I laureati è un film del 1995 diretto e interpretato da Leonardo Pieraccioni, alla sua prima regia.
Leonardo, Rocco, Bruno e Pino sono quattro universitari trentenni e fuori corso che convivono in un appartamento di Firenze. I quattro trascurano gli studi e tirano avanti senza nessuna voglia di prendersi le proprie responsabilità: Leonardo ha lasciato la moglie dopo pochi mesi di matrimonio; Bruno finge di frequentare con successo l'università, ma in realtà si fa finanziare dal ricco suocero e porta avanti una relazione clandestina con Cecilia, sorella di sua moglie Marta; Rocco, timido e disilluso ragazzo di origini lucane, si mantiene facendo il metronotte, lavoro che odia; Pino cerca con scarsi risultati di sfondare nel mondo del cabaret, coinvolgendo suo malgrado la fidanzata Sonia. Leonardo parla di queste tragicomiche disavventure col saggio professor Galliano, suo ex insegnante di liceo e oggi suo mentore, che prova invano a offrirgli delle prospettive per il futuro.
Per ciascuno dei quattro amici sembra presentarsi un'occasione imperdibile: Rocco conquista Anna, bellissima studentessa napoletana; Pino ottiene un ingaggio per una trasmissione RAI presentata da Carlo Conti; in seguito a una serie di bocciature, Bruno riflette sulla possibilità di lasciare Marta per Cecilia; Leonardo ha invece occasione di conoscere la fascinosa Letizia, sorella di Rocco e modella di fotoromanzi, che segretamente lui desidera da anni. Tutte queste occasioni vanno però in fumo: Rocco scopre che Anna intendeva coinvolgerlo in un ménage à trois col fidanzato Luciano; Pino, colto dall'ansia da telecamera, esplode in una sonora bestemmia in diretta; Bruno diventa sempre più insofferente alla propria situazione, mentre Letizia rivela a Leonardo di essere incinta di un suo precedente partner, lasciandolo nel dubbio se accettare o meno la paternità che una relazione con lei comporterebbe. Tutte queste tensioni portano gli amici a litigare furiosamente tra loro, e a rinfacciarsi l'un l'altro la loro immaturità.
In seguito a un tentativo di suicidio del professor Galliano, caduto a sua volta nella trappola di Anna e Luciano, ciascuno dei quattro amici risolve a suo modo la situazione: Rocco lascia il lavoro e gli studi per tornare al suo paese d'origine; Pino decide di rinunciare definitivamente al cabaret; Bruno arriva sul punto di confessare i tradimenti, salvo poi lasciarsi prendere dalla paura: rompe quindi con Cecilia e annuncia alla famiglia di voler lasciare gli studi, per lavorare in pianta stabile nell'azienda del suocero. Leonardo rinuncia a malincuore a Letizia, comprendendo che le loro vite sono del tutto incompatibili.
I quattro amici si ritrovano a pranzo in una trattoria per tirare le somme delle loro decisioni, che porteranno inevitabilmente allo scioglimento del gruppo; la loro ultima goliardata sarà scappare dal ristorante senza pagare il conto.
Come ha raccontato lo stesso Pieraccioni durante la trasmissione A lezione da Leonardo Pieraccioni di Sky, inizialmente voleva solo recitare e non anche dirigere la pellicola, in quanto non si sentiva ancora adatto al ruolo dietro la macchina da presa: il produttore Vittorio Cecchi Gori lo convinse del contrario dicendogli che, in fondo, un regista deve saper fare solo due cose, ossia l'inquadratura totale e il primo piano.
Il copione del film, scritto da Pieraccioni insieme a Giovanni Veronesi, aveva come titolo di lavorazione Quattro pali e una traversa: si sperava con questo stratagemma di destare l'interesse di Cecchi Gori, al tempo anche patron della squadra di calcio della Fiorentina, onde fargli leggere la sceneggiatura, ma fu Rita Rusić, allora moglie del produttore, a farlo.
Proprio l'inaspettato interesse di Rusić per lo script mise Pieraccioni in una scomoda situazione in quanto, non credendo nell'immediata realizzazione del proprio progetto, nel frattempo si era già impegnato contrattualmente con i fratelli Vanzina per recitare nel loro film Selvaggi; messo al corrente della situazione, pochi giorni prima dell'inizio delle riprese Carlo Vanzina stracciò signorilmente il contratto di Pieraccioni in modo da permettergli di girare la sua opera prima.
Nel film era inizialmente presente anche un cameo dell'ex calciatore Giancarlo Antognoni, tagliato poi in fase di montaggio per l'eccessiva lunghezza.
Tra le zone fiorentine utilizzate nel film ci sono la basilica di San Miniato al Monte e annesso cimitero delle Porte Sante, il quartiere Rifredi, via della Vigna Nuova e via Marchetti con gli studi di Canale 10, emittente locale all'epoca di proprietà di Cecchi Gori.
Una delle scene più famose della pellicola e a posteriori dell'intera filmografia di Pieraccioni, ovvero la corsa organizzata dai protagonisti per non pagare il conto del ristorante, con la complicità inconsapevole del cameriere, parte da via Parioncino e termina al Ponte Santa Trinita, con sullo sfondo Ponte Vecchio; tale sequenza sarà autocitata nel 2013 dallo stesso Pieraccioni in Un fantastico via vai.
Le musiche del film sono curate dal gruppo Audio 2; grande successo del periodo sarà la canzone utilizzata per i titoli di coda, Alle venti, contenuta nell'album E=mc².
È presente inoltre il brano Can't Take My Eyes Off You nella versione realizzata dai Boys Town Gang.
Il film ha incassato 15 miliardi di lire, a fronte di un budget di produzione di circa 2 miliardi e mezzo.
La scena in cui Pino bestemmia in televisione si è rivelata premonitrice di quanto accadrà realmente nel 2006 quando l'attore che interpreta il personaggio, Massimo Ceccherini, si lascerà sfuggire in diretta la stessa imprecazione durante la quarta edizione del reality L'isola dei famosi venendo per questo squalificato.