| Prigione di Ktzi'ot | |
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| Stato | |
| Coordinate | 30°53′27.44″N 34°28′31.74″E |
| Informazioni generali | |
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La prigione di Ketziot o Ktzi'ot (ebraico: בית הסוהר קציעות, romanizzato: Bet HaSohar Ketziot, arabo: سجن كتسيعوت, romanizzato: Sijn Katsīʿōt) è una struttura di detenzione israeliana ed è situata nel Deserto del Negev a 72 chilometri a sud-ovest di Beersheba. Come superficie è la struttura di detenzione più grande d'Israele occupando 400 000 m².
Durante la Prima Intifada, Ketziot era la sede del più grande campo di detenzione gestito dall'esercito israeliano: vi erano detenuti tre quarti di tutti i palestinesi arrestati dall'esercito e più della metà di tutti i palestinesi detenuti in Israele. Secondo Human Rights Watch, nel 1990 ospitava circa un maschio su 50 della Cisgiordania e di Gaza di età superiore ai 16 anni.
Tra i palestinesi era conosciuto come Ansar III (in arabo: أنصار3) dal nome di un campo di prigionia simile istituito nel Libano meridionale da Israele durante il conflitto del Libano meridionale (1982-2000). Il campo di Ktzi'ot fu aperto nel marzo 1988 e chiuso nel 1995. Fu riaperto nel 2002 durante la Seconda Intifada.
Il 28 settembre 1953, le Forze di difesa israeliane (IDF) costruirono un insediamento fortificato, Ktzi'ot, che dominava l'incrocio di Al Auja. Ospitava soldati in abiti civili e svolgeva una attività agricola di scarso rilievo, gli israeliani sostenevano comunque che si trattasse di un insediamento agricolo pionieristico che non violava l'accordo di armistizio israelo-egiziano relativo alla Zona Demilitarizzata (DMZ) di 145 km² intorno ad Al Auja e tutti i membri della tribù 'Azazme, che quivi vivevano e dipendevano dal pozzo di Al Auja, furono costretti a fuggire oltre il confine con l'Egitto.
Nel 1956, prima che Israele assumesse il pieno controllo della DMZ di al-Auja, Ktzi'ot comprendeva dodici tende da campo e disponeva di una piccola pista di atterraggio per aerei leggeri. Nello stesso anno, la DMZ fu utilizzata per l'invasione israeliana della penisola del Sinai. Svolse la stessa funzione nel 1967, durante la Guerra dei Sei Giorni.
Il 18 marzo 1988, circa 700 prigionieri furono trasferiti dalle carceri della Striscia di Gaza al campo di prigionia appena allestito. Quattro giorni dopo, il Ministro della Difesa Yitzhak Rabin annunciò che 3 000 palestinesi erano stati arrestati e che era stata aperta una nuova prigione nel deserto del Negev. Tre settimane dopo, il gruppo palestinese per i diritti umani al-Haq citò un avvocato di Gaza, Raji Surani, che descriveva le condizioni del campo come "dure e disumane".
Nel luglio 1989, il quotidiano israeliano Davar riportò che 4 275 prigionieri erano detenuti a Ktzi'ot. La maggior parte dei 4 215 detenuti in detenzione amministrativa provenienti dalla Cisgiordania e dalla Striscia di Gaza erano rinchiusi lì. Tutti i prigionieri vivevano in tende da 24 persone. Prigionieri e avvocati denunciarono la mancanza di privacy durante gli incontri e la censura dei giornali. Esisteva una lista di 26 libri consentiti. Secondo l'esercito, a giugno 1989, sei prigionieri erano stati uccisi da altri detenuti accusati di collaborazionismo o di "attività immorali".
I membri di Human Rights Watch (HRW) visitarono il campo nell'agosto del 1990, sotto il comando del colonnello Ze'ev Shaltiel, ospitava 6 216 prigionieri. Il campo era diviso in sezioni, ognuna ospitava due o più tende, attorno vi era cumuli di sabbia e ghiaia per impedire la visibilità tra le varie sezioni. Le tende, ciascuna di 50 m², ospitavano tra i 20 e i 30 uomini. I prigionieri erano confinati nelle tende per la maggior parte della giornata, i conteggi dei prigionieri erano ripetuti per tre volte durante il giorno. Vi era una sezione circondata da muri di alti 3 metri e divisa, a sua volta, in sottosezioni coperte da reti metalliche. Un edificio con quattro celle di punizione di 3x3 metri, al momento della visita di HRW, ospitava 23 prigionieri.
Il rapporto di HRW concluse che il campo era "in chiara violazione della Quarta Convenzione di Ginevra che vieta il trasferimento di persone incarcerate dai territori occupati al territorio della potenza occupante".
Il rapporto ha inoltre rilevato che:
Il rapporto ha inoltre registrato una serie di episodi di violenza.
Al momento della visita di Human Rights Watch, 3 802 prigionieri erano stati condannati; 1 442 erano gazawi sotto processo o in attesa di giudizio. Vi erano 877 detenuti amministrativi. I prigionieri gazawi erano tenuti separati da quelli provenienti dalla Cisgiordania.
Fino al momento della visita, 21 prigionieri erano stati uccisi da altri prigionieri, accusati di essere collaborazionisti.
L'organizzazione israeliana per i diritti umani B'Tselem ha visitato il carcere di Kt'zi'ot il 30 maggio 1991 e il 20 febbraio 1992: durante la prima visita, vi erano 6 049 detenuti, di cui 710 in detenzione amministrativa; nove mesi dopo, i detenuti erano 5 080, di cui 250 in detenzione amministrativa.
Il rapporto osserva che la prima reazione dei visitatori al carcere era di shock: le sue grandi dimensioni, uno dei più grandi al mondo, il suo aspetto improvvisato, gli altoparlanti che trasmettono la stazione radio araba "Kol Yisrael", l'odore diffuso di gasolio. Le condizioni erano molto più dure rispetto ad altre carceri israeliani. Il rapporto suggerisce che la causa fosse dovuto alla mancanza di esperienza dei militari e al fatto che il campo fosse considerato temporaneo. Si rileva che il comandante, Ze'ev Shaltiel, violava le sentenze giudiziarie e utilizzava l'isolamento come mezzo di punizione per i detenuti. Alcuni prigionieri venivano tenuti in isolamento per un periodo superiore alle due settimane massime previste.
Il rapporto descrive il campo come suddiviso in settori di 60 m x 60 m pattugliati da soldati armati.
Ogni settore conteneva da due a quattro tende, ciascuna delle quali ospitava da 20 a 26 persone.
Le tende non avevano mobili, ad eccezione di un letto per prigioniero. I prigionieri non godevano di alcuna privacy. In estate la temperatura superava i 40 gradi, in inverno poteva scendere sotto lo zero. Le tende si allagavano quando pioveva. Ogni settore aveva tre o quattro bidoni di dimensioni ridotte per i rifiuti, che traboccavano causando miasmi e conseguenti problemi sanitari. Le zanzare infestavano ogni luogo. L'unica assistenza medica proveniva da medici di riserva in servizio per un mese. Si registrarono molti casi di malattie cutanee.
Altri problemi sollevati includevano:
Fino alla visita di B'Tselem nel 1992, 28 prigionieri erano stati uccisi dai loro compagni di cella.
Il rapporto sottolinea che "le condizioni nella struttura erano illegali e disumane" e descrive l'area di isolamento come "pollai umani". B'Tselem chiese la chiusura dell'intero campo.
La visita del 1992 fu l'ultima volta che al gruppo per i diritti umani fu permesso di vedere l'interno di una prigione israeliana.
La violazione dei diritti umani all'interno nel carcere di Ketziot è sottolineata anche da un rapporto della Commissione dei diritti Umani delle Nazioni Unite del 13 dicembre 1994.
Nel maggio del 1996 Israele ha chiuso il campo di detenzione di Ketziot, nel deserto del Negev, e ha trasferito i detenuti in altre prigioni israeliane. Famiglie, organizzazioni per i diritti umani e avvocati hanno incontrato molti per incontrare i detenuti reclusi nelle strutture israeliane a seguito della chiusura della Cisgiordania e della Striscia di Gaza. Le visite dei familiari ai prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane sono diminuite drasticamente. Solo i familiari stretti, inclusi i fratelli e le sorelle di età inferiore ai 16 anni, erano autorizzati a visitare i parenti nelle strutture in Israele. Ai familiari con precedenti penali era vietato l'accesso. Il trasferimento dei detenuti tra le diverse strutture carcerarie ha reso, inoltre, difficile per le famiglie, gli avvocati e le organizzazioni per i diritti umani rintracciare e visitare i detenuti.
Secondo le informazioni raccolte da Defence for Children International (DCI), il carcere è stato riaperto nell'aprile del 2002. Era composto da quattro sezioni, ciascuna formata da quattro unità, con un'ulteriore sezione ridotta inaugurata nell'ottobre del 2002. Ogni unità era circondata da un muro alto cinque metri e conteneva tre tende. Le tende erano state progettate per ospitare meno di venti uomini, ma, solitamente, ne ospitavano di più. Ogni unità disponeva di tre servizi igienici e ogni 20 giorni riceveva un litro di disinfettante a base di cloro per la pulizia e la sterilizzazione.
Secondo DCI, i problemi principali erano:
Fino al 2003, il carcere ospitava circa 1.000 detenuti, per lo più in custodia cautelare, tra cui tra i 30 e i 60 ragazzi di età inferiore ai 18 anni.
La International Committee of the Red Cross (ICRC) ha visitato il campo di detenzione militare di Ketziot due volte nel 2005 e due volte nel 2006.
La prigione di Ketziot è attualmente gestita dal Servizio Penitenziario Israeliano. I suoi sistemi di sicurezza sono stati installati da G4S Israel (Hashmira).
Nel 2010 sono stati presentati progetti per la costruzione di un grande centro di detenzione a Ketziot per immigrati clandestini. Il confine tra Israele ed Egitto è stato utilizzato come punto di attraversamento per migranti economici e richiedenti asilo: si stima che due terzi provengano dall'Eritrea e un terzo dal Sudan.