnato ad una divisione d'assalto nella offensiva per la conquista di Madrid le sue qualità di comandante coraggioso e deciso. In testa al suo reparto, eretto sul carro dava esempio ai suoi dipendenti, lanciandosi sulle linee rosse. Sempre precedendo poi con generoso ed audace impeto le fanteria raggiungeva velocemente i più lontani obiettivi della giornata affrontando e decidendo alla fuga le ultime resistenze nemiche - Toledo-Almonacid-Ypes, 27 marzo 1939»
Medaglia di Bronzo al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria
Medaglia di Bronzo al Valor Militare
1 Croce di Guerra al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria
1 Croce di Guerra al Valor Militare
«Al comando di un battaglione Camicie Nere in avanguardia, con arditissima marcia, riusciva a sventare una minaccia di infiltrazione da parte del nemico, dando prova di ardimento e sprezzo del pericolo - Chessad Cuarè 25 dicembre 1935»
3 Croci al Merito di Guerra - nastrino per uniforme ordinaria
3 Croci al Merito di Guerra
Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria
Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Grande Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria
Grande Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia
Grande Ufficiale dell'Ordine Coloniale della Stella d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria
Grande Ufficiale dell'Ordine Coloniale della Stella d'Italia
Medaglia commemorativa delle operazioni militari in Africa orientale (ruoli combattenti) - nastrino per uniforme ordinaria
Medaglia commemorativa delle operazioni militari in Africa orientale (ruoli combattenti)
Medaglia di benemerenza per i volontari della Campagna in Africa Orientale (1935–1936) - nastrino per uniforme ordinaria
Medaglia di benemerenza per i volontari della Campagna in Africa Orientale (1935–1936)
Medaglia Commemorativa della Guerra di Spagna (1936-1939) - nastrino per uniforme ordinaria
Medaglia Commemorativa della Guerra di Spagna (1936-1939)
Medaglia di Benemerenza per i Volontari della Campagna di Spagna - nastrino per uniforme ordinaria
Medaglia di Benemerenza per i Volontari della Campagna di Spagna
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915–1918 (3 anni) - nastrino per uniforme ordinaria
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915–1918 (3 anni)
Medaglia Commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria
Medaglia Commemorativa dell'Unità d'Italia
Medaglia Commemorativa Italiana della Vittoria - nastrino per uniforme ordinaria
Medaglia Commemorativa Italiana della Vittoria
Medaglia di Benemerenza per i Volontari della Guerra Italo-Austriaca (1915-1918) - nastrino per uniforme ordinaria
Medaglia di Benemerenza per i Volontari della Guerra Italo-Austriaca (1915-1918)
Croce di anzianità (20 anni) nella Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale - nastrino per uniforme ordinaria
Croce di anzianità (20 anni) nella Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale
Medaglia commemorativa della Marcia su Roma - nastrino per uniforme ordinaria
Medaglia commemorativa della Marcia su Roma
Medaglia della Guerra in corso (2 stellette) - nastrino per uniforme ordinaria
Medaglia della Guerra in corso (2 stellette)
Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Tedesca - nastrino per uniforme ordinaria
Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Tedesca

Note

  1. ↑ Nicola Laganà, Borgo a Mozzano: l’ultima amministrazione comunale antifascista della Lucchesia (1924-1925), secondo i documenti d’archivio e le cronache dei periodici locali, in “Documenti e Studi – Rivista dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea in provincia di Lucca” n. 27/28, dicembre 2006, pp. 17-143.
  2. ↑ Giovannini, Paolo, e Palla, Marco, Il fascismo dalle mani sporche: dittatura, corruzione, affarismo, Prima edizione, pp. 212 e segg, ISBN 978-88-581-3409-2, OCLC 1086297923. URL consultato il 24 novembre 2020.
  3. ↑ Giorgio Amendola, Una scelta di vita, Rizzoli, Milano, 1976.
  4. 1 2 Giovannini, Paolo, e Palla, Marco,, Il fascismo dalle mani sporche : dittatura, corruzione, affarismo, Prima edizione, pp. 202-206, ISBN 978-88-581-3409-2, OCLC 1086297923. URL consultato il 13 dicembre 2020.
  5. ↑ Di questa aggressione Benedetti si premurerà di far rapporto a Mussolini; cfr. Archivio Centrale di Stato, fascicolo Tullio Benedetti.
  6. ↑ M. Canali, Il delitto Matteotti, Bologna, Il Mulino, 1997.
  7. ↑ Carlo Scorza / Deputati / Camera dei deputati - Portale storico, su storia.camera.it. URL consultato il 15 ottobre 2022.
  8. ↑ «In favore di Scorza interviene personalmente Mussolini che fa concludere il processo e mandar liberi i due imputati» (Scorza e Tarabini). Cit. tratta da Sivio Bertoldi, Salò, Vita e morte della Repubblica Sociale Italiana, Milano, Rizzoli editore, 1978 (Prima edizione BUR), pag. 427.
  9. ↑ Umberto Sereni, "Un'azione fascista: l'aggressione a Giovanni Amendola. Montecatini 20 luglio 1925" in "Giovanni Amendola tra etica e politica", Pistoia, 1999, Editrice Crt.

Bibliografia

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Predecessore Segretario del PNF Successore
Aldo Vidussoni 19 aprile 1943 - 25 luglio 1943 Alessandro Pavolini (PFR)
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