Freno dinamometrico

Un freno dinamometrico è un apparato utilizzato per la misura del momento meccanico, e indirettamente della potenza erogata da un motore.

Caratteristiche generali

Principali tipi di freno dinamometrico

I freni dinamometrici sono classificabili in 3 categorie principali:

Componentistica

Un freno dinamometrico è caratterizzato dalle principali componenti:

Freni Idraulici

Funzionamento

Il freno idraulico a carcassa oscillante è costituito da supporti solidamente ancorati al suolo, una carcassa (o statore) e un rotore. Il motore in prova mette in rotazione l'albero di trasmissione, che può essere posizionato subito dopo il volano o dopo il cambio a seconda delle necessità del banco prova, azionando la rotazione del rotore. Una volta iniziata la rotazione dentro lo statore viene immessa dall'utente una quantità variabile di liquido a seconda delle condizioni che voglio ricreare; maggiore sarà la quantità di acqua ammessa dentro lo statore, maggiore sarà la coppia frenante.

Durante il funzionamento il rotore esercita sullo statore una coppia, uguale alla coppia motrice, che tende a trascinarlo in rotazione; il moto viene impedito da una coppia resistente che viene ottenuta collegando l'estremità del braccio della forza con un dinamometro di precisione. Il dinamometro, solitamente una barra metallica con estensimetri, si comprime e permette di misurare indirettamente la coppia resistente conoscendo la deformazione per compressione, e nel contempo tenere bloccata la carcassa rispetto alla rotazione libera.

Tipi di freno idraulico

I freni idraulici si dividono in 2 principali categorie:

L'inclinazione dei setti nei freni vorticellari ha una grande influenza sulla potenza dissipabile, il massimo della potenza dissipabile viene ottenuto con un'inclinazione di 38 gradi. La potenza dissipabile è fortemente variabile con il regime di rotazione del motore, raggiungendo il massimo per valori relativamente bassi, intorno ai 700 giri/minuto. La potenza dissipabile ha una dipendenza anche con il numero dei setti, con un andamento asintotico dopo il 7 setto (oltre 7 setti la frazione dissipata è molto piccola rispetto a prima).

I freni idraulici sono adatti per i motori marini. Per le applicazioni su motori automobilistici o motociclistici si preferisce un freno di tipo elettrico,.

Alimentazione e raffreddamento nei freni idraulici

Il liquido all'interno del freno ha due funzioni principali: realizzare potenza frenante e asportare calore. L'alimentazione è affidata alla gravità o a una pompa che tende ad annullare le fluttuazioni di carico uniformando la pressione. L'acqua che alimenta il freno viene fatta circolare in un circuiti di raffreddamento che hanno lo scopo di asportare calore e non far superare al liquido la temperatura di 70 gradi.

Freni elettrici

I freni elettrici si dividono in due categorie principali:

Freni magnetici

Nei freni a correnti parassite:

L'avvolgimento dello statore viene alimentato in corrente continua producendo un campo magnetico con concentrazione di flusso in corrispondenza dei denti del rotore, che si magnetizza e smagnetizza alternativamente, al passaggio di un dente. L'oscillazione sinusoidale del campo magnetico genera correnti sullo statore (correnti parassite) che sviluppano un'azione frenante sul rotore. Le sezioni di materiale ferromagnetico sono raffreddate mediante una serie di condotti che permettono il passaggio di acqua di raffreddamento. In questo caso le correnti parassite metterebbero in rotazione lo statore che però è bloccato dal dinamometro per la misura della coppia. Il campo magnetico generato dal rotore ha un'oscillazione sinusoidale dipendente dal numero dei denti. Si alimenta l'intensità delle correnti parassite, dando più o meno corrente alla bobina. Il traferro tra lo statore e il rotore deve essere il più piccolo possibile per incrementare al massimo la coppia frenante ottenibile. Per motori veloci, possono avere più rotori in serie.

I limiti di questi tipi di freno sono:

Modalità di utilizzo

Il sistema di controllo freno può essere utilizzato con permutazioni delle seguenti impostazioni:

Esempio (motore a benzina): si vuole lavorare a 200 Nm di coppia a 1250 giri/minuto. Si deve arrivare in una condizione stabile, più precisamente la condizione ideale in cui il motore gira perfettamente a 1250 giri al minuto e la coppia motrice è uguale a quella resistente.

Accoppiamenti

Accoppiamenti utilizzati:

Impostazione MotoreImpostazione FrenoCaratteristica
PosizionePotenzaProva caratteristica dell'elica, retroazione non necessarie
PosizioneVelocitàControllo particolarmente stabile ed utilizzato per dare le curve di coppia, retroazione necessaria
VelocitàCoppiaUtile per limitare i carichi sul motore, retroazione necessaria
CoppiaVelocitàusato per confrontare motori diversi, retroazione necessaria
Posizione(Coppia)Instabile ad alti carichi e bassi regimi, retroazione necessaria

Bibliografia

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni