Giusi Verbaro

Giusi Verbaro

Giusi Verbaro (Catanzaro, 26 marzo 1938 – Soverato, 27 agosto 2015) è stata una poetessa, critica letteraria operatrice culturale italiana.

Biografia

Terrazza della Poesia - dedicata a Giusi Verbaro nel lungomare di Soverato

Ha vissuto tra la Calabria e Firenze, dove nel 1961 si è laureata in Biologia. Ha insegnato nelle scuole medie superiori matematica e scienze. Ha esordito in poesia nel 1970 con Voglio essere voce, libro segnato da un linguaggio ermetico poi superato dalla successiva ricerca espressiva.
Negli anni settanta e ottanta Giusi Verbaro è protagonista di un vasto movimento di rinnovamento poetico e partecipa attivamente alla militanza poetica e all'ampio dibattito critico di quegli anni. Nel 1979 esce Traiettorie e traslazioni, il cui titolo, mutuato dalle scienze biologiche, indica una delle direzioni della ricerca linguistica di questo primo periodo. Le raccolte poetiche successive - A valenze variabili (1981), Mediazioni e ipotesi per maschere (1985), Utopia della pazienza (1986) - segnano la maturità espressiva e il pieno riconoscimento critico. I loro caratteri fondamentali sono il verso informale, la suggestione psicoanalitica, i topoi del doppio e della maschera. Le poesie di questo periodo saranno revisionate e antologizzate nel 1988 nel volume Itaca Itaca, che focalizza come asse portante il tema metafisico del viaggio.
Tra gli anni settanta e ottanta Giusi Verbaro è inserita in varie antologie, tra le quali nel 1979 Care donne (a cura di Elia Malagò e Gianluca Prosperi, Forlì, Forum-Quinta Generazione). Nel 1982 è la curatrice del volume antologico Poeti della Calabria, che fa parte della serie di antologie regionali in quegli anni pubblicata dall'editore forlivese, serie che contribuisce a rivelare la grande ricchezza sommersa e plurale della poesia italiana della stagione post-neoavanguardista.

Agli anni ottanta risalgono inoltre ancora due volumi di Giusi Verbaro, le poesie di ambientazione calabrese Un dio per la domenica (1982), legate a tonalità più realistiche e civili, e un volume di scritti saggistici sulla poesia, Le alchimie dello stregone (1984).
Tra gli anni ottanta e novanta si va affermando nella poesia di Giusi Verbaro la tematica amorosa, secondo diversi moduli espressivi: da una parte la dizione allegorica e mitologica delle raccolte L'eroe (1989) e Per amore, per follia (1991); dall'altra la parola ludica e ironica di Le lune e la Regina (1993). Alla serie delle poesie d’amore appartiene anche la plaquette Otto tempi d'amore (1990), poi tradotta in francese a cura di Paul Courget (Touches d'automne, Bergerac, Les amis de la poésie, 1992). In questa fase il linguaggio poetico di Giusi Verbaro si fa più accessibile e meno criptico, sebbene rimanendo sempre caratterizzato da un forte sostrato metaforico e da una dizione espressiva alta. Sempre nel filone della poesia amorosa, nel 2000 Giusi Verbaro progetta e cura l’antologia poetica L'amorosa avventura. Antologia della poesia d'amore italiana contemporanea e nel 2006 pubblica la raccolta L'amore possibile.
Nel corso degli anni novanta e poi nel nuovo millennio nella poesia di Giusi Verbaro prevarranno la ricerca delle radici archetipiche della propria storia personale, le tracce analitiche e simboliche, le ambientazioni simboliche e memoriali, legate in particolare al mare della Calabria e ai suoi richiami alla Magna Grecia. Il mare diventa lo sfondo di un'infanzia da richiamare alla memoria mediante le 'intermittenze del cuore' dettate dalla parola poetica. In questa fase la poesia di Giusi Verbaro accentua la valenza poematica, tanto da essere definita "romanzo in poesia". A questo periodo appartengono le raccolte Nel nome della madre. Ritratto di signora e altre figure (1997), Luce da Hakepa (2001) e Solstizio d'estate. Romanzo in poesia (2008).
Gli ultimi anni di produzione poetica accentuano la linea della ricerca memoriale, che va facendosi sempre più attenta ai segnali minimi che uniscono il mondo dei vivi a quello dei trapassati, in un’atmosfera surreale e onirica evidente in opere come Isola (2000), La casa sulla scogliera. Poesie 1997-2010 (2010), e Il vento arriva da uno spazio bianco (2013).
Le poesie di Giusi Verbaro sono state tradotte e pubblicate in Francia, Spagna, Argentina, Grecia, Germania. Ha affiancato alla scrittura un'incessante attività di operatrice culturale: ha fondato e diretto Premi letterari (il Premio Nicolina Cortese Siciliano – Città di Catanzaro, 1986-1997; il Premio Sant'Andrea sullo Jonio, 1999-2008; il Premio Cariati, 1989-1991), ha condotto per molti anni Seminari di approfondimento sulla poesia contemporanea nelle Scuole medie superiori, sia per docenti che per studenti; ha promosso eventi in varie istituzioni culturali in Calabria e a Firenze, ha organizzato convegni sulla poesia.
Il Fondo delle sue carte, comprensivo di un ricchissimo carteggio coi maggiori poeti e critici del Novecento, è raccolto presso l’Archivio per la memoria e la scrittura delle donne Alessandra Contini Bonaccossi dell’Archivio di Stato di Firenze. A seguito della donazione del Fondo librario, a Giusi Verbaro è stata intitolata la Sala di Consultazione della Biblioteca Comunale di Catanzaro Filippo De Nobili.

Opere

Poesie

Saggistica e antologie

Cartelle d'arte

Premi

Critica su Giusi Verbaro

Audiovisivi su Giusi Verbaro

Altri progetti

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