Idroponica

Dimostrazione di coltura idroponica al padiglione belga di Expo 2015

Per coltivazione idroponica (dal greco antico ὕδωρ hýdor, acqua + πόνος pónos, lavoro) o idrocoltura s'intende una delle tecniche di coltivazione fuori suolo: la terra è sostituita da un substrato inerte (argilla espansa, perlite, vermiculite, fibra di cocco, lana di roccia, zeolite, ecc.). La pianta viene irrigata con una soluzione nutritiva composta dall'acqua e dai composti (per lo più inorganici) necessari ad apportare tutti gli elementi indispensabili alla normale nutrizione minerale. La coltura idroponica consente produzioni controllate sia dal punto di vista qualitativo sia da quello igienico-sanitario durante tutto l'anno. È una coltura molto sostenibile

Nel 2017 sono iniziate ricerche per utilizzare alcune tecnologie della NASA al fine di creare orti urbani idroponici e serre idroponiche "indoor".

Presupposti della tecnica

Il ruolo del terreno nei confronti delle piante si può ricondurre fondamentalmente a tre funzioni:

La tecnica colturale convenzionale può ottimizzare solo in parte le funzioni del terreno:

Le coltivazioni fuori-suolo si basano in sostanza su una riduzione delle variabili in gioco e, soprattutto, delle reciproche interferenze sostituendo al terreno un ambiente fisico in cui i parametri sono di più facile controllo. Nel caso della coltivazione idroponica la soluzione di concetto si concretizza nei seguenti quattro punti:

  1. La "funzione di protezione" delle radici nei confronti degli agenti atmosferici è svolta da un substrato solido inerte e tendenzialmente asettico. Il substrato non ha alcuna funzione di ancoraggio. Il requisito di base è quello di un grado di porosità sufficiente a permettere la circolazione della soluzione nutritiva e ospitare i capillizi radicali. Il volume a disposizione per ogni pianta perde importanza in quanto la concentrazione della soluzione nutritiva crea in uno spazio ridotto le condizioni ottimali per l'assorbimento radicale. In altri termini, la pianta non ha bisogno di espandere l'apparato radicale perché viene meno la funzione di ancoraggio e trova nelle immediate vicinanze l'acqua e i sali minerali di cui ha bisogno. È importante, invece, fare in modo che il volume a disposizione di ogni singola pianta non sia eccessivo in rapporto alla superficie: dal momento che le radici sono sommerse, gli scambi gassosi con l'atmosfera avvengono per diffusione in mezzo liquido, pertanto le radici devono trovarsi quasi a contatto con l'atmosfera per evitare fenomeni di asfissia radicale. In alcune tecniche di coltivazione idroponica il substrato è dunque integralmente sostituito da un sottile film liquido nel quale si sviluppano le radici.
  2. La "funzione di ancoraggio" viene sostituita, se necessario, da un sistema di fili che tengono sospese le piante mantenendole in situ. In altri termini, l'ancoraggio della pianta è garantito fissandone l'apparato aereo ad un sistema di sospensione.
  3. La "funzione trofica" del terreno è surrogata integralmente dall'apporto di una soluzione nutritiva per mezzo di un impianto di fertirrigazione, nel quale l'acqua irrigua è utilizzata come vettore dei sali minerali. Il substrato deve essere chimicamente inerte al fine di evitare interferenze di fattori chimici (es. scambio ionico e pH) con i parametri controllati attraverso la fertirrigazione.
  4. La "funzione ecologica" del terreno è completamente annullata dall'idroponia. Dal momento che non esistono i presupposti per la creazione di una biocenosi favorevole, il substrato che surroga il terreno è del tutto inerte dal punto di vista biologico e il mezzo ospita esclusivamente le radici delle piante allevate. Rispetto alle tecniche convenzionali, l'idroponica manifesta da questo punto di vista significativi vantaggi in quanto si rimuove all'origine il contatto con gli agenti patogeni del terreno (in particolare Nematodi, agenti di marciumi basali e di tracheomicosi). Questi fattori avversi obbligano l'agricoltura convenzionale a ricorrere all'avvicendamento colturale in pieno campo e alla geodisinfestazione in coltura protetta. In ogni caso le piante allevate in coltura idroponica manifestano in genere un migliore rigoglio vegetativo e offrono produzioni più elevate non solo per il controllo dello stato nutrizionale ma anche per il migliore stato sanitario. Naturalmente queste considerazioni esulano dalle avversità che si ripercuotono sull'apparato radicale aereo.

Parametri di controllo

I parametri di controllo essenziali sono quattro:

Vantaggi rispetto alla coltivazione tradizionale

La coltivazione fuori suolo presenta degli evidenti vantaggi in situazioni ambientali dove il substrato non è in condizione di far crescere la coltura in modo ottimale, come ad esempio roccia o terreni eccessivamente sabbiosi.

Un altro vantaggio di questo tipo di coltivazione è il minor utilizzo di acqua per ottenere il medesimo risultato, indicativamente di un decimo rispetto alla coltura in terra, rendendo questo sistema particolarmente utile in quelle situazioni ambientali dove la scarsità di acqua rende difficile o addirittura impossibile la coltivazione di ortaggi.

Da non sottovalutare l'aspetto ambientale visto che l'utilizzo dei fertilizzanti è mirato e non ci sono dispersioni nel terreno; l'utilizzo di diserbanti è assente, mentre l'utilizzo di antiparassitari è decisamente ridotto.

Attualmente sono disponibili in commercio dei fertilizzanti biologici che danno la possibilità, utilizzando un impianto idroponico, di ottenere un prodotto biologico (ma non certificato in base al Regolamento (CE) N. 834/2007).

In termini qualitativi il prodotto mostra uniformità di dimensione e caratteristiche oltre che qualità organolettiche costanti in tutta la produzione, qualità richieste dalla distribuzione organizzata ai produttori di frutta e ortaggi.

Galleria d'immagini

Note

  1. ↑ idropònica in Vocabolario - Treccani, su treccani.it. URL consultato il 26 agosto 2022.
  2. ↑ Cos'è L'agricoltura Idroponica E Che Tipo Di Produzione Si Può Realizzare?, su idroponica.it. URL consultato il 26 agosto 2022.
  3. ↑ Manuale Per La Coltivazione Idroponica In Serra E Fuori Suolo, su idroponica.it. URL consultato il 26 agosto 2022.
  4. ↑ La coltivazione idroponica e i progetti della Nasa, su Formiche.net, 24 febbraio 2017. URL consultato il 26 agosto 2022.
  5. ↑ Maria Teresa Manuelli, Dalla Nasa alla cucina di casa: arriva la serra idroponica automatica, su Il Sole 24 ORE, 24 febbraio 2017. URL consultato il 26 agosto 2022.
  6. ↑ Loura Hall, NASA Research Launches a New Generation of Indoor Farming, su NASA, 23 novembre 2021. URL consultato il 26 agosto 2022.
  7. ↑ NASA Research Launches a New Generation of Indoor Farming | NASA Spinoff, su spinoff.nasa.gov. URL consultato il 26 agosto 2022.
  8. ↑ Qualità Dell'acqua In Idroponia: Ph Conducibilità Elettrica Ec E Temperatura, su idroponica.it. URL consultato il 26 agosto 2022.
  9. ↑ Vantaggi della coltivazione Idroponica - Growrilla Hydroponics, in Growrilla Hydroponics, 5 dicembre 2018. URL consultato il 26 agosto 2022.
  10. ↑ Quali Sono I Vantaggi Della Coltivazione Idroponica?, su idroponica.it. URL consultato il 26 agosto 2022.

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