Castrignano (Langhirano)

Castrignano
frazione
Castrignano – Veduta
Castrignano – Veduta
Piazza dell'Oratorio a Costa di Castrignano
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Emilia-Romagna
Provincia Parma
Comune Langhirano
Territorio
Coordinate44°36′28.1″N 10°12′59.6″E
Altitudine499 m s.l.m.
Abitanti268
Altre informazioni
Cod. postale43013
Prefisso0521
Fuso orarioUTC+1
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castrignano
Castrignano

Castrignano è una frazione di Langhirano, in provincia di Parma.

La località dista 4,31 km dal capoluogo.

Geografia fisica

La frazione appenninica è costituita dall'unione di una serie di località, tra le quali Costa di Castrignano, posta a un'altitudine di 580 m s.l.m. e distante dal capoluogo 3,35 km, Tabiano di Castrignano, posta a un'altitudine di 540 m s.l.m. e distante dal capoluogo 2,34 km, e Valle di Castrignano, posta a un'altitudine di 470 m s.l.m. e distante dal capoluogo 4,53 km. I centri abitati sorgono sulle pendici del monte Sporno, sul versante sinistro della val Parma e della piccola valle del rio Fabiola, suo affluente.

Origini del nome

La località, nota in epoca medievale come Castrum Regnani, Castrum Rognani e Castro Ragnani, deve il suo nome al castello che vi sorgeva, fondato secondo la tradizione da un certo Regnano.

Storia

Il borgo fu fondato in età altomedievale dai Longobardi, nei pressi della strada delle cento miglia.

L'originaria pieve fu costruita secondo alcuni storici già nel V o VI secolo, in posizione ignota. Fu probabilmente edificato in epoca successiva il castello difensivo di Castrum Regnani, menzionato per la prima volta il 31 luglio 982, in un atto di livello concesso dal vescovo di Parma Sigefredo II. All'epoca il territorio era soggetto all'autorità episcopale cittadina.

Nel 1015 la località fu citata in un documento con cui il vescovo Enrico confermò al monastero di San Paolo di Parma il possesso di vari beni. Castroragnani fu poi nominata nel 1028 nell'atto di donazione di numerose terre del Parmense da parte di Ildegarda, figlia di Oddone il Salico, alla chiesa cittadina di San Pietro.

Nel 1116 l'imperatore del Sacro Romano Impero Enrico V di Franconia confermò all'abate del monastero di Sant'Apollonio di Canossa il possesso del maniero e delle terre circostanti.

Nel 1137 l'imperatore Lotario II di Supplimburgo assegnò al monastero di San Prospero di Reggio Emilia il feudo di Castrignano.

Nel 1186 l'imperatore Federico Barbarossa, subito dopo il matrimonio tra il figlio Enrico VI e Costanza d'Altavilla, donò in segno di riconoscenza il castello e il territorio da esso dipendente, comprendente anche Mattaleto e Langhirano, al vescovo di Parma Bernardo II. L'autorità episcopale parmigiana fu confermata anche al successivo vescovo Obizzo Fieschi da parte degli imperatori Enrico VI di Svevia nel 1195 e Ottone IV di Brunswick nel 1210.

Nel 1219 l'imperatore Federico II di Svevia concesse al Comune di Parma la conferma degli antichi diritti, tra cui il pieno potere sul territorio; ciò fu interpretato dal podestà Negro Mariani da Cremona quale attestazione della completa autonomia dall'autorità episcopale e del legittimo possesso di numerosi feudi del Parmense, tra cui Castrignano. Il vescovo Obizzo Fieschi si oppose e si rivolse al papa Onorio III, che, allo scopo di ristabilire l'autorità della diocesi su tutti i territori governati in precedenza, emise un atto di scomunica contro il Comune; quest'ultimo accettò quindi la restituzione dei feudi al vescovo, ratificando un accordo nel 1221.

Nel 1339 Azzo da Correggio colse l'occasione dell'allontanamento da Parma del vescovo Ugolino de' Rossi e occupò il monte di Castrignano, ove ricostruì o fortificò il castello. Nel 1346, dopo la presa del potere in città da parte di Luchino Visconti, il Vescovo intraprese una causa contro Azzo; il signore di Milano Giovanni Visconti fece abbattere il maniero intorno al 1350, ma nel 1355 Bernabò Visconti riconsegnò al Correggese il feudo; nel 1358 Ugolino de' Rossi avviò una nuova lite contro l'usurpatore, vincendola definitivamente. Nel 1376 il vescovo investì del feudo il pronipote Rolando de' Rossi, in segno di riconoscenza per i servigi resi dal padre Giacomo all'episcopato parmense.

I Rossi ricostruirono il castello e nel 1404 vi si rifugiò Pietro dopo la sua cacciata da Parma per volere di Ottobuono de' Terzi, che l'anno seguente ne venne in possesso per mano del castellano di Guardasone Pietro del Borgo. Nel 1409, dopo l'uccisione di Ottobuono de' Terzi, Galeazzo da Correggio conquistò per conto del marchese di Ferrara Niccolò III d'Este, alleato rossiano, il maniero di Castrignano e la sua dipendenza di Mattaleto, ma ne approfittò per prenderne possesso, pretendendo di far valere i diritti del suo avo Azzo. In risposta, l'anno seguente Pietro de' Rossi riconquistò la fortificazione di Castrignano.

I Rossi ricevettero conferma dell'investitura feudale da parte dell'imperatore Sigismondo di Lussemburgo nel 1413 e del duca di Milano Filippo Maria Visconti nel 1425; nel 1448 il vescovo Delfino della Pergola tentò di rientrarne in possesso, ma fu costretto a desistere.

In seguito alla disastrosa guerra dei Rossi conclusasi nel 1483, Castrignano, rivendicata dal vescovo Giovanni Giacomo Schiaffinato, fu restituita alla diocesi di Parma.

Nel XVI secolo l'imperatore Carlo V d'Asburgo concesse all'allora vescovo di Parma Alessandro Farnese la possibilità di collocare sulle abitazioni di Castrignano le insegne dell'aquila imperiale.

La diocesi mantenne i diritti feudali su Castrignano fino alla loro abolizione sancita dai decreti napoleonici del 1805. La località divenne quindi frazione del nuovo comune (o mairie) di Langhirano.

Monumenti e luoghi d'interesse

Pieve di Castrignano

Chiesa dell'Assunzione di Maria Vergine

Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa dell'Assunzione di Maria Vergine (Langhirano).
Chiesa dell'Assunzione di Maria Vergine

Costruita originariamente forse già nel V o VI secolo, la pieve, riedificata in epoca ignota all'interno della cinta muraria del castello, fu citata per la prima volta nel 1005; ricostruita in stile barocco nel 1667, fu dotata della facciata neoclassica agli inizi del XX secolo e ristrutturata internamente in stile neobizantino nel 1930; danneggiata da un sisma nel 2008, fu restaurata e consolidata tra il 2012 e il 2013. La chiesa, sviluppata su un impianto a tre navate affiancate da una cappella sulla destra e due sulla sinistra, presenta una facciata a capanna scandita da un doppio ordine di lesene, a sostegno del frontone triangolare di coronamento; all'interno le navate, coperte da volte a botte dipinte, sono separate tra loro da una serie di colonne in pietra coronate da capitelli a cubo scantonato; sul fondo il presbiterio absidato è preceduto da un arco trionfale a tutto sesto affrescato. L'edificio conserva varie opere di pregio, tra cui un fonte battesimale quattrocentesco, una croce astile del XV secolo e vari dipinti e arredi cinquecenteschi e settecenteschi.

Castello

Lo stesso argomento in dettaglio: Castello di Castrignano.
Ruderi del castello

Edificato in epoca altomedievale, il castello, dipendente dalla diocesi di Parma, fu nominato per la prima volta nel 982; assegnato agli inizi del XII secolo al monastero di Sant'Apollonio di Canossa e nel 1137 al monastero di San Prospero di Reggio Emilia, nel 1186 fu donato dall'imperatore Federico Barbarossa ai vescovi di Parma; riedificato da Azzo da Correggio nel 1339, nei decenni seguenti fu rivendicato dal vescovo Ugolino de' Rossi, che, riottenutolo nel 1358, ne investì nel 1376 il pronipote Rolando de' Rossi; ricostruito dai Rossi, fu espugnato nel 1405 dai Terzi; riconquistato dai Rossi nel 1410, al termine della guerra dei Rossi del 1483 fu riassegnato alla diocesi di Parma; completamente abbandonato, degradò nei secoli successivi e parte delle rovine fu adattata a portale d'accesso al sagrato della pieve; se ne conservano inoltre alcuni brandelli di muro seminascosti dalla vegetazione, posti tra la chiesa e il cimitero.

Pilastro delle Quattro Maestà

Eretto nel XX secolo all'inizio della breve salita per la chiesa, il monumento fu danneggiato nei primi anni del XXI secolo e successivamente restaurato. L'opera è costituita da un muretto circolare in pietra, al cui centro si erge un pilastro in arenaria a base quadrata, ornato con modanature; sulle quattro fronti sono collocate altrettante formelle marmoree, raffiguranti la Madonna Assunta, Sant'Antonio da Padova, San Giovanni Battista e San Giuseppe; a coronamento si erge una guglia piramidale, sormontata da una croce in ferro battuto.

Costa di Castrignano

Oratorio di San Rocco

Oratorio di San Rocco

Edificato nel 1622, l'oratorio di Costa, dedicato a san Rocco, fu ricostruito e ampliato intorno al 1970. La struttura, sviluppata su un impianto a navata unica, presenta una facciata a capanna, scandita da quattro lesene in mattoni; nel mezzo si apre il portale d'ingresso, coronato da un oculo circolare; dal tetto emerge un piccolo campanile a vela. All'interno l'aula è coperta da un soffitto a due falde; il presbiterio, preceduto dall'arco trionfale, accoglie l'altare maggiore a mensa in marmo grigio, mentre la parete sul fondo è ornata con un mosaico cruciforme raffigurante Adamo ed Eva cacciati dal Paradiso terrestre, un Gruppo di fedeli ai piedi di Gesù Cristo crocifisso e Santi del Paradiso, realizzato da Renato Fiaccadori. L'edificio conserva un inginocchiatoio del 1760 circa.

Palazzo Tarasconi

Palazzo Tarasconi

Costruito tra la fine del XVII e l'inizio del XVIII secolo in prossimità della torre medievale per volere dei conti Tarasconi, verso la fine del XIX secolo il palazzo fu alienato agli Stocchi, che lo rivendettero presto agli Scaroni; danneggiato da un incendio durante la seconda guerra mondiale, fu in seguito completamente ristrutturato e infine venduto alla famiglia Canali. L'edificio in pietra, sviluppato su una pianta irregolare, è preceduto da un piccolo giardino accessibile attraverso un portale in mattoni ad arco ribassato, retto da due pilastri ornati con lesene doriche, a sostegno della trabeazione curvilinea; la simmetrica facciata barocca, elevata su tre livelli fuori terra scanditi da fasce marcapiano, si erge su un basamento a scarpa; al centro si apre l'ampio portale d'ingresso ad arco a tutto sesto, affiancato da due finestre per parte e sormontato da un finestrone al primo piano; il sottotetto si affaccia attraverso oculi mistilinei. Sul retro uno degli edifici annessi presenta un loggiato ad archi ribassati, retti da pilastri dorici. All'interno l'androne si apre attraverso tre archi sospesi sullo scalone a tre rampe, ornato con una ringhiera in ferro battuto e con stucchi alle pareti; le sale laterali, coperte da volte, sono decorate con affreschi parietali.

Casatorre

Casatorre

Edificata nel XIII secolo, la casatorre fu successivamente inglobata da nuove costruzioni; la struttura in pietra è dominata dalla torre elevata su quattro livelli, originariamente adibita a funzioni abitative e difensive.

Tabiano di Castrignano

Fontana e lavatoio

Fontana e lavatoio

Costruita nel XIX secolo, la grande fontana è costituita da sei lunghe vasche in calcestruzzo, al cui centro è collocato un pozzo coperto da un piccolo portico ad archi ribassati in pietre e mattoni, ornato con due maestà raffiguranti San Rocco e la Madonna dei Sette dolori.

Valle di Castrignano

Cappella di Santa Lucia

Cappella di Santa Lucia

Menzionata per la prima volta nel 1422, la piccola cappella di Valle, dedicata a santa Lucia, fu completamente ricostruita nel 1961. La struttura, sviluppata su un impianto a navata unica, presenta una facciata a capanna intonacata; al centro è collocato il portale d'ingresso ad arco a tutto sesto, sormontato da una finestra. All'interno l'aula è coperta da una serie di capriate lignee; il presbiterio accoglie l'altare maggiore a mensa in pietra serena, mentre sul fondo l'abside è preceduta dall'arco trionfale a tutto sesto.

Rocca

Lo stesso argomento in dettaglio: Rocca di Valle di Castrignano.
Rocca

Costruite tra la fine del XIV e gli inizi del XV secolo a presidio della strada di accesso al castello di Castrignano, le torri della rocca furono successivamente acquistate dalla nobile famiglia Cavatorta e, tra il XVIII e il XIX secolo, furono affiancate da nuovi edifici residenziali; alienate nei primi anni del XX secolo alla famiglia Campelli, nei decenni seguenti le strutture divennero sede di un'azienda agricola e agli inizi del XXI secolo furono restaurate e aperte al pubblico. La corte conserva quattro casetorri medievali e alcuni edifici settecenteschi, tra cui la casa padronale con loggiato; nei dintorni sopravvive inoltre l'antica casaforte Malavilla.

Corte Ravanetti

Edificata originariamente entro il XVII secolo, la corte in pietra fu modificata più volte; danneggiata dal sisma del 2008, subì nel 2015 il crollo della stalla risalente agli inizi del XIX secolo.

Corte Pelosi

Costruita nel XVIII secolo, la corte in pietra fu modificata più volte e lesionata dal sisma del 2008.

Casa duecentesca

Edificata nel XIII secolo, rappresenta una delle abitazioni più antiche dell'Appennino parmense.

Fontana di Castrignano

Casatorre

Edificata nel XIII secolo, la struttura costituisce l'unica casatorre sopravvissuta nei secoli nel piccolo borgo. L'edificio in pietra, raggiungibile attraversando un portale ad arco, è dominato da una torre elevata su quattro piani, originariamente adibita a funzioni abitative e difensive.

Fontana Ravanetti

Costruita nel 1880 da Luigi Ravanetti, la fontana in pietra è costituita da due grandi vasche e da un piccolo edificio adiacente contenente un pozzo.

Note

  1. 1 2 La Frazione di Costa di Castrignano, su italia.indettaglio.it. URL consultato il 9 marzo 2017.
  2. 1 2 La Frazione di Valle di Castrignano, su italia.indettaglio.it. URL consultato il 9 marzo 2017.
  3. ↑ La Frazione di Fontana, su italia.indettaglio.it. URL consultato il 9 marzo 2017.
  4. 1 2 La Frazione di Tabbiano, su italia.indettaglio.it. URL consultato il 3 novembre 2025.
  5. ↑
  6. ↑ La Frazione di Castrignano, su italia.indettaglio.it. URL consultato il 9 marzo 2017.
  7. 1 2 3 Dall'Aglio, p. 362.
  8. 1 2 3 Pellegri, p. 39.
  9. ↑ Calidoni, Basteri, Bottazzi, Rapetti, Rossi, p. 67.
  10. ↑ Casa vacanze "don Celestino Bertogalli" (PDF), su casapergruppi.it. URL consultato il 9 marzo 2017.
  11. 1 2 Fallini, Calidoni, Rapetti, Ughetti, p. 81.
  12. ↑ Dall'Aglio, p. 365.
  13. 1 2 3 4 5 6 7 Capacchi, p. 182.
  14. 1 2 3 4 5 6 Dall'Aglio, p. 363.
  15. ↑ Affò II, pp. 300-301.
  16. 1 2 3 Castrignano, su geo.regione.emilia-romagna.it. URL consultato il 9 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 2 marzo 2017).
  17. ↑ Margarini, p. 151.
  18. ↑ Affò II, p. 281.
  19. ↑ Affò III, p. 334.
  20. ↑ Leo, p. 324.
  21. ↑ Affò III, p. 102.
  22. ↑ Affò III, pp. 336, 405.
  23. ↑ Affò IV, p. 312.
  24. ↑ Dall'Aglio, pp. 362-363.
  25. ↑ Pezzana I, p. 49.
  26. 1 2 3 4 5 6 7 Dall'Aglio, p. 364.
  27. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Capacchi, p. 184.
  28. ↑ Pezzana I, pp. 117-118.
  29. ↑ Pezzana II, pp. 73-74.
  30. ↑ Pezzana II, p. 81.
  31. ↑ Pezzana II, p. 126.
  32. ↑ Pezzana II, pp. 141-142.
  33. 1 2 Castrignano, su geo.regione.emilia-romagna.it. URL consultato il 9 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 2 marzo 2017).
  34. ↑ Pezzana II, p. 643.
  35. ↑ Molossi, p. 80.
  36. ↑ Comune di Langhirano, su araldicacivica.it. URL consultato il 9 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2017).
  37. ↑ Dall'Aglio, pp. 365-366.
  38. ↑ Cirillo, Godi, pp. 260-261.
  39. ↑ Chiesa dell'Assunzione di Maria Vergine "Castrignano, Langhirano", su Le chiese delle diocesi italiane, Conferenza Episcopale Italiana. URL consultato il 9 marzo 2017.
  40. ↑ Chiesa di Castrignano, su portaletorrechiara.net. URL consultato il 1º marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 29 ottobre 2018).
  41. ↑ Dall'Aglio, pp. 362-364.
  42. ↑ Capacchi, pp. 182-184.
  43. ↑ Pilastro delle Quattro Maestà (Langhirano, loc. Castrignano), su scn.caiparma.it. URL consultato il 3 novembre 2025.
  44. ↑ Oratorio di San Rocco "Castrignano, Langhirano", su Le chiese delle diocesi italiane, Conferenza Episcopale Italiana. URL consultato il 9 marzo 2017.
  45. ↑ Cirillo, Godi, p. 261.
  46. ↑ Palazzo Tarasconi (Langhirano, loc. Costa di Castrignano), su scn.caiparma.it. URL consultato il 7 settembre 2022.
  47. ↑ Archi di Accesso a Corti (Langhirano, loc. Costa di Castrignano), su scn.caiparma.it. URL consultato il 2 novembre 2025.
  48. ↑ Casa Torre (Langhirano, loc. Costa di Castrignano), su scn.caiparma.it. URL consultato il 3 novembre 2025.
  49. ↑ Fontana e lavatoio a Tabiano di Castrignano (Langhirano), su scn.caiparma.it. URL consultato il 3 novembre 2025.
  50. ↑ Cappella di Santa Lucia "Castrignano, Langhirano", su Le chiese delle diocesi italiane, Conferenza Episcopale Italiana. URL consultato il 9 marzo 2017.
  51. 1 2 3 4 Enrico Gotti, «Valle di Castrignano, gioiello da salvare», in www.gazzettadiparma.it, 16 marzo 2015. URL consultato il 27 aprile 2019 (archiviato dall'url originale il 27 aprile 2019).
  52. ↑ Rocca Valle di Castrignano, su castellidelducato.it. URL consultato il 27 aprile 2019.
  53. ↑ Azienda agricola Campelli (PDF), su aziendaagricolacampelli.it. URL consultato il 27 aprile 2019.
  54. ↑ Enrico Gotti, Crolla una stalla: tragedia sfiorata a Castrignano, in www.gazzettadiparma.it, 13 marzo 2015. URL consultato il 9 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 12 marzo 2017).
  55. ↑ Casa Torre (Langhirano, loc. Fontana di Castrignano), su scn.caiparma.it. URL consultato il 2 novembre 2025.
  56. ↑ Fontana Ravanetti (Langhirano, loc. Fontana di Castrignano), su scn.caiparma.it. URL consultato il 2 novembre 2025.

Bibliografia

Voci correlate

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