
Comus è la personificazione semidivina del komos, quel genere di baldoria alcolica che ricorreva nei rituali dionisiaci e nel simposio.
La personificazione di komos non è menzionata nella mitologia greca e romana più antiche, ma compare soltanto nella tarda antichità, con particolare attestazione nelle arti figurative. Filostrato il Vecchio (III secolo) ce lo menziona nelle sue Εἰκόνες (Immagini), descrivendo uno degli affreschi di una villa romana a Napoli: la mano del pittore lo aveva raffigurato come un giovane alato e sbronzo, con le gambe incrociate, dal volto paonazzo e il capo reclino sul petto. In mano aveva una lancia e nell'altra una torcia rovesciata.

In età rinascimentale, il "regno di Como" fu il soggetto di un dipinto allegorico realizzato da Lorenzo Costa per lo studiolo di Isabella d'Este nel Palazzo ducale di Mantova.
La figura di Comus fu ripresa anche come soggetto di una stravagante opera in prosa (Comus, sive Phagesiposia Cimmeria, de luxu Somnium, dell'umanista, musicologo e poligrafo Erycius Puteanus, del 1608) e dell'omonima masque di John Milton (del 1637).
Negli anni 1970, assieme al personaggio della masque miltoniana, ha ispirato il nome dell'omonimo gruppo musicale.