| Edificio Roentgen | |
|---|---|
| Altri nomi | Edificio Grafton |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | Lombardia |
| Località | Milano |
| Indirizzo | via Guglielmo Röntgen 1 |
| Coordinate | 45°27′02.7″N 9°11′16.4″E |
| Informazioni generali | |
| Condizioni | In uso |
| Costruzione | 2002-2008 |
| Inaugurazione | 31 ottobre 2008 |
| Stile | razionalista |
| Uso | edificio universitario |
| Piani | 9 (6 fuori terra e 3 interrati) |
| Realizzazione | |
| Architetto | Yvonne Farrell Shelley McNamara |
| Committente | Università Bocconi |
L'Edificio Roentgen (conosciuto anche come Edificio Grafton) è un edificio universitario del campus dell'Università Bocconi a Milano, situato all'angolo tra via Guglielmo Röntgen e viale Bligny. Progettato da Yvonne Farrell e Shelley McNamara dello studio irlandese Grafton Architects, fu realizzato tra il 2002 e il 2008 in seguito a un concorso internazionale bandito dall'ateneo nel 2001. L'edificio ospita uffici e strutture accademiche, sale per conferenze e l'Aula Magna dell'università. Nel 2008 ha ricevuto il World Building of the Year alla prima edizione del World Architecture Festival.
Alla fine del 2001, in vista del centenario dell'Università Bocconi e nell'ambito del programma di ampliamento del campus, l'ateneo bandì un concorso internazionale a inviti per un nuovo edificio nell'area compresa tra viale Bligny e via Röntgen. Il complesso doveva riunire attività accademiche, istituti e centri di ricerca e ampliare gli spazi destinati al corpo docente. Il concorso fu vinto dallo studio dublinese Grafton Architects di Yvonne Farrell e Shelley McNamara.
La proposta collocava l'Aula Magna prevalentemente al di sotto della quota stradale, mettendola in relazione con un ampio foyer e con gli spazi di ingresso rivolti verso la città. Il progetto fu concepito come una nuova parte del tessuto urbano, nella quale gli spazi universitari e quelli della città potessero entrare in relazione.
I lavori iniziarono nel 2002 e si conclusero nel 2008. L'edificio fu inaugurato il 31 ottobre 2008. Il complesso, con una superficie complessiva dichiarata dall'ateneo di 68.628 m², comprende sei piani fuori terra e tre interrati. Al momento dell'apertura ospitava l'Aula Magna da circa mille posti, un foyer di circa 2.500 m² disposto su due livelli, cinque sale per conferenze, oltre settecento uffici e un parcheggio sotterraneo.
La realizzazione si inserì nel processo di sviluppo del campus Bocconi, formatosi nel corso del Novecento attraverso edifici progettati, tra gli altri, da Giuseppe Pagano, Giovanni Muzio, Ferdinando Reggiori, Vittore Ceretti e Ignazio Gardella.
Uno dei temi principali del progetto è il rapporto tra l'università e il tessuto urbano milanese. Farrell e McNamara assunsero tra i riferimenti alcuni edifici storici della città, in particolare il Broletto Nuovo, interpretato come esempio della compresenza tra spazi aperti, cortili e volumi sopraelevati.
Il complesso è organizzato attraverso una successione di blocchi destinati prevalentemente agli uffici, sospesi a diversi metri dalla quota stradale e disposti intorno a corti interne. Il progetto fu concepito affinché il piano terreno stabilisse una continuità con lo spazio urbano e accompagnasse il percorso dalla strada verso gli spazi interni e il foyer dell'Aula Magna. Il marciapiede di via Röntgen prosegue idealmente all'interno dell'edificio, mentre il sistema delle corti, dei vuoti e delle superfici vetrate mette in relazione visiva i diversi livelli.
L'Aula Magna e il suo foyer sono collocati in larga parte sotto il livello stradale. Il volume della sala emerge parzialmente dal terreno in corrispondenza dell'angolo verso viale Bligny, mentre grandi aperture e superfici vetrate stabiliscono una relazione visiva tra gli spazi interni e la città.
La concezione spaziale dell'edificio è strettamente legata alla struttura portante. I blocchi superiori sono sostenuti da coppie di setti verticali in calcestruzzo armato dello spessore di circa 40 cm, sui quali poggiano travi precompresse con luci fino a circa 24 metri.
A queste strutture sono sospesi, mediante tiranti d'acciaio, i solai dei blocchi destinati agli uffici. Il sistema, basato su un principio strutturale assimilabile a quello delle strutture da ponte, permette di liberare ampie porzioni dei livelli inferiori dalla presenza di pilastri e contribuisce alla configurazione dei grandi spazi interni.
La struttura in calcestruzzo armato è in larga parte lasciata a vista e partecipa direttamente alla definizione architettonica degli ambienti.
I fronti verso via Röntgen e viale Bligny hanno un carattere prevalentemente massivo e sono rivestiti in ceppo di Gré, pietra di tradizione lombarda utilizzata in numerosi edifici milanesi. Le progettiste impiegarono il materiale per conferire alle facciate profondità, densità e continuità materica con la tradizione costruttiva della città.
Alla massa delle superfici lapidee si contrappongono le ampie vetrate rivolte soprattutto verso le corti interne. La luce naturale costituisce uno degli elementi principali della composizione: attraverso aperture, corti e vuoti tra i corpi sospesi raggiunge anche il foyer e gli ambienti collocati ai livelli interrati.
La scheda dedicata all'edificio dall'Ordine degli Architetti di Milano mette in relazione il carattere introverso dei volumi e la contrapposizione tra prospetti massivi e interni luminosi con la cultura architettonica milanese, individuando inoltre nella discesa verso gli spazi seminterrati e nell'impiego della luce richiami di carattere piranesiano.
Il progetto ricevette attenzione nella stampa e nella letteratura di architettura già durante la fase di progettazione. Nel 2002 un supplemento della rivista Domus fu dedicato all'ampliamento dell'Università Bocconi; seguirono, tra gli altri, il volume curato da Sebastiano Brandolini Milano. Nuova architettura del 2005, il saggio di Stefano Casciani Ultimo monumento a Milano, pubblicato su Domus nel 2007, e un servizio dedicato all'edificio su Casabella nel 2008.
Nel 2008 l'edificio vinse il World Building of the Year alla prima edizione del World Architecture Festival di Barcellona. Il progetto fu scelto tra diciassette finalisti, selezionati fra 224 progetti presentati al festival; la giuria mise in evidenza in particolare l'articolazione tridimensionale dell'edificio e la soluzione strutturale.
Nel 2009 l'ampliamento della Bocconi fu selezionato tra i cinque finalisti del Premio Mies van der Rohe. Negli atti della giuria l'edificio fu apprezzato per la reinterpretazione della cultura architettonica milanese e per la qualità concettuale ed esecutiva del progetto, con particolare riferimento all'espressione strutturale, all'articolazione dei dettagli, all'uso della luce e alla chiarezza dei percorsi.
L'edificio è inoltre compreso nel Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi, progetto nazionale del Ministero della cultura che seleziona e scheda opere ritenute significative per la storia dell'architettura contemporanea italiana secondo sette criteri bibliografici, storico-critici, tipologici, tecnologici, autoriali e urbani. Alla consultazione del 19 agosto 2026, su 5.167 opere censite, 133 erano classificate «Università - Campus», di cui soltanto cinque, tra cui l'Edificio Roentgen, soddisfacevano tutti e sette i criteri, corrispondenti all'intera griglia di qualità adottata dal Censimento.