| Luigi Dadda | |
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| Rettore del Politecnico di Milano | |
| Durata mandato | 1972 – 1984 |
| Predecessore | Francesco Carassa |
| Successore | Arrigo Vallatta |
| Dati generali | |
| Titolo di studio | Laureato in ingegneria elettrotecnica |
| Università | Politecnico di Milano |
| Professione | Professore universitario |
Luigi Dadda (Lodi, 29 aprile 1923 – Milano, 26 ottobre 2012) è stato un informatico e ingegnere italiano. Fu tra i primi ad occuparsi di calcolatori elettronici in Italia. In seguito condusse e coordinò numerose ricerche in vari campi dell'informatica. Fu rettore del Politecnico di Milano dal 1972 al 1984.
Compì gli studi presso l'Istituto magistrale Maffeo Vegio di Lodi e successivamente al Politecnico di Milano, dove si laureò in ingegneria elettrotecnica nel 1947 con una tesi sulla trasmissione dei segnali, progettando un ponte radio a microonde tra Torino e Trieste.
Nei primi anni orientò la sua ricerca verso i modelli e i calcolatori analogici. Nel 1953 ottenne una borsa della National Science Foundation per svolgere attività presso il Caltech di Los Angeles, ma nello stesso periodo il Politecnico di Milano avviò, su sua iniziativa, la procedura per ottenere un calcolatore digitale. Il progetto ebbe esito positivo e l'allora rettore Gino Cassinis lo inviò a San Diego per collaborare con la Computer Research Corporation alla realizzazione di un CRC 102A, acquistato con i fondi del Piano Marshall. Dadda rinunciò alla borsa di studio e si recò in California per seguire la costruzione della macchina, che fu poi trasportata a Genova via mare e installata al Politecnico nel settembre 1954.
Quello strumento rappresentò il primo calcolatore elettronico digitale funzionante in Italia e nell'Europa continentale. Negli anni successivi Dadda si dedicò alla sua gestione tecnica, alla formazione di studenti e docenti e alle applicazioni scientifiche e industriali. Ideò e organizzò i primi corsi universitari dedicati all'elaborazione elettronica dei dati.
Dal 1960 fu professore ordinario e dal 1962 titolare della cattedra di Elettrotecnica del Politecnico di Milano. In questa fase sviluppò studi sulle unità aritmetiche e propose soluzioni innovative per i moltiplicatori paralleli; il cosiddetto *Dadda multiplier* è tuttora considerato uno schema di riferimento per le sue prestazioni.
Negli anni Sessanta e Settanta estese la propria ricerca allo studio delle reti di Petri per la progettazione di sistemi complessi di controllo e all'elaborazione dei segnali, con contributi sui convolutori e su architetture avanzate di calcolatori. Fu direttore del Centro di calcolo e del Laboratorio di calcolatori elettronici del Dipartimento di elettronica del Politecnico, coordinando studi sui linguaggi di programmazione, sulle banche dati e sulle reti di calcolatori.
Dal 1972 al 1984 fu rettore del Politecnico di Milano, periodo durante il quale consolidò i legami dell'ateneo con l'industria e con il mondo della ricerca internazionale.
Figura tra i fondatori dell'AICA nel 1961, di cui fu presidente tra il 1967 e il 1970, e della Rivista di Informatica, della quale assunse la direzione.
Negli anni Ottanta fu impegnato in numerose attività di coordinamento di ricerche nazionali e internazionali. Fu tra i promotori della European Information Network, sviluppata come progetto COST 11 della Comunità Economica Europea, e dal 1980 al 1982 presiedette la Commissione per la scienza e la tecnologia presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.
Svolse anche un ruolo di rilievo in istituzioni di ricerca applicata e trasferimento tecnologico: fu membro del Comitato tecnico e consigliere di amministrazione del CSELT di Torino e presidente dell'ALaRI dell'Università della Svizzera italiana di Lugano.
Dadda si spense nel 2012 all'età di 89 anni.
Nel 2016 l'IEEE gli conferì postumo il prestigioso *Milestone Award* per i suoi contributi alla progettazione dei moltiplicatori paralleli.
Il 2 novembre 2019, alla presenza del sindaco di Milano Giuseppe Sala, il suo nome è stato inserito nel Famedio del Cimitero monumentale di Milano.
Pagina con alcune specifiche della CRC 102A, il primo "cervellone" del Politecnico di Milano
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 76629308 · ISNI (EN) 0000 0000 0272 8936 · SBN SBLV080987 · LCCN (EN) no96042918 · BNF (FR) cb15553475g (data) |
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