Avenue des Champs-Élysées

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Avenue des Champs-Élysées
Veduta dall'Arco di Trionfo
Nomi precedentiAllée du Roule, Avenue de Neuilly
Localizzazione
StatoFrancia (bandiera) Francia
CittàParigi
CircoscrizioneVIII arrondissement
QuartiereChamps-Élysées e Faubourg-du-Roule
Informazioni generali
Tipoviale
Lunghezza1,91 km
IntitolazioneCampi Elisi
Costruzione1670
Collegamenti
Intersezionirue de Berri, place Clemenceau, place de la Concorde, avenue Dutuit, avenue Franklin-D.-Roosevelt, Avenue George V, avenue Matignon, avenue Winston-Churchill, avenue de Marigny, avenue de Selves, place des 44-Enfants-d'Izieu, rond-point des Champs-Élysées-Marcel-Dassault, rue Arsène-Houssaye, rue Balzac, rue Galilée, rue La Boétie, rue Lincoln, rue Marbeuf, rue Pierre-Charron, rue Quentin-Bauchart, rue Washington, rue de Bassano, rue de Marignan, rue de Presbourg, rue du Colisée, place Charles-de-Gaulle, rue de Tilsitt e Avenue Montaigne
Mappa
Mappa di localizzazione: Parigi
Avenue des Champs-Élysées
Avenue des Champs-Élysées

L'Avenue des Champs-Élysées (/av.ˈny de ʃɑ̃.ze.li.ˈze/; lett. "Viale dei Campi Elisi") è uno dei più larghi e maestosi viali di Parigi. Con i suoi cinema, cafés e negozi di lusso, è una delle strade più famose del mondo e una di quelle che delimitano il cosiddetto Triangolo d'oro di Parigi.

Il viale, prosecuzione della Rue de Rivoli, si sviluppa per 1910 metri attraverso l'VIII arrondissement, nella parte nord-occidentale di Parigi, da Place de la Concorde a est, con il suo obelisco, a Place Charles-de-Gaulle (già Place de l'Étoile) a ovest, dove si trova l'Arco di Trionfo, formando parte della linea dell'Asse storico.

Originariamente semplici campi, nel 1616 Maria de' Medici fece realizzare un lungo viale alberato che collegava il Louvre ai giardini delle Tuileries, poi esteso nel XVIII secolo fino alla sommità della collina di Chaillot, dove oggi sorge l'Arco di Trionfo. Tuttavia, fu solo durante il Secondo Impero che questa strada, originariamente malfamata, si trasformò definitivamente in una vera avenue alla moda, grazie alla costruzione di eleganti hôtel particulier e negozi di lusso che ne fecero un luogo privilegiato per le passeggiate, simbolo di prestigio e modernità.

Toponomastica

Prende il nome dai Campi Elisi, il luogo degli Inferi dove, nella mitologia greca, dimoravano le anime virtuose.

Posizione e accesso

Tracciato

L'Avenue des Champs-Élysées si trova nell'ottavo arrondissement di Parigi, nella zona nord-occidentale della città. Si sviluppa lungo un asse est-ovest per una lunghezza di 1.910 metri, collegando Place de la Concorde, dove si erge l'Obelisco di Luxor, a Place Charles-de-Gaulle (precedentemente nota come Place de l’Étoile), situata sul versante settentrionale della collina di Chaillot, nel suo punto altimetricamente più elevato. Tra il 1768 e il 1774, la sommità di questa altura fu abbassata di circa cinque metri. Il materiale di risulta fu impiegato per attenuare la pendenza della strada, ancora oggi caratterizzata da una pendenza regolare dal Rond-Point des Champs-Élysées fino a Place Charles-de-Gaulle, dove si trova l'Arco di Trionfo dell'Étoile. Il viale ha una larghezza complessiva di 70 metri: al centro si trova una carreggiata di 30 metri, suddivisa in quattro corsie per ciascun senso di marcia, fiancheggiata da due ampi marciapiedi di circa 20 metri ciascuno.

Il tracciato rettilineo del viale offre una maestosa prospettiva urbana che si sviluppa a partire dal Palazzo del Louvre, lungo un asse monumentale in cui si susseguono elementi simbolici ed architettonici di grande rilievo: la statua equestre di Luigi XIV nella Cour Napoléon del Louvre, l'Arco di Trionfo del Carrousel, i Giardini delle Tuileries, l'Obelisco di Luxor di Place de la Concorde, l'Arco di Trionfo e, più a ovest, al di fuori dei confini cittadini, la Grande Arche della Défense. Questo allineamento costituisce il cosiddetto "asse storico" (axe historique) dell'ovest parigino.

Nella sua parte inferiore, a est della rotonda Champs-Élysées-Marcel-Dassault, il viale è affiancato da contre-allées, note come "promenade des Champs-Élysées", che costeggiano i giardini degli Champs-Élysées, i quali si estendono per circa 700 m.

Giardini e places

Con una larghezza variabile tra i 300 e i 400 metri, i giardini sono articolati in una serie di spazi rettangolari denominati piazze (places), distribuite simmetricamente lungo i due lati del viale.

Targa degli Champs-Élysées.

Ad eccezione dell'ultima, ciascuna di queste piazze ha una fontana fin dai lavori di ristrutturazione realizzati sotto la direzione dell'architetto Jakob Ignaz Hittorff nel 1840-1847.

Trasporti

Pannello della stazione Champs-Élysées-Clemenceau sulle linee 1 e 13

Di seguito sono riportate le stazioni della metropolitana e della RER che servono l'Avenue des Champs-Élysées:

Storia

XVII secolo: una nuova passeggiata

Gli Champs-Élysées nel 1890.

In origine, l'area oggi occupata dagli Champs-Élysées era costituita da terreni paludosi e disabitati. Nel 1616 la regina Maria de' Medici promosse la realizzazione di un lungo viale alberato, costeggiato da olmi e tigli, lungo la Senna oltre il Palazzo delle Tuileries. Il Cours la Reine, ispirato al parco fiorentino delle Cascine e destinato al passeggio aristocratico, fu così inaugurato nel 1616. Sebbene distinto dall’attuale Avenue des Champs-Élysées, ne rappresentò un precursore concettuale: è infatti una delle prime realizzazioni del disegno urbano volto a estendere la città verso ovest attraverso viali alberati e spazi di rappresentanza.

All’inizio del regno di Luigi XIV, l'espansione territoriale del Regno di Francia rese obsolete le fortificazioni di Parigi. Il sovrano, influenzato dalle idee di Jean-Baptiste Colbert e desideroso di ampliare e abbellire la capitale, decise così di demolire le mura medievali e di aprire nuovi assi viari. Con un decreto del 26 agosto 1667, fu ordinata la creazione di una strada destinata a facilitare il transito delle carrozze di corte dirette verso la tenuta reale di Saint-Germain-en-Laye e al Palazzo di Versailles, allora in costruzione.

L'incarico fu affidato ad André Le Nôtre, celebre paesaggista del Palazzo di Versailles e, a Parigi, dei Giardini delle Tuileries. Egli tracciò un nuovo asse monumentale partendo dalla residenza regia delle Tuileries, in direzione della collina della Roule (oggi scomparsa), che attraversava l’attuale Place de la Concorde fino all’attuale Rond-point des Champs-Élysées. Questo tracciato, affiancato da giardini, viali di olmi e ampie distese erbose, fu inizialmente conosciuto con varie denominazioni: Grand Cours, avenue de Neuilly, route de Saint-Germain, Avenue Royale de la Grille (1678), Avenue du Palais des Tuileries (1680).

Il nome Champs-Élysées fece la sua prima apparizione nel 1694, ma si consolidò ufficialmente solo nel 1709, come attestano i registri della contabilità reale. L’espressione fa riferimento ai Campi Elisi della mitologia greca, luogo mitico di pace e beatitudine per gli spiriti dei giusti. Tale denominazione fu forse scelta in contrasto con la parte inferiore del viale, all’epoca ancora insalubre, paludosa e associata alla prostituzione.

XVIII secolo: un viale malfamato

Gli Champs-Élysées nel 1730

Il nuovo viale si sviluppava oltre la cinta muraria di Luigi XIII e attraversava, all'altezza dell'attuale rue Marbeuf, il Grand Égout, un canale di scolo che seguiva il tracciato di un ruscello proveniente da Ménilmontant per sfociare nella Senna all'altezza dell'attuale Pont de l'Alma. Solo nel 1710, su iniziativa del Duca d'Antin, sovrintendente degli edifici del Re, fu costruito un ponte in pietra che permise di estendere gli Champs-Élysées fino alla cosiddetta Étoile de Chaillot, corrispondente all’attuale tracciato completo del viale. L’opera fu completata nel 1724.

Nel 1722, il villaggio di Le Roule, situato alla periferia della città, fu annesso a Parigi. In seguito, nel 1765, fu autorizzata la costruzione di edifici lungo entrambi i lati dell’Avenue des Champs-Élysées. Cinque anni più tardi, il marchese di Marigny, direttore generale degli Edifici, delle Arti, dei Giardini e delle Manifatture del Re, fece livellare la collina di Le Roule, rinnovò le piantumazioni e tracciò nuove vie come l’Avenue de Marigny, l’Avenue Matignon e l’Allée des Veuves (l'odierna Avenue Montaigne). Nel 1774, il viale fu ulteriormente allargato e prolungato fino alla Senna, in direzione del Pont de Neuilly, tramite l’attuale Avenue de la Grande-Armée a Parigi e Avenue Charles-de-Gaulle a Neuilly-sur-Seine. In quel periodo, i tratti del viale assumevano nomi diversi: Avenue Royale de la Grille presso la barriera di Chaillot, e Avenue de Neuilly oltre tale punto.

Nonostante i lavori di abbellimento, gli Champs-Élysées mantennero a lungo una reputazione negativa: la zona era gremita di bancarelle da fiera e mediocri caffè all'aperto che attiravano malviventi, prostitute e persino briganti. Nel 1771 fu inaugurato all'altezza del Rond-point un lussuoso parco divertimenti o vauxhall, il Colisée, ma lo stabilimento cadde presto in declino perché il pubblico era riluttante ad andare la sera in quella che era ancora una parte periferica e particolarmente malfamata di Parigi. Il Cours la Reine, lungo la Senna, restava più popolare tra i parigini per le attività di svago, tra cui il gioco delle bocce, il tennis e le frequentazioni nei bar. Alla sua estremità sorgeva il Petit Moulin-Rouge, locale di fama ambigua costruito su un terreno appartenente a Madame du Barry. Per migliorare la sicurezza del viale, che come si è visto era ancora percepito come molto insicuro, nel 1777 fu istituito un posto di guardia svizzera presso la barriera di Chaillot.

La popolarità del viale, che nel 1789 prese il nome definitivo di «avenue des Champs-Élysées» (1789), crebbe solo durante la Rivoluzione francese. Fu lungo gli Champs-Élysées che sfilò il corteo delle donne di Parigi, guidato da Théroigne de Méricourt, in marcia verso Versailles per riportare la famiglia reale a Parigi. Ed è sempre lungo questo asse che, il 25 giugno 1791, la famiglia reale fu ricondotta a Parigi dopo la fuga a Varennes, scortata da due ali di Guardie Nazionali.

Durante il Terrore, Place de la Concorde - all'estremità orientale del viale - fu teatro di sanguinose esecuzioni capitali. Sempre in quel periodo, furono collocati nei pressi dell’ingresso ovest del viale i celebri Cavalli di Marly, gruppi scultorei di Guillaume Coustou, provenienti dall'abbeveratoio del Castello di Marly e sistemati su piedistalli disegnati dal pittore David.

Il padiglione Ledoyen, costruito nel 1792.

Durante il Direttorio furono condotti interventi per migliorare la sicurezza e la reputazione della zona: il viale centrale fu ampliato, alcune bettole vennero chiuse, e furono murati passaggi sotterranei che offrivano rifugio a criminali. Cominciarono ad aprire eleganti caffè, come il Café des Ambassadeurs, e ristoranti come quello di Dupe, inaugurato nel 1800, frequentato da personaggi di spicco dell’epoca come Barras. L’edificio che lo ospitava, una graziosa casa bianca con persiane verdi, corrisponde all’attuale ristorante Ledoyen. Con il tempo, così, gli Champs-Élysées si affermarono come luogo di passeggio elegante e meta delle gite fuori porta verso la campagna di Longchamp.

XIX secolo: gli interventi di Jakob Ignaz Hittorff

Nel primo decennio del XIX secolo, il tratto degli Champs-Élysées compreso tra la rotonda e la Barrière de l’Étoile conobbe una limitata attività edilizia: furono realizzati solo sei edifici, tra cui l’Hôtel de Massa. Tuttavia, lungo il viale sorsero numerosi giardini e luoghi di intrattenimento, tra balli all’aperto e spazi ricreativi: nonostante ciò, l’area continuò a essere considerata molto insicura.

È attraverso il viale che il 15 dicembre 1840 si effettuò restituzione delle ceneri di Napoleone, davanti a 100 000 spettatori.
Arredo urbano: particolare di un lampione

Il 2 aprile 1810, l’Avenue des Champs-Élysées fu il teatro dell’ingresso solenne nella capitale di Maria Luisa d'Austria, nuova imperatrice dei Francesi, accolta da un arco di trionfo effimero eretto per l’occasione. Poco meno di quattro anni dopo, il 29 marzo 1814, l’imperatrice lasciò Parigi percorrendo lo stesso viale, mentre il giorno seguente lo zar Alessandro I di Russia, il re di Prussia Federico Guglielmo III e il principe Karl Philipp Schwarzenberg assistettero a una parata delle truppe alleate da una tribuna allestita nei pressi del Palazzo dell’Eliseo. Le truppe bivaccarono nei giardini degli Champs-Élysées, lasciandoli in condizioni deplorevoli.

Il 25 giugno 1815, dopo la sconfitta a Waterloo e l'abdicazione, Napoleone lasciò definitivamente Parigi attraversando proprio il viale, sulla cui sommità era ancora in costruzione l’Arco di Trionfo. Luigi XVIII ne ordinò la ripresa dei lavori e aprì l’Avenue Gabriel per migliorare la connessione con i quartieri circostanti.

Per proseguire lo sviluppo del viale, il prefetto della Senna Gilbert Chabrol de Volvic applicò la legge del 20-27 agosto 1828, con cui lo Stato trasferì alla Città di Parigi la proprietà di Place della Concorde e degli Champs-Élysées, inclusi gli edifici statali (esclusi i fossati ai margini dei Giardini delle Tuileries). In cambio, la città si impegnava a:

(francese)
«° de pourvoir aux frais de surveillance et d’entretien des lieux ci-dessus désignés ;

° d’y faire, dans un délai de cinq ans, des travaux d’embellissement jusques à concurrence d’une somme de deux millions deux cent trente mille francs au moins ;

° de conserver leur destination actuelle aux terrains concédés, lesquels ne pourront être aliénés en tout ou en partie»
(italiano)
«° provvedere alle spese di sorveglianza e manutenzione dei luoghi sopra designati;

° di realizzare, entro un termine di cinque anni, lavori di miglioramento fino ad un importo di almeno due milioni e duecentotrentamila franchi;
° di mantenere la destinazione attuale del terreno concesso, che non può essere venduto in tutto o in parte»

Hittorf progettò anche i lampioni in ghisa ancora presenti, alimentati inizialmente a gas e ancora oggi presenti sul viale, che, secondo la Revue de l’Art, produssero “l’effetto più piacevole che si possa vedere” («l'effet le plus agréable qu'il soit donné de voir»). A partire dal 1856, le sculture e i lampioni presenti lungo l’avenue furono inoltre trattati con un innovativo sistema di ramatura industriale, sviluppato da Léopold Oudry, che ne garantì la conservazione nel tempo. Nel 1835, Hittorff propose al consiglio comunale di Parigi un progetto ambizioso per trasformare l’avenue in un polo culturale, includendo la creazione di un panorama, un circo, ristoranti di lusso, caffè-concerto e un teatro. Il viale fu anche teatro di eventi politici significativi: il 22 febbraio 1848, un grande banchetto tenuto sugli Champs-Élysées fu l’innesco simbolico della Rivoluzione del 1848.

Il viale intorno al 1850
Gli Champs Élysées intorno al 1878 in un dipinto di Gustave Maincent
Palazzo dell'Industria (1855-1896).

Nel 1839 fu inaugurato il Panorama degli Champs-Élysées, una rotonda di 40 metri di diametro e 15 di altezza, situata tra il Cours la Reine e il Grand Carré des Jeux, dove oggi sorgono il Grand Palais e il Petit Palais. Il progetto fu firmato da Hittorff, mentre la direzione artistica fu affidata al pittore Jean-Charles Langlois, che inaugurò l’edificio con L’Incendio di Mosca. Nel 1855, il Panorama fu inglobato nei padiglioni della prima Esposizione Universale, diventando una sala espositiva per le manifatture di Sèvres e dei Gobelins, oltre che per i gioielli della Corona. Fu demolito l’anno successivo per fare spazio a un viale di collegamento con il Palais de l’Industrie. Un nuovo Panorama fu realizzato nel 1860 da Gabriel Davioud, sempre con Langlois, all’angolo con l’odierna Avenue Franklin Roosevelt (all’epoca Avenue d’Antin), in corrispondenza dell’attuale Théâtre du Rond-Point.

Nel 1855, Hittorff fece costruire il primo teatro Marigny (600 posti) sull’angolo tra Avenue Gabriel e Avenue Marigny, affidandone la gestione a Jacques Offenbach. In precedenza, il sito ospitava uno spettacolo di “fisica divertente e fantasmagoria” attivo dal 1835. Nel 1880, l’edificio fu sostituito da una nuova struttura più ampia, progettata da Charles Garnier e successivamente ristrutturata da Édouard-Jean Niermans. Nel 1841, all'altezza del n. 8 di Avenue Gabriel, Hittorff costruì anche l’Alcazar d’Été, celebre caffè-concerto in cui si distinsero artisti come la cantante Thérésa e il chansonnier Paulus (l’edificio è oggi noto come Pavillon Gabriel). Sempre su iniziativa di Hittorff, fu riedificato nel 1841 anche il celebre Café des Ambassadeurs in Place des Ambassades (oggi Espace Cardin), su un sito con autorizzazione originaria del 1772. Il locale, gestito dalla vedova Rouget nel 1816, divenne un popolare spazio per spettacoli di rivista dal 1897, fino alla sua demolizione nel 1929. Dal lato opposto del viale, il Concert de l’Horloge, situato in origine all’estremità ovest del Cours la Reine, fu demolito nel 1852 per far spazio al Palais de l’Industrie. La sua proprietaria, Madame Picolo, lo ricollocò all’inizio dell’attuale Avenue Edward-Tuck. Dotato di un innovativo tetto mobile scorrevole, offriva riparo in caso di maltempo.

Infine, Hittorff progettò i raffinati padiglioni che ospitano due storici ristoranti ancora attivi: Laurent, nella piazza Marigny, e Ledoyen, nella piazza Ledoyen. Entrambi presentano facciate con frontoni e colonne policrome, in pieno stile ottocentesco.

Manifesto di Jules Chéret per la pista di pattinaggio sul ghiaccio del Palais de Glace alla rotonda degli Champs-Élysées (1893).
L'Avenue des Champs-Élysées nel 1870

Gli Champs-Élysées sotto il Secondo Impero

Durante il Secondo Impero, gli Champs-Élysées conobbero una trasformazione profonda e divennero il fulcro della vita elegante parigina. A guidarne lo sviluppo paesaggistico fu l'ingegnere Adolphe Alphand sotto l'egida di Napoleone III, che si incaricò di proseguire gli interventi di Hittorff. Grazie alla sua regia, in particolare a partire dell'Esposizione universale del 1855 gli Champs-Élysées divennero una delle passeggiate più alla moda della capitale: sul viale si contavano appena sei edifici; nel giro di pochi decenni, fu costeggiato da sontuose residenze borghesi e da palazzi privati. Due nuovi quartieri residenziali sorsero attorno a esso: uno a nord, sull’area degli antichi giardini Beaujon, e uno a sud, sul sito dei giardini Marbeuf.

Tra il 1853 e il 1855, sul sito del grand carré des Jeux, fu eretto il Palazzo dell'Industria, imponente costruzione lunga 200 metri e inaugurata il 15 maggio 1855 da Napoleone III. L'edificio fu utilizzato per le Esposizioni Universali del 1855, 1878 e 1889 e ospitò varie fiere commerciali, esposizioni agricole e orticole, spettacoli equestri e cerimonie ufficiali. La struttura fu demolita a partire dal 1896, in vista dell'Esposizione Universale del 1900, così da far posto al Petit e al Grand Palais. La sua rimozione permise inoltre l'apertura dell'asse monumentale tra gli Invalides e il Palazzo dell'Eliseo tramite il Ponte Alessandro III.

Cartolina dell'Avenue des Champs-Élysées, XIX secolo. Dipartimento delle collezioni di immagini, Biblioteca della National Gallery of Art.

Nel 1898, sempre in preparazione dell’Esposizione del 1900, fu inaugurato il ristorante Petit-Paillard (oggi Pavillon de l’Élysée) dinanzi l'Eliseo, in un elegante padiglione progettato dall’architetto Albert Ballu in stile eclettico. La realizzazione dell'apparato decorativo della sala da pranzo fu affidata allo scultore Jean-Baptiste Hugues, titolare del Prix de Rome nel 1875.

Nell'ottobre 1896, in occasione della loro visita in Francia, lo zar russo Nicola II e la zarina Alessandra giunsero alla stazione di Passy-la-Muette. Il corteo raggiunse poi la Porte Dauphine, l'Avenue du Bois e infine gli Champs-Élysées, percorso che li condusse all'ambasciata russa. Lungo il viale, si radunò una grande folla, a volte appesa agli alberi pur di vedere il corteo.

Vista panoramica degli Champs-Élysées nel 1900.

XX secolo

Il 25 dicembre 1908, mentre passeggiava sugli Champs-Élysées, un cameriere e venditore ambulante di nome Jean Mattis si avventò sul Presidente della Repubblica Armand Fallières tentando di tirargli la barba. Il presidente reagì prontamente all'aggressione dell'energumeno, ma fu comunque graffiato al collo e all’orecchio destro. Mattis fu condannato a quattro anni di carcere.

Avenue des Champs-Élysées nel 1939.
Avenue des Champs-Élysées nel 1968.

Il 5 maggio 1921 le cerimonie per il centenario della morte di Napoleone Bonaparte si svolsero proprio sugli Champs-Élysées e all’Hôtel des Invalides. Ben presto, tuttavia, lo spettro della seconda guerra mondiale offuscò l'Europa: il 14 giugno 1940 le truppe naziste marciarono per la prima volta sotto l’Arco di Trionfo. L’11 novembre dello stesso anno, una manifestazione di studenti sugli Champs-Élysées, uno dei primi atti di resistenza pubblica contro l’occupazione, fu duramente repressa dai nazisti. Il 26 agosto 1944, dopo la liberazione di Parigi, il generale Charles de Gaulle sfilò lungo gli Champs-Élysées, preceduto da carri armati della 2ª divisione corazzata. Il 30 maggio 1968, in risposta alla crisi studentesca e sindacale, una grande manifestazione di sostegno a de Gaulle radunò tra 300.000 e 500.000 persone sugli Champs-Élysées.

Il 12 luglio 1998, dopo la vittoria della Francia nella finale del Campionato mondiale di calcio, oltre un milione di persone festeggiarono sugli Champs-Élysées; il giorno dopo la nazionale sfilò lungo il viale su un autobus scoperto. Scene analoghe si ripeterono nel 2000 dopo la vittoria agli Europei.

Riassetto urbano del 1992-1994

Il progetto, definito dal Dipartimento delle Autostrade nell’aprile 1990 e avviato nel febbraio 1992 con un budget di 240 milioni di franchi, fu completato in anticipo rispetto ai tempi previsti. Guidato dall’urbanista Bernard Huet e dai progettisti Jean-Michel Wilmotte e Norman Foster, prevedeva:

  • la rimozione delle contre-allées laterali di servizio;
  • la piantumazione di una seconda fila di platani su entrambi i marciapiedi;
  • la creazione di marciapiedi larghi circa 21,5 metri tra il Rond-Point e Place Charles-de-Gaulle, con pavimentazione in granito policromo (grigio Tarn, blu Bretagna e bianco sardo);
  • l'installazione di nuovi arredi urbani.

XXI secolo

Il viale dalla prospettiva dei Giardini delle Tuileries (foto del 2005).
Avenue des Champs-Élysées nel 2021.

Il 14 luglio 2002, durante la parata militare sugli Champs-Élysées, Maxime Brunerie tentò di assassinare il presidente Jacques Chirac.

Il 16 marzo 2019, durante l’atto XIX della protesta dei gilet gialli, il viale fu teatro di violenti scontri con la polizia e danni ingenti. Un gruppo di oltre 1.500 rivoltosi, tra cui anche frange più radicali appartenenti ai black bloc, tentò di assaltare l’Arco di Trionfo, causando danni a 216 negozi (con l’80% colpiti gravemente), e saccheggiandone 27, tra cui la celebre brasserie Fouquet’s. Furono segnalati 79 incendi, di cui 5 in edifici, e quasi tutti i chioschi dei giornali vennero distrutti. Trentuno agenti e vigili del fuoco rimasero feriti.

Quale futuro per gli Champs‑Élysées?

Attualmente, gli Champs-Élysées stanno attraversando un periodo di cambiamento, e il loro ruolo nella città è in fase di ridefinizione. Da una parte è presentata come una delle avenue più iconiche della capitale, se non del mondo, un simbolo di lusso e potere economico, e continuano ad attrarre marchi di alta gamma come Dior, Saint Laurent, Louis Vuitton, affiancati da brand di fascia più accessibile che sfruttano l'enorme afflusso turistico. Parallelamente, i cittadini locali tendono a evitarlo, percependolo come uno spazio turistico, affollato, rumoroso e privo di autenticità, distante dall'identità quotidiana della città.

Le amministrazioni locali, insieme agli stakeholder commerciali, sembrano orientate a riequilibrare questa tensione, puntando su una trasformazione che valorizzi l’esperienza urbana, la sostenibilità e l’identità locale. Diverse iniziative e piani sono in corso o prospettati, con lo scopo di “riconquistare” il viale per i parigini: tra le direzioni probabili, vi sono la messa a dimora di un maggior numero di essenze arboree, la riduzione del traffico motorizzato, la diversificazione dell'offerta commerciale (incoraggiando attività maggiormente legate alla cultura e agli eventi, per offrire un'esperienza distinta dal semplice shopping), un controllo degli affitti e una regolamentazione immobiliare (per evitare che prezzi troppo alti continuino a spingere fuori i piccoli commercianti locali) e, infine, la promozione di eventi culturali, manifestazioni locali e in generale iniziative che promuovono il viale come luogo vissuto, non solo come “vetrina turistica”.

Residenti famosi

Targa al n. 122, in omaggio a Henry de La Vaulx.

Economia

L'Arco di Trionfo fotografato all'altezza del n. 133 di Avenue des Champs-Élysées nel 2017.
Avenue des Champs-Élysées vista dall'Arco di Trionfo.
Marciapiede nord dell'Avenue des Champs-Élysées.
Avenue des Champs-Élysées in primavera, con vista sull'Arco di Trionfo.

Nel corso del XIX secolo l’Avenue des Champs-Élysées divenne un luogo privilegiato di passeggio e svago per la società parigina. Lungo il viale si svilupparono numerose attività legate al tempo libero e al mondo equestre, stante il vicino ippodromo di Longchamp, quali scuole di equitazione, scuderie, laboratori di carrozzieri, sellerie, sartorie specializzate per cavalieri, società di autonoleggio e sale da ballo. L’intensa vita mondana, sia nei salotti privati sia negli stabilimenti aperti al pubblico, favorì parallelamente l’insediamento di boutique di moda e gastronomia.

Un punto di svolta si verificò con l'arrivo della linea A della RER, che rese gli Champs-Élysées facilmente accessibili a una platea amplissima, comprendente residenti di ogni estrazione sociale. Questo processo accelerò l'arrivo di marchi e di attività più popolari, come testimoniato dall'apertura di Virgin Megastore nel 1988.

Nel 1994, su iniziativa del sindaco Jacques Chirac e con la collaborazione di Roland Pozzo di Borgo, fu istituito il Comité des Champs-Élysées, un importante programma di riqualificazione urbanistica e commerciale volto a rinnovare l'immagine del viale pur mantenendone l'identità storica e sociale. al viale una nuova immagine di marca. L’Avenue continuò così a riflettere la diversità del pubblico che la frequentava, distinguendosi tuttavia tra i due lati del viale: il marciapiede nord (lato pari), più soleggiato e direttamente collegato alla stazione della RER, è caratterizzato da un traffico pedonale più intenso e da una maggiore densità commerciale, con canoni di locazione annuali per i locali al piano terra compresi tra 8.000 e 10.000 euro al metro quadrato (al netto di imposte e oneri). L'apertura prolungata dei negozi, spesso fino a mezzanotte e anche nei giorni festivi, ha contribuito al successo economico del viale, che nel 2012 accoglieva in media circa 300.000 visitatori al giorno, un quarto dei quali provenienti dall'estero. Nei periodi festivi, il flusso poteva raggiungere i 600.000 passaggi giornalieri. I circa 120 esercizi presenti sul viale generavano allora un fatturato annuo pari a un miliardo di euro, con una spesa media per turista straniero stimata in 1.160 euro (in aumento rispetto ai 950 euro del 2007). Il settore rappresentava da solo il 12% del volume totale delle vendite esentasse della capitale.

Negli ultimi decenni, l’aumento dei valori immobiliari e la forte pressione speculativa hanno reso l’Avenue des Champs-Élysées uno degli assi più costosi al mondo: nel 2018, il viale occupava il quarto posto a livello globale per il costo medio degli affitti commerciali, con un valore di 16.350 dollari al metro quadrato, superato solo da Causeway Bay (Hong Kong), Fifth Avenue (New York) e New Bond Street (Londra). Tali valori hanno contribuito a un progressivo spopolamento residenziale, con i piani superiori degli edifici convertiti in uffici o spazi commerciali. La distribuzione commerciale riflette ancora una certa asimmetria: il lato nord, meglio esposto al sole e più frequentato, è tradizionalmente più costoso del lato sud. Tuttavia, a partire dagli anni 2000, anche quest’ultimo ha attirato marchi di rilievo quali Louis Vuitton, Nike, Omega, Montblanc Eden Shoes e il palazzo parigino Fouquet's Barrière e il lato nord da Cartier, Guerlain, Montblanc, McDonald's, Adidas e dal il Marriott, l'unico hotel con ingresso diretto sul viale.

La crescita dei canoni di locazione rischia tuttavia di compromettere la diversità commerciale, poiché solo alcuni settori – in particolare quello tessile e i marchi di lusso, come quelli appartenenti al gruppo LVMH – sono in grado di sostenere tali costi. Uno studio del Comune di Parigi (2006) segnalava che circa il 20% delle attività sul viale era dedicato al tessile, percentuale che saliva al 39% se si includevano anche i centri commerciali. Superare questa soglia, secondo le autorità municipali, metterebbe a rischio la varietà merceologica dell’avenue.

Nonostante i tentativi di regolamentazione degli affitti, alcuni proprietari adottano strategie per eludere le norme, come il mancato rinnovo dei contratti di locazione, accompagnato da indennizzi di sfratto pari a 10-12 volte l'affitto annuo e da tasse d'ingresso imposte ai nuovi locatari. Tali dinamiche, unitamente alla crescente omogeneizzazione dell’offerta commerciale, sollevano interrogativi sul futuro equilibrio tra prestigio, accessibilità e attrattività turistica del viale. A oggi, solo interventi politici sollecitati da movimenti associativi sembrano offrire prospettive concrete per la conservazione della sua identità plurale e del suo ruolo simbolico nella vita urbana parigina.

Edifici rilevanti

Hôtel de la Païva al n. 25
Negozio Citroën C42 al n. 42
Boutique Guerlain al 68, avenue des Champs-Élysées (iscritta)
Boutique Guerlain al n. 68
Hôtel Marriott al 70, avenue des Champs-Élysées
Marriott Hotel al n. 70
Facciata del 52-60, avenue des Champs-Élysées, ingresso del Monoprix
Facciata dei n. 52-60, dove si situa l'ingresso al Monoprix
Portici ai n. 76-78 degli Champs-Élysées
Targa in omaggio al caporale Robert Birlinger al n. 92.
Ristorante Le Fouquet al n. 99.
Boutique Louis Vuitton au 101, avenue des Champs-Élysées.
Boutique Louis Vuitton al n. 101 degli Champs-Élysées.
Santos-Dumont atterrissant
Atterraggio di Santos-Dumont
L'immeuble de nos jours
L'edificio oggi, sede di un Apple Store
Plaque commémorative
Targa commemorativa

Note

  1. ↑ Paris. Hauts-de-Seine, Seine-Saint-Denis, Val-de-Marne, Hachette, 1972, p. 320..
  2. ↑ L'Urbanisme à l'époque moderne, Librairie Droz, 1982, p. 150..
  3. ↑ Champs-Élysées. Une histoire, éditions de la Table Ronde, 2009, p. 41..
  4. ↑ Les Champs-Élysées. Trois siècles d'histoire, Éditions de La Martinière, 1997, p. 345..
  5. ↑ Origine des noms de lieux de Paris et grande couronne, J.-M. Bordessoules, 2009, p. 14..
  6. ↑ Paris et ses quartiers, Éditions L'Harmattan, 1998, p. 132..
  7. ↑ Jacob et Léri 1991, pp. 26-27.
  8. ↑ Du vieux Paris au Paris moderne, Librairie Hachette, 1932, p. page 264..
  9. ↑ Conseil d'État, Avis sur la propriété et la domanialité du Grand Palais (PDF), su conseil-etat.fr, 25 luglio 2005.
  10. ↑ Jacob et Léri 1991, p. 28.
  11. ↑ Jacob et Léri 1991, p. 33.
  12. ↑ The Changing Face of the City, su ArcGIS StoryMaps, Esri, 15 gennaio 2025. URL consultato il 18 settembre 2025.
  13. ↑ Le Pays : journal des volontés de la France, su Gallica, 8 ottobre 1896., pages 1-2.
  14. ↑ "Gilets jaunes": un acte 18 marqué par un regain de violence à Paris, su nouvelobs.com, 16 marzo 2019..
  15. ↑ Gilets jaunes, acte 18 : 216 commerces dégradés à Paris, su lexpansion.lexpress.fr, 27 marzo 2019..
  16. ↑ Manifestations du 16 mars à Paris : un premier bilan et des demandes, su cci-paris-idf.fr, 18 marzo 2019. URL consultato il 18 settembre 2025 (archiviato dall'url originale il 5 luglio 2019)..
  17. ↑ Violences à Paris : que faut-il retenir de l'audition de Christophe Castaner et de Bruno Le Maire devant le Sénat ?, su publicsenat.fr, 19 marzo 2019..
  18. ↑ «Gilets jaunes»: le Fouquet's, restera fermé «plusieurs mois», su lefigaro.fr, 22 marzo 2019..
  19. ↑ Gilets jaunes : Manifestations du 16 mars à Paris, la Chambre de commerce veut un plan d’urgence, su Actu.fr, 18 marzo 2019..
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  23. ↑ (FR) Les Champs-Élysées doivent redevenir la plus belle avenue du monde, in Le Monde, 27 gennaio 2020..
  24. ↑ (FR) Pauline Landais-Barrausur, «Je n’y mets plus les pieds»… Boudés par les Parisiens, les Champs-Elysées restent une vitrine prisée des touristes, in Le Figaro, 22 aprile 2024..
  25. ↑ (FR) Mathieu Lindon, Hervé Vilard, 51 ans, après en avoir fini avec Capri et vécu mille aventures, revient faire son Cirque d'Hiver. La chansonnette du mal-aimé, su Libération. URL consultato il 9 maggio 2021.
  26. ↑ (FR) Hervé Vilard "Capri, n'est plus fini" chez Thierry Ardisson | INA Arditube, su youtube.com. URL consultato il 7 maggio 2021.
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  37. 1 2 Économie Sociétés (archives), par Mathilde Visseyrias, Les Champs-Élysées, une chère vitrine, su lefigaro.fr, 20 agosto 2010.
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    «Étude de l'agence Global Blue citée dans l'article.»
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  44. ↑ Société des amis de Colette, Lieux de vie, su amisdecolette.fr..
  45. ↑ Gaumont-Champs-Elysées-Ambassade (Paris 8e), su sallesdecinemas.blogspot.com, 31 juillet 2016..
  46. ↑ (FR) De Virgin Megastore aux Galeries Lafayette, les Champs-Élysées en chantier, in Le Monde, 25 marzo 2016..
  47. 1 2 Fotografie di Thérèse Bonney, Maison de couture. Jenny. 68-70, avenue des Champs-Elysées, Paris 8e arr., su bibliotheques-specialisees.paris.fr, circa 1925..
  48. ↑ Jenny, in La Renaissance de l'art français et des industries de luxe, gennaio 1924, p. non paginé..
  49. ↑ Cinéma Le Biarritz à Paris, su Salles-cinema.com, 1º maggio 2018. URL consultato il 18 settembre 2025.
  50. ↑ Le Guide du soldat allemand à Paris, ou comment occuper Fritz, in L'Express, octobre 2013..
  51. ↑ Becq de Fouquières, pp. 120-121.
  52. ↑ (FR) Immeuble Louis Vuitton, su pss-archi.eu. URL consultato il 27 marzo 2023.
  53. ↑ (FR) HSBC quitte les Champs-Elysées, su Les Echos, 16 ottobre 2019.
  54. ↑ (FR) Dior s'installe sur les Champs à la place de HSBC, su Challenges, 31 gennaio 2020.
  55. ↑ N. 120 secondo Becq de Fouquières, p. 120.
  56. ↑ Nadya Charvet, Saint-Germain sonne le glas du drugstore. Le complexe, vieux de trente ans, a été vendu au couturier italien Armani, su liberation.fr, 23 novembre 1995..
  57. ↑ Becq de Fouquières, p. 131.

Bibliografia

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