Gabriele Mandel

Gabriele Mandel

Gabriele Mandel (Bologna, 12 febbraio 1924 – Milano, 1º luglio 2010) è stato un islamista, psicoanalista, psicologo, storico dell'arte, artista e traduttore italiano di discendenza turco-afghana. Ha utilizzato anche i nomi di Gabriele Mandel khân e Gabriele Sugana (cognome della nonna paterna). Fu un sufi islamico, sceicco ("guida") della confraternita islamica Naqshbandiyya, khalīfa ("vicario") della confraternita sufi Jerrahi-Halveti., fu tra i fondatori, nel 2006, del Forum delle religioni di Milano. È autore di oltre 100 libri (187 secondo fonte autorevole), pubblicati da diverse case editrici italiane ed estere.

Biografia

Nacque a Bologna nel 1924 da Roberto Mandel (1895 - 1963), fisico, docente universitario, scrittore e storico e da Carlotta Rimini (1903 - 1992), scrittrice italiana. Benché il cognome Mandel sia molto diffuso anche fra gli ebrei mitteleuropei, alcune cronache familiari ventilano l'ipotesi suggestiva che il cognome originario era l'afghano Hetimandel Rūd, poi abbreviato in Mandel. Gabriele D'Annunzio fu amico intimo del padre, che gli dedicò uno dei suoi numerosi libri, ed ispiratore del nome dato a Mandel in suo onore. In gioventù manifestò interesse per la musica, studiando flauto con Gastone Tassinari a Milano e diplomandosi in violino e armonia con Arrigo Pedrollo all'Istituto musicale Canneti, ora Conservatorio Arrigo Pedrollo, di Vicenza.

Fu iniziato al sufismo in Afghanistan, a Kabul, nelle estati del 1938 e 1939. Cominciò a scrivere novelle sufi sul Corriere dei Piccoli nel 1939, ma nel 1940 fu espulso dall'Albo dei giornalisti perché figlio di madre ebrea. Membro della Resistenza partigiana, fu imprigionato nel 1944 e torturato dai nazisti nel carcere di San Vittore. Suo padre, ex fascista che si era opposto alle leggi razziali e all'entrata in guerra dell'Italia, fu internato con il figlio per aver nascosto la moglie ebrea, sottraendola all'arresto. Un libro di Roberto Mandel descrive le disavventure vissute. Dopo la fuga rocambolesca di entrambi dal carcere, Gabriele Mandel si unì nuovamente alla Resistenza antifascista in una brigata anarchica.

Finita la guerra, si laureò in lettere classiche alla Sorbona e conseguì il Diploma all'École des beaux-arts di Parigi (atelier Cami-Goerg). Ottenne poi un dottorato di ricerca in Archeologia all'Università del Lussemburgo. Le sue ricerche archeologiche e gli studi sul campo, soprattutto in India e in Medio Oriente, si ritrovano nelle sue pubblicazioni, tra le quali: Salomone, La Civiltà della Valle dell'Indo, Il Regno di Saba, ultimo paradiso archeologico e Gengis Khan. In seguito divenne direttore dell'Istituto di Archeologia orientale islamica in Giordania. Contemporaneamente approfondì i suoi studi scientifici, laureandosi prima in Psicologia a Bruxelles e poi in Medicina all'Università degli Studi di Pavia. Fece training didattico con Cesare Musatti (metodo freudiano), Silvia Montefoschi (metodo junghiano) e Francesco Parenti (scuola adleriana). Si specializzò in psicologia clinica e medicina perinatale alla Clinica Mangiagalli di Milano. Finito il training didattico sotto la guida di Domenico De Maio, primario di psichiatria all'ospedale Fatebenefratelli di Milano, iniziò a lavorare come psicoterapeuta. Fondò una scuola di psicoterapia globale, coniugando l'antica psicologia sufi a teorie psicologiche contemporanee. La psicologia risulta, assieme alla fisiologia, componente essenziale dell'universalismo immanente - radicato nel sufismo islamico - di Mandel. Ha insegnato psicologia all'università ESPI di Parigi ed è stato direttore della Facoltà di psicologia all'Università Europea del Lavoro di Bruxelles.

Nuovamente iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti dal 1959, divenne corrispondente, redattore e inviato speciale, scrivendo un totale di oltre 1800 articoli. È stato segretario onorario della Organizzazione mondiale della Stampa diplomatica e direttore responsabile di tre periodici (Europa Unita, Rinnovamento dei Valori Classici, Alfani fi âl Islàm/Art in Islam). Fu infine direttore responsabile della rivista di cultura e spiritualità Sufismo e membro della Redazione di Jesus, mensile di Famiglia Cristiana di cui fu redattore dal 1978.

Da Keki Efendi Khan-i Hetimandel Rūd, principale esponente dei sufi in Afghanistan e da Mandel indicato come proprio zio, ereditò l'interesse per il sufismo. Fu allievo di Si Hamza Boubaker (1912 - 1995), politico, teologo e rettore dell'Università islamica di Parigi. Membro dell'Accademia islamica di Cambridge, rettore dell'università islamica âlBarî, fondatore e membro del Consiglio direttivo dell'università islamica internazionale Averroè di Cordova, oggi chiusa. Fu insignito della laurea honoris causa in Scienze islamiche dall'università di Konya, che successivamente gli ha dedicato la biblioteca della Facoltà di Lettere, e in Scienze coraniche all'università del Nuovo Messico e .

Divenne dapprima sceicco, guida della confraternita islamica Naqshbandiyya e poi khalīfa (califfo), vicario per l'Italia della confraternita sufi Jerrahi-Halveti, con sede a Istanbul. In Italia ha fondato nel 2000 la tekke (sala di preghiera) di Milano, guidandola fino alla morte nel 2010, e nel 2005 la tekke di Genova, lasciandola all'antico ordine afghano naqshbandi. Fu tra i fondatori, il 21 marzo 2006, del Forum delle religioni di Milano, al quale aderiscono ebrei, cristiani, musulmani, induisti, buddisti e ottenne il premio Dag Hammarskjöld per la pace.

Numerose le sue pubblicazioni in Italia e all'estero, tra cui spiccano, oltre ai numerosi testi di storia dell'arte, la traduzione dall'arabo e il commento del Corano, in una versione che ha ottenuto l'alto patronato dell'UNESCO; la traduzione dal persiano e il commento al Mathnawì, poema mistico di circa 25000 versi di Gialal al-Din Rumi. Conosceva, oltre ad altre lingue, l'arabo, il persianoe il giapponese.

È stato docente universitario di Entipologia (lo studio specialistico di opera a stampa dal punto di vista storico, artistico, tecnico e funzionale) alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino, di Storia dell'Arte e direttore dell'Istituto di Discipline artistiche allo IULM di Milano e professore onorario di Estetica Orientale e Storia dell'Arte Islamica all'Accademia di Brera di Milano.

Ha studiato pittura anche con Henri Matisse all'École des beaux-arts di Parigi e frequentato Salvador Dalí. In qualità di pittore, incisore e ceramista ha esposto le sue opere in 156 mostre. Tra le sedi d'esposizione: la Biennale di Venezia, il Museo d'Arte Moderna di Parigi, la Galleria di Parigi, il Museo d'Arte di San Paolo, i musei di Tokyo, di Nuova Delhi, di Ankara, di Konya, di Amman, di Samarkanda, il Palazzo dell'Ayuntamiento di Córdoba, il Palazzo Dolmabahçe di Istanbul, il Museo nazionale della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, il Civico museo della Città di Milano, la Basilica di Sant'Ambrogio, l'Abbazia di Chiaravalle, il Museo della Ceramica di Lodi, il Civico Museo di Crema, il museo di Belluno. Delle sue opere artistiche hanno parlato, tra gli altri: Filippo Tommaso Marinetti (1944), Giulio Cisari (1946), Alberto Martini (1948), Maurice Utrillo (1949), Gregorio Sciltian (1951), Carlo Carrà (1951), Henri Matisse (1953), Luigi Bartolini (1953), Jean Cocteau (1953), Si Hamza Boubakeur (1985), il cardinale e arcivescovo Carlo Maria Martini (1991), Roberto Guiducci (1991), Vittorio Sgarbi (1992).

Ha collaborato con il musicista Franco Battiato, notoriamente interessato al sufismo e alla musica islamica (Battiato ha cantato Fog el Nakhal in arabo durante il suo concerto di Baghdad del dicembre 1992). La mostra Misticismo d'Oriente e d'Occidente ha presentato circa 30 opere pittoriche di Mandel ed altrettante di Battiato a Verona nel dicembre 2003 e a Milano nel gennaio 2004.

Coniugato con Nûr-Carla Cerati, omonima della fotografa e scrittrice Carla Cerati, è deceduto a Milano il 1º luglio 2010.

Riconoscimenti

Molteplici sono stati i riconoscimenti culturali nel corso della sua vita, tra i quali il premio Dag Hammarskjöld per la pace.

In Italia: Commendatore al Merito della Repubblica Italiana per motu proprio del presidente Giovanni Leone, medaglia d'oro del presidente della Repubblica Sandro Pertini, medaglia d'oro per i benemeriti della Pubblica Istruzione, gran premio di cultura della Presidenza del Consiglio. Targa d'onore della Regione Lombardia, targa d'oro e Ambrogino d'oro del Comune di Milano, premio Mario Gromo alla Facoltà d'Architettura di Torino, targa d'onore di Martina Franca, premio San Valentino del Comune di Terni per la Letteratura.

In Francia: Palme accademiche, medaglia d'onore della Città di Parigi, cavaliere del Bene e Merito Pubblico, medaglia d'oro dell'Accademia d'Arti, Scienze e Lettere, medaglia d'oro di San Luca.

In Turchia: medaglia d'onore del Parlamento, targa d'onore del Ministero della Cultura, laurea honoris causa in Scienze islamiche dell'università di Konya.

Negli USA: laurea honoris causa in Scienze coraniche all'università del Nuovo Messico.

Curiosità

«Il dottor Mandel si agitò sulla sedia e disse: "una storia non risolve niente. Lei è proprio fuori dal mondo, sa. I suoi problemi sono ben altri."»

Pubblicazioni

È autore di oltre 100 libri (187 secondo fonte autorevole) pubblicati dai maggiori editori italiani (Rizzoli, Mondadori, Rusconi, Longanesi, Edizioni San Paolo, Franco Maria Ricci, Bompiani...), molti dei quali tradotti in più lingue (16 in totale). Tra le opere edite in Italia:

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 (EN) Francesco Piraino, The Sufi Shaykh and His Patients: Merging Islam, Psychoanalysis, and Western Esotericism, in Mark Sedgwick e Francesco Piraino (a cura di), Esoteric Transfers and Constructions - Judaism, Christianity, and Islam, Palgrave MacMillan, 2021, pp. 195-217, ISBN 9783030617875.
  2. 1 2 L'aggettivo islamico sembrerebbe pleonastico, parlando di un sufi. Ma tra gli anni '60 ed '80 del XX secolo si diffuse in Occidente, ad opera di Idries Shah, un sufismo sapienziale che non si richiamava più direttamente all'Islam. Lo stesso Mandel ne fu fortemente influenzato durante gli anni '70 (vedi [1]). Dai primi anni '80 tenne una posizione equidistante tra quella progressista di Idries Shah e quella più tradizionalista di Hossein Nasr.
  3. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 Biografia di Gabriele Mandel, su gabrielemandel.net. URL consultato il 23 maggio 2021.
  4. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 Gabriele Mandel Khan, su jerrahi.it. URL consultato il 22 maggio 2021.
  5. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 Dalla biografia di Mandel in Gabriele Mandel (a cura di), Il Corano, UTET, Milano 2004.
  6. 1 2 3 Milano, è morto Gabriele Mandel Khan, su redattoresociale.it. URL consultato il 20 marzo 2021.
  7. 1 2 3 L'addio a Gabriele Mandel, intellettuale sufi e artista, su milano.corriere.it. URL consultato il 3 febbraio 2025.
  8. ↑ Who's who in Italy, 1995, p. 1052.
    «MANDEL Gabriel, (Prof.), archaeologist, psychologist, writer, painter born Bologna Feb. 12 1924»
  9. 1 2 (EN) Francesco Piraino, The Sufi Shaykh and His Patients: Merging Islam, Psychoanalysis, and Western Esotericism, in Mark Sedgwick e Francesco Piraino (a cura di), Esoteric Transfers and Constructions - Judaism, Christianity, and Islam, Palgrave MacMillan, 2021, p. 198, ISBN 9783030617875.
    «Every article written by Gabriel Mandel or by his disciples stresses his Afghan origin. On the other hand, this heritage is more imagined than historically proved, there being four generations of distance that separate Gabriele from his allegedly Afghan ancestors. (...) Despite this historical distance, Gabriele had significant relationship with the Sufi shaykh Keki Efendi Khan-i Hetimandel Rūd, called the "Afghan uncle", who allegedly initiated him to the Naqshbandi Sufi order in 1938 at the age of 14 in Afghanistan. Finally, it has to be stressed that Mandel's surname has a Jewish origin, but I never heard any narratives about his possible Jewish origins (...) Mandel stressed that his family name was originally Hetimandel Rūd, connected to Afghan toponim, and along the centuries it was shortened and became Mandel»
  10. ↑ Roberto Mandel, Gabriele D'Annunzio - Il Poeta della Patria, l'Eroe Latino, l'Artefice Italico, Sonzogno, Milano 1926.
  11. 1 2 3 Battiato: un pellegrino musicale ispirato dal sufismo, su agi.it. URL consultato il 22 maggio 2021 (archiviato dall'url originale il 24 giugno 2021).
  12. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Maurizio Cusani (a cura di), Intervista a Gabriele Mandel in Quaderni di sufismo - Numero 1 - 1 dicembre 2018 (PDF), su puntosufi.it. URL consultato il 27 maggio 2021. 2018, ISBN 9781729061848.
  13. ↑ Roberto Mandel, San Vittore - Inferno nazifascista, Società Libraria Lombarda, Milano 1945.
  14. ↑ Foto di Gabriele Mandel alla Sorbona di Parigi con Si Hamza Boubakeur., su gabrielemandel.net. URL consultato il 27 maggio 2021.
  15. 1 2 3 Gabriele Mandel Khan, su emi.it. URL consultato il 23 maggio 2021.
  16. 1 2 3 Foto di Gabriele Mandel alla consegna del premio internazionale della pace Dag Hammarskjöld. Gli è accanto la moglie Nûr-Carla Cerati Mandel., su gabrielemandel.net. URL consultato il 27 maggio 2021.
  17. ↑ De Agostini, Novara 2003 e UTET, Torino 2004.
  18. ↑ Opera in 6 volumi, Bompiani, Milano 2006.
  19. ↑ Il Nobile Corano, traduzione di Gabriele Mandel, De Agostini, Novara 2003.
  20. ↑ Il Corano, traduzione di Gabriele Mandel, UTET, Milano 2004.
  21. ↑ Gabriele Mandel, L'alfabeto arabo, Mondadori, Milano 2000.
  22. ↑ Gialal al-Din Rumi, Mathnawì - Il poema del misticismo universale, traduzione di Gabriele Mandel, Bompiani, Milano 2006.
  23. ↑ Gabriele Mandel, L'alfabeto giapponese, Mondadori, Milano 2007.
  24. 1 2 Alla scoperta del misticismo di Battiato e Mandel, su encanta.it. URL consultato il 22 maggio 2021 (archiviato dall'url originale il 22 maggio 2021).
  25. ↑ Foto di Gabriele Mandel con Salvador Dalì., su gabrielemandel.net. URL consultato il 27 maggio 2021.
  26. ↑ Ettore Camasasca e Germain Bazin, Gabriele Mandel, Mantegazza, 1984.
  27. ↑ Battiato e Mandel misticismi d'autore, su ricerca.repubblica.it. URL consultato il 22 maggio 2021.
  28. ↑ Woody Allen, Effetti collaterali, Bompiani, Milano 1985³, pp. 40-41.
  29. ↑ (EN) Woody Allen, Side effects, Random House, New York 1975¹.
  30. ↑ Nazzareno Venturi e Rossano Vitali, Conversazioni sul tappeto - Sul pensiero, sull'umanità e il Sufismo di Gabriele Mandel, Edizioni Tipheret, Acireale Roma 2013, p. 124, ISBN 978-88-6496-090-6.

Bibliografia

Altri progetti

Collegamenti esterni

Per leggere saggi e conferenze di Gabriele Mandel si veda inoltre:

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