| Giuseppe Cannata | |
|---|---|
| Sindaco di Taranto | |
| Durata mandato | luglio 1976 – maggio 1983 |
| Predecessore | Leonardo Paradiso |
| Successore | Augusto Intelligente |
| Senatore della Repubblica Italiana | |
| Durata mandato | 12 luglio 1983 – 2 dicembre 1990 |
| Legislatura | IX, X |
| Gruppo parlamentare | Comunista |
| Circoscrizione | Puglia |
| Collegio | Taranto |
| Sito istituzionale | |
| Dati generali | |
| Partito politico | Partito Comunista Italiano |
| Professione | Dirigente di partito, impiegato |
Giuseppe Cannata (Messina, 7 maggio 1930 – Taranto, 2 dicembre 1990) è stato un politico italiano.
È stato sindaco di Taranto, senatore della Repubblica, dirigente della federazione tarantina e di quella pugliese del PCI, nonché membro del Comitato Centrale dello stesso partito.
Giuseppe Cannata, è nato a Messina nel 1930, ma ha svolto le tappe più importanti della sua vita in Puglia, a Taranto, dove nel 1947 a 17 anni si iscrisse al Partito Comunista.
Dal 1948 assume incarichi di dirigente della federazione giovanile: segretario provinciale e poi regionale, e componente della direzione nazionale, nel periodo in cui la FGCI era diretta da Enrico Berlinguer.
Dopo l'esperienza nella federazione giovanile comunista, nel 1958 è vicesegretario della federazione provinciale del Pci di Taranto. E dieci anni più tardi, nel 1968, diventa segretario. Sarà alla guida dei comunisti jonici fino agli ultimi mesi del 1975, quando è chiamato a Bari a dirigere la segreteria regionale pugliese. Tale incarico dura fino all'estate del 1976, quando nel luglio viene eletto sindaco di Taranto. Ricopre la carica di primo cittadino fino al 1983. La Giunta Cannata si distingue per il rigore finanziario e per un metodo di governo partecipativo. Realizza i primi asili nido a Taranto, un piano di edilizia scolastica e popolare rivolto in primo luogo a fasce sociali più povere e giovani coppie; dà avvio al risanamento della Città Vecchia e rivendica per un territorio ferito dall'impatto dell'industria in primo luogo siderurgica un nuovo orizzonte di sviluppo chiedendo diversificazione produttiva e ponendo l'attenzione alla questione ambientale.
Nel 1983 è candidato e viene eletto senatore nel collegio di Taranto per il PCI (54.946 voti, 39.35%). A Palazzo Madama Cannata diventa componente del direttivo del Gruppo Comunista, è eletto vicepresidente della Commissione finanza e Presidente della Commissione bicamerale per gli interventi nel Mezzogiorno. Successivamente entra nell'ufficio di presidenza dei senatori PCI. Si impegna per il Mezzogiorno, per le autonomie locali e per la legislazione sociale. Le elezioni politiche del 1987 lo vedono riconfermato senatore della Repubblica e viene eletto segretario del gruppo comunista al Senato.
Muore il 2 dicembre 1990 da senatore in carica, all'età di 60 anni; a sostituirlo è il collega Giovanni Pellegrino.