Miniera di Mirnyj

Vista della miniera

La miniera di Mirnyj, o di Mir (in russo Мир?, Mir) è una miniera di diamanti a cielo aperto situata presso Mirnyj, nella repubblica russa della Jacuzia. Con una profondità di 525 metri e un diametro di 1,25 km, è il secondo scavo fatto dall'uomo al mondo per dimensioni, dietro solo alla miniera di Bingham Canyon nello Utah.

Storia

Vista aerea, con la città di Mirnyj e il suo aeroporto
La piattaforma panoramica sulla cava e, dietro, la città di Mirnyj

Dopo la seconda guerra mondiale l'Unione Sovietica si trovava a corto di diamanti per uso industriale; il Ministero per la Geologia avviò quindi una serie di spedizioni alla ricerca di giacimenti sul territorio nazionale. Le prime fonti vennero trovati negli Urali, ma erano insufficienti per le necessità commerciali. Sotto la spinta di Aleksandr Burov dell'Istituto Minerario di Leningrado, si indagò invece in Siberia, nei bacini del Viljuj e della Tunguska Inferiore. Dopo che Larisa Popugaeva ebbe scoperto il primo filone di kimberlite a Zarnica (distretto di Mirninskij) nel 1953, molte altre squadre di ricerca vennero mandate nella Repubblica Jacuta. Nella primavera del 1955 i geologi della "spedizione Amakinskaja" Ekaterina Elagina, Jurij Chabardin e Vladimir Avdeenko trovarono il giacimento, uno dei più grandi di tutta l'Unione Sovietica: il messaggio in codice che inviarono ai loro superiori recitava "Abbiamo fumato la pipa della pace; il tabacco è eccellente"; la miniera, che sorge su un campo di kimberlite denominato Malaja Botuobija, venne poi chiamata "Mir" ("pace" in russo). Dei tre, solo Chabardin, che ufficialmente era il capo-spedizione, ricevette il Premio Lenin; anni dopo Elagina venne insignita dell'Ordine d'onore, mentre il ruolo di Avdeenko, che era stato il primo a trovare un diamante, venne completamente trascurato.

Lo scavo cominciò l'anno stesso, anche se il rigidissimo clima siberiano rese le operazioni complicate. Gli strumenti in acciaio e gli pneumatici diventavano fragili dopo sette mesi di inverno, e il permafrost, in quel punto profondo fino a circa 480 metri, veniva fatto saltare con la dinamite (dopo che il tentativo di scioglierlo scaldandolo con gli esoreattori era fallito); d'estate lo scioglimento del ghiaccio trasformava il terreno in fango. Il terreno del posto non era in grado di sostenere il peso di una fabbrica, così il sito per processare il materiale estratto dalla miniera venne costruito a oltre 30 km di distanza (più avanti, per gestire il flusso anche dalla altre miniere che vennero scoperte, fu fondata la città di Ajchal, sorretta da pali d'acciaio di tre metri piantata nel permafrost).

La miniera nel 2022

Operativa dal 1957-58, nel periodo di maggiore attività venivano estratti dalla miniera oltre 10 000 000 di carati di diamanti l'anno, di cui una buona percentuale tagliabili in gemme; dal 1962 l'Unione Sovietica cominciò a vendere sostanzialmente tutti i diamanti non tagliati così estratti alla De Beers, inondando il mercato del quintuplo del prodotto che tutte le miniere sudafricane riuscivano a fornire. Gli strati inferiori della miniera erano più poveri di diamanti, con circa 1,5-2 carati per tonnellata sul fondo, per una resa annua di due milioni di carati. Nelle immediate vicinanze della miniera nacque la cittadina di Mirnyj, poi divenuta la "capitale del diamante della Russia", dove hanno sede sia Alrosa (la più grande compagnia mineraria diamantifera al mondo), sia l'istituto per lo studio dei diamanti Jakutniproalmaz.

L'attività estrattiva in superficie è cessata nel 2000-01 per esaurimento dei minerali, dopo aver estratto diamanti per un valore di 17 miliardi di dollari; il cratere contiene ora 300 000 m³ d'acqua. Dal 2002, per un costo di 22 miliardi di rubli (circa 270 000 000 dollari), sono partiti i lavori per avviare l'estrazione sotterranea con lo scavo di un tunnel orizzontale di 10 km, alla profondità di 310 metri: l'attività è quindi ricominciata nel 2009 e si prevede che la miniera sotterranea possa fornire diamanti per circa cinquant'anni. Nel 2017 il tunnel si è allagato intrappolando circa 150 minatori; la maggior parte di essi è stata tratta in salvo, mentre otto sono rimasti dispersi. Dopo l'incidente la miniera è rimasta chiusa per diversi anni. Poco dopo la riapertura, nel 2025 Alrosa ha dichiarato di aver estratto dalla miniera di Mirnyj il diamante più grande mai trovato in Russia, un pezzo da 468 carati battezzato "80 anni dalla vittoria nella grande guerra patriottica".

Note

  1. 1 2 3 (EN) Mir Diamond Mine, su Atlas Obscura. URL consultato il 14 marzo 2026.
  2. 1 2 (EN) Anastasija Litvinova, Intrigues of diamond discoverers, or who was the first to find the “Mir”, su Форпост Северо-Запад, 18 febbraio 2021. URL consultato il 14 marzo 2026.
  3. 1 2 3 4 5 (EN) 17 The Russians are coming, su E. J. Epstein. URL consultato il 14 marzo 2026 (archiviato dall'url originale il 31 maggio 2009).
  4. 1 2 3 4 (EN) Minry Diamond Mine, su Miming Technology, 28 settembre 2009. URL consultato il 14 marzo 2026.
  5. 1 2 (EN) Russia: Eight missing in flooded diamond mine, su BBC, 5 agosto 2017. URL consultato il 14 marzo 2026.
  6. ↑ (EN) Alrosa Discovers Russia's 'Largest-Ever' Diamond as Mir Mine Reopens, su The Moscow Times, 8 maggio 2025. URL consultato il 14 marzo 2026.

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