Ipotiposi

«Raccolte a tulipano le cinque dita della mano destra, altalenò quel fiore nella ipotiposi digito-interrogativa tanto in uso presso gli Apuli.»

Il termine ipotiposi (dal greco hypotýpōsis, «abbozzo, esposizione sommaria», derivato da hypotypóō, «plasmo, abbozzo») ha diversi significati.

Anche Kant, nella Critica della facoltà di giudizio (al §59, "Della bellezza come simbolo della moralità"), distingue la ipotiposi schematica dalla ipotiposi simbolica, mediante la quale un'idea, in se stessa non rappresentabile sensibilmente, attraverso un'analogia può essere mostrata in forma sensibile.

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