Fonit Cetra

Fonit Cetra
StatoItalia (bandiera) Italia
Fondazione16 dicembre 1957
Fondata daEdgardo Trinelli
Chiusura19 ottobre 1998 (crisi)
Sede principaleMilano
GruppoRAI (1957-1994), Warner Music Group (1994-1998)
SettoreMusicale
ProdottiPop

La Fonit Cetra è stata una casa discografica italiana, attiva tra il 16 dicembre 1957 e il 19 ottobre 1998.

Storia

La Fonit Cetra nasce ufficialmente il 16 dicembre 1957 dalla fusione di due case discografiche antecedenti: la Cetra, azienda di stato di proprietà della Rai (e prima ancora dell'EIAR), con sede a Torino (fino agli anni cinquanta in via Assarotti 6, poi in via Avogadro 30 e infine da settembre 1961 in via Bertola 34), e la milanese Fonit (l'acronimo è Fon. I.T., e significa Fonodisco Italiano Trevisan), nata nel 1911. Anche Cetra è un acronimo e significa Compagnia Editoriale Teatrale Radio Audizioni.

Entrambe le etichette avevano una posizione di rilievo nel mercato discografico italiano del dopoguerra, la Cetra grazie ad artisti come Nilla Pizzi, Achille Togliani e, a partire dal 1957, Claudio Villa (e all'opera del suo direttore generale, Edgardo Trinelli), e la Fonit grazie a Gorni Kramer, Giacomo Rondinella, e soprattutto Natalino Otto e Domenico Modugno (che aveva strappato alla RCA Italiana nel 1956).

Con la fusione, nel 1957 e fino agli anni settanta, le due aziende continuarono a pubblicare i dischi con le due diverse etichette. Inoltre mantennero le due sedi, con sede legale a Torino, magazzini e fabbrica a Milano e ufficio promozionale a Roma. Nel 1978 la sede di via Bertola 34 a Torino fu chiusa e l'attività concentrata tutta a Milano in via Meda 45.

La sede di Torino aveva, inoltre, anche uno studio di registrazione dove furono incisi molti dei dischi della casa discografica; il direttore artistico era Mario Zanoletti, mentre il tecnico del suono era Edoardo Massucci, figlio di Riccardo Massucci, il regista della famosa trasmissione dell'EIAR I Quattro Moschettieri e con la chiusura della sede anche lo studio cessò le attività.

È questo l'inizio di un periodo difficile per l'azienda, che entra in crisi al punto che, negli anni ottanta, non ha più una distribuzione autonoma e si deve appoggiare per quest'attività alla Dischi Ricordi.

Nel 1978 la Fonit-Cetra lanciò la collana Fonografo Italiano, una serie curata da Paquito Del Bosco e Ugo Gregoretti in cui venivano ristampate in vinile le canzoni più significative del periodo 1890-1940 pubblicate solo su 78 giri.

Con un atto datato 23 luglio 1987 la denominazione sociale cambia in Nuova Fonit Cetra; viene così rilanciata per un decennio l'attività, grazie al nuovo Amministratore Lucio Salvini. Nel 1997 entra in Rai Trade SpA, ma il 19 ottobre 1998 la società viene ceduta dalla Capogruppo RAI alla Warner Music che ne acquisisce il catalogo.

Tra i molti artisti che hanno inciso per la Fonit Cetra ricordiamo Narciso Parigi, Claudio Villa, il Quartetto Cetra, Sergio Endrigo, Marisa Sannia, Marco Armani, i New Trolls, i Delirium, Patty Pravo, Milva, Fred Bongusto, Franco Tozzi, Bruno Venturini, Roberto Balocco, Otello Profazio, Gipo Farassino, Amedeo Minghi, Mietta, Mango, Loretta Goggi, Alessandro Canino, Raffaella Carrà, Mia Martini, Ivano Fossati e Fausto Papetti, Luca Barbarossa, Manuel De Peppe, Michele Zarrillo, i Ricchi e Poveri, Gino Paoli, Gigi Finizio, gli Osanna, Renzo Arbore, Gigi D'Alessio, Nancy Cuomo, Anna Loddo, Rosa Balistreri, Maria Carta, Antonietta Laterza, Mimmo Cavallo, Plado, l'attrice Dalila Di Lazzaro, nonché alcuni titoli di colonne sonore di Ennio Morricone da films e sceneggiati (La piovra), sei edizioni dello Zecchino d'oro (dal 1986 al 1991), e molto altro.

I dischi pubblicati

Lo stesso argomento in dettaglio: Catalogo Fonit Cetra.

Note

  1. ↑ Trasferimento uffici, pubblicato su Musica e dischi, n° 183, settembre 1961, pag. 70
  2. ↑ Peppino Ortoleva, Barbara Scaramucci, Enciclopedia della radio, 2003, p. 559.
  3. ↑ Intervista a Paquito del bosco (Direttore artistico dell'Archivio Sonoro della Canzone Napoletana), su musicadautoredintorni.blogspot.com. URL consultato il 20 dicembre 2025.
  4. ↑ La relazione sulle privatizzazioni (PDF), su dt.tesoro.it, giugno 2000.

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