Lista dell'Unità - I Rosso-Verdi

Lista dell'Unità - I Rosso-Verdi
(DA) Enhedslisten – De Rød-Grønne
LeaderLeadership collettiva
PortavoceMai Villadsen
StatoDanimarca (bandiera) Danimarca
SedeStudiestræde 24, 1
1455 København K
AbbreviazioneEL
Fondazione1989
IdeologiaSocialismo
Ecosocialismo
Anticapitalismo
Euroscetticismo
CollocazioneSinistra/Estrema sinistra
Partito europeo
Gruppo parl. europeoGUE/NGL
Seggi Folketing
11 / 179
Seggi Europarlamento
1 / 15
Seggi Regioni
8 / 205
Seggi Consiglieri comunali
111 / 2432
Iscritti9 281 (2020)
Colori    
Sito webenhedslisten.dk

La Lista dell'Unità - I Rosso-Verdi (in danese Enhedslisten - De Rød-Grønne, EL) è un partito politico ecosocialista danese di sinistra, attivo dal 1989.

Esso si è formato dall'alleanza di tre partiti marxisti:

A questi si aggiunse, nel 1994, il Partito Comunista dei Lavoratori.

Durante le elezioni del Consiglio Comunale di Copenaghen del 2021, il partito si è classificato al primo posto con il 24,6% dei voti. Il partito è inoltre attivo in diversi sindacati in Danimarca.

Storia

L'Alleanza Rosso-Verde fu formata, nel 1989, come alleanza elettorale fra tre partiti di estrema sinistra: i Socialisti di Sinistra (VS), il Partito Comunista di Danimarca (DKP) e il Partito Socialista dei Lavoratori (SAP). Il piano originario era quello, in realtà, di unire queste forze politiche insieme ai Verdi (De Grønne) e al partito postcomunista Corso Comune per creare un ampio movimento progressista, ma ciò non si è mai concretizzato. Un quarto partito, il Partito Comunista dei Lavoratori (KAP), entrò nell'Alleanza nel 1994.

Prima delle elezioni parlamentari del 2007, il partito mise in lista Asmaa Abdol-Hamid, una candidata che si autodefinì come musulmana e socialista. La sua candidatura fu approvata da alcuni imam e osteggiata da altri islamici (ad esempio dal gruppo Hizb al-Tahrir). Ella indossava spesso il velo islamico e non stringeva la mano ad altri uomini: questi fatti, insieme ad alcune sue dichiarazioni riguardanti la politica e la religione la fecero diventare bersaglio di molte critiche da parte di esponenti di tutto l'asse politico. Importanti figure di sinistra hanno anche citato la sua candidatura come una ragione per ritirare il loro sostegno dal partito. Una rete anti-religiosa è stata creata all'interno del partito con l'obiettivo dichiarato di trasformare l'Alleanza Rosso-Verde in una formazione politica atea con alla base un materialismo marxista. Durante la campagna elettorale ci sono state speculazioni sul fatto che la sua candidatura potesse attirare o far diminuire gli elettori.

I risultati delle elezioni parlamentari del 2007 sono del 2,2% per il partito, in calo del 1,2% rispetto al 2005; Abdol-Hamid non viene eletta. Il partito ha diritto a 4 deputati. Il partito si pone all'opposizione del governo di centro-destra (V-KF).

Nelle elezioni parlamentari del 2011, il partito ha ottenuto il 6,7% dei voti, passando da 4 a 12 seggi. Questo risultato è stato attribuito alla decisione del Partito Popolare Socialista di entrare in coalizione di governo, spingendo gli elettori di sinistra verso l'Alleanza Rosso-Verde. Il partito si è presentato alle elezioni amministrative del 2013 con un programma basato sul miglioramento dei trasporti pubblici e su maggiori investimenti pubblici. L'Alleanza Rosso-Verde, in quanto parte della coalizione di sinistra Alleanza Rossa con i Socialdemocratici, ha approvato per due volte il bilancio statale ed è stata all'opposizione due volte nel periodo tra il 2011 e il 2015, senza però mai dichiarare opposizione diretta al governo. Nelle elezioni parlamentari del 2015, il partito ha ricevuto il 7,8% dei voti, portando la propria rappresentanza da 12 a 14 seggi.

In occasione delle elezioni europee del 2019, il partito ha deciso di presentare un proprio candidato, dopo aver sostenuto fino a quel momento il Movimento Popolare contro l'UE. Nikolaj Villumsen, dell'Alleanza Rosso-Verde, ha ottenuto un seggio a scapito del Movimento Popolare, unendosi al gruppo europeo The Left.

Il Socialistisk UngdomsFront (Fronte della Gioventù Socialista) ha interrotto la collaborazione con l'Alleanza Rosso-Verde nel 2025, citando la "moderazione" del partito, il crescente nazionalismo e l'accettazione della posizione della Danimarca nella NATO. Nelle elezioni parlamentari del 2026, il partito è passato da 9 a 11 seggi.

Loghi

Risultati elettorali

Elezione Voti % Seggi
Parlamentari 1990 54.038 1,7
0 / 179
Parlamentari 1994 104.701 3,1
6 / 179
Parlamentari 1998 91.933 2,7
5 / 179
Parlamentari 2001 82.685 2,4
4 / 179
Parlamentari 2005 114.123 3,4
6 / 179
Parlamentari 2007 74.982 2,2
4 / 179
Parlamentari 2011 236.860 6,7
12 / 179
Parlamentari 2015 274.463 7,8
14 / 179
Europee 2019 151.903 5,51
1 / 13
Parlamentari 2019 244 664 6,93
13 / 179
Parlamentari 2022 182.305 5,16
9 / 179
Parlamentari 2026 226.073 6,34
11 / 179

Note

  1. 1 2 3 Wolfram Nordsieck, Parties and Elections in Europe, su parties-and-elections.eu. URL consultato il 12 giugno 2017.
  2. ↑ Åsa Bengtsson, Kasper Hansen, Ólafur Þ Harõarson, Hanne Marthe Narud e Henrik Oscarsson, The Nordic Voter: Myths of Exceptionalism, ECPR Press, 15 novembre 2013, p. 204, ISBN 978-1-907301-50-6.
  3. ↑ Copia archiviata, su opendemocracy.net. URL consultato il 4 marzo 2018 (archiviato dall'url originale il 22 gennaio 2019).
  4. ↑ Josep M. Colomer, Comparative European Politics, 2008, p. 260.
  5. ↑ Jan Zienkowski, Ruth Breeze, Imagining the Peoples of Europe: Populist discourses across the political spectrum, 2019, p. 149.
  6. ↑ (EN) Denmark, su europeelects.eu.
  7. ↑ (EN) Danish government-allied populists call for EU vote, PM rejects, su Reuters. URL consultato il 5 novembre 2022.
  8. ↑ March, Luke (2008). Contemporary Far Left Parties in Europe Berlin: Friedrich-Ebert-Stiftung. p. 3. ISBN 978-3-86872-000-6.
  9. ↑ Edwards, Geoffrey; Georg Wiessala (2000). The European Union: annual review 1998/1999. Wiley-Blackwell. p. 184. ISBN 978-0-631-21598-1.
  10. ↑ Banks, Arthur S.; Thomas C. Muller (1995). Political Handbook of the World 1994-95. CSA Publications. p. 234. ISBN 978-0-933199-10-1.
  11. ↑ London School of Economics and Political Science (1999). Government and opposition, Volume 34. Weidenfeld and Nicolson. p. 73.
  12. ↑ Valg, su valg.dk. URL consultato il 13 aprile 2026.
  13. ↑ Enhedslistens historie | Enhedslisten, su enhedslisten.dk. URL consultato il 13 giugno 2012 (archiviato dall'url originale il 19 settembre 2010).
  14. ↑ Feminist, socialist, devout Muslim: woman who has thrown Denmark into turmoil | World news | The Guardian, su guardian.co.uk.
  15. ↑ Imamer anbefaler Asmaa | Kristeligt Dagblad, su kristeligt-dagblad.dk.
  16. ↑ Kære Asmaa | information.dk, su information.dk.
  17. ↑ http://www.aalborg.dk/dansk/visiting/rundtiaalborg.aspx?ctrl=424&data=1%2C2504614%2C531[collegamento interrotto]
  18. ↑ Asmaa kan sprænge Enh's partiliste i København - Politiken.dk, su politiken.dk (archiviato dall'url originale il 4 dicembre 2007).
  19. ↑ Ekspert: Asmaa har skræmt marxisterne - Politiken.dk, su politiken.dk (archiviato dall'url originale il 3 dicembre 2007).
  20. ↑ (EN) Bernardo Basilici Menini, Party profile: Enhedslisten, su The Copenhagen Post, 9 novembre 2013. URL consultato il 13 aprile 2026.
  21. ↑ (DA) SUF stopper samarbejdsaftalen med Enhedslisten, su SOCIALISTISK UNGDOMSFRONT. URL consultato il 13 aprile 2026.

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Collegamenti esterni

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