Zoot Suit/I'm the Face

Zoot Suit
singolo discografico
ArtistaThe High Numbers
Pubblicazione1964
Durata4:26
Dischi1
Tracce2
GenereRhythm and blues
EtichettaFontana Records
ProduttoreChris Parmeinter
Peter Meaden
Velocità di rotazione45 giri
Formati7 pollici
The High Numbers - cronologia
Singolo precedente
—

Zoot Suit/I'm the Face è il primo e unico singolo dei The High Numbers, che dopo questo disco cambiarono definitivamente nome in The Who; venne pubblicato nel Regno Unito nel 1964.

Storia

Entrambi i brani vennero scritti dal primo manager della band, Peter Meaden. La canzone Zoot Suit è praticamente la riscrittura di Misery del gruppo rhythm and blues statunitense The Dynamics, mentre il lato B, I'm the Face, è una copia di I Got Love If You Want It di Slim Harpo. La band cambiò poco dopo nome in "The Who", affidandosi a un nuovo manager e, nel 1965, pubblicò il primo singolo col nuovo nome, I Can't Explain, brano originale di loro composizione, che entrò nella top ten britannica.

Il singolo era stato inteso come rivolto alla giovane subcultura mod dell'epoca, ma non entrò in classifica. Entrambe le canzoni sul disco sono un diretto riferimento alla cultura mod: ad esempio uno "Zoot Suit" era un ricercato vestito alla moda dei giovani mod, mentre un "Face", sempre nel gergo dei mod, era uno dei membri più in vista e di tendenza del loro gruppo sociale.

Entrambi i brani sono stati ripubblicati nel 1979 nell'album Quadrophenia (colonna sonora) e nella raccolta Odds & Sods.

Tracce

Lato A

  1. Zoot Suit – 1:59 (Peter Meaden)

Lato B

  1. I'm the Face – 2:27 (Peter Meaden)

Note

  1. ↑ John Atkins, The Who on Record: A Critical History, 1963-1998, McFarland, 2000, p. 31.
  2. ↑ Mat Snow, The Who: Fifty Years of My Generation, Race Point Publishing, 2 novembre 2015, p. 24.
  3. ↑ The Who Official Band Website - Roger Daltrey, Pete Townshend, John Entwistle, and Keith Moon | | Zoot Suit, su thewho.com, 3 luglio 1964. URL consultato il 9 giugno 2011.
  4. ↑ Rocco J. Gennaro, The Who and Philosophy, Lexington Books, 23 giugno 2016, p. 53.

Collegamenti esterni

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