| Mohammad Ali Foroughi | |
|---|---|
| Primo ministro dell'Iran | |
| Durata mandato | 1 novembre 1925 – 13 giugno 1926 |
| Monarca | Reza Shah Pahlavi |
| Predecessore | Reza Shah Pahlavi |
| Successore | Hassan Mostowfi |
| Durata mandato | 18 settembre 1933 – 3 dicembre 1935 |
| Monarca | Reza Shah Pahlavi |
| Predecessore | Mehdi Qoli Hedayat |
| Successore | Mahmoud Djam |
| Durata mandato | 27 agosto 1941 – 9 marzo 1942 |
| Monarca | Reza Shah Pahlavi Mohammad Reza Pahlavi |
| Predecessore | Ali Mansur |
| Successore | Ali Soheili |
| Ministro delle finanze | |
| Durata mandato | 24 maggio 1913 – 3 giugno 1913 |
| Capo del governo | Najaf-Qoli Khan Bakhtiari |
| Durata mandato | 14 marzo 1915 – 1 maggio 1915 |
| Capo del governo | Hassan Pirnia |
| Durata mandato | 15 giugno 1923 – 26 ottobre 1923 |
| Capo del governo | Hassan Pirnia |
| Predecessore | Ali-Reza Gharagozlou |
| Successore | Mahmoud Djam |
| Durata mandato | 1 settembre 1924 – 1 novembre 1925 |
| Capo del governo | Reza Shah |
| Predecessore | Mahmoud Djam |
| Successore | Mahmoud Djam |
| Ministro degli Affari esteri | |
| Durata mandato | 14 febbraio 1923 – 15 giugno 1923 |
| Capo del governo | Reza Shah |
| Predecessore | Mohammad Mossadegh |
| Successore | Hassan Moshar |
| Durata mandato | 28 ottobre 1923 – 1 settembre 1924 |
| Capo del governo | Hassan Mostowfi |
| Successore | Mohammad Mossadegh |
| Ministro della Giustizia | |
| Durata mandato | 3 giugno 1913 – 6 dicembre 1914 |
| Capo del governo | Saad al-Dowleh Hassan Mostowfi |
| Predecessore | Mohammad Mossadegh |
| Successore | Hassan Moshar |
| Presidente della camera | |
| Durata mandato | 6 luglio 1912 – 10 luglio 1912 |
| Predecessore | Mirza Esmaiel Khan |
| Successore | Hossein Pirnia |
| Dati generali | |
| Partito politico | Revival Party |
| Firma | |
Mohammad Ali Foroughi (in persiano محمدعلی فروغی), noto anche come Zoka-ol-Molk (in persiano ذُکاءُالمُلک; Teheran, agosto 1877 – Teheran, 26 novembre 1942) è stato un politico e scrittore iraniano, che durante l'epoca Pahlavi ricoprì per tre mandati la carica di primo ministro dell'Iran.
Nel 1907 divenne direttore della Facoltà di Scienze Politiche dell'Iran e nel 1909 intraprese la carriera politica, diventando rappresentante di Teheran al Majles; nell'era Qajar fu più volte portavoce e ministro in diversi governi e una volta presidente della Corte Suprema di Cassazione. Foroughi fu inoltre un attivo protagonista e militante del movimento costituzionalista iraniano. Dopo la Prima guerra mondiale, fu membro della delegazione iraniana alla Conferenza di pace di Parigi e rappresentante presso la Società delle Nazioni. Foroughi ebbe un ruolo importante nell’ascesa al potere di Mohammad Reza Pahlavi, dopo che Reza Shah fu costretto ad abdicare e ad andare in esilio dai britannici e dai sovietici il 16 settembre 1941, durante la Seconda guerra mondiale. L’anno successivo, dopo le dimissioni, Mohammad Ali Foroughi fu nominato ambasciatore dell’Iran negli Stati Uniti.
Foroughi ebbe un ruolo fondamentale nella fondazione dell'Università di Teheran ed è considerato il fondatore e primo presidente dell'Accademia della lingua persiana. Partecipò anche alla creazione della Società per la Conservazione dei Monumenti Nazionali, impegnandosi nella salvaguardia del patrimonio storico dell'Iran. Curò e pubblicò diverse opere letterarie di grande rilievo, tra cui la più famosa è l'edizione completa delle opere di Saʿdi. Scrisse inoltre il primo libro in lingua persiana sulla filosofia occidentale, oltre a numerosi testi storiografici, in particolare sulla storia dell'Iran antico, nonché di economia e diritto.

Foroughi nacque i primi giorni di agosto del 1877 a Teheran in una famiglia di mercanti provenienti da Esfahan. Il suo antenato, Mirza Abutorab, fu il rappresentante di Esfahan nella pianura di Mughan durante l’incoronazione di Nadir Shah. Suo nonno, Mohammad Mehdi Arbab Isfahani, fu tra i mercanti più influenti di Esfahan ed era esperto di storia e geografia. Suo padre, Mohammad Hosein Foroughi, fu traduttore (Dar al-Tarjomeh) dello Scià Naser al-Din Shah Qajar per l'arabo e il francese, per poi diventare capo delle agenzie di traduzione, e fu anche poeta e pubblicò un giornale chiamato Tarbiat; lo Scià lo soprannominò “Foroughi” dopo aver ascoltato una poesia da lui scritta.
Durante i suoi primi anni di vita, Mohammad Ali studiò presso il Dar-ol Fonoun di Teheran. Mohammad Hosein seguì personalmente l’educazione del figlio, che apprese in giovane età non solo la madrelingua persiana, ma anche l'arabo, il francese e l'inglese. All'età di 17 anni, Mohammad Ali, come già suo padre, iniziò a lavorare nell’ufficio di traduzione. Nel 1899 Mohammad Ali Foroughi iniziò a insegnare a Teheran presso la neonata Facoltà di Scienze Politiche di Teheran (Madreseh-ye Olum Siyasi), la cui direzione era stata affidata al padre. Poiché non esistevano manuali di storia e di scienze politiche in persiano, Foroughi scrisse diversi testi, tra cui La storia dei popoli dell'Asia, La storia dell'Iran e Storia di Roma. Oltre alle lezioni di storia, Foroughi teneva anche corsi di economia e di diritto. In preparazione ai corsi di economia, tradusse La ricchezza delle nazioni di Adam Smith. Nel 1907 Mohammad Hosein morì e Mohammad Ali ereditò il titolo paterno di "Zoka-ol-Molk" ("l’intelligenza del Regno"). Nello stesso anno divenne preside della Facoltà di Scienze Politiche di Teheran.
Nel 1909 entrò in politica come membro del parlamento di nuova formazione, il Majlis, rappresentando Teheran. In quel periodo aderì anche a società semi-segrete o segrete come la Jāme'-e ādamīyat ("Società dell'Umanità") e la loggia massonica Bīdārī-e Īrān ("Risveglio della Persia"). Successivamente divenne Presidente della Camera, mentre nel 1911 Foroughi divenne ministro delle Finanze, e successivamente ministro della Giustizia. Dopo la fine della Prima guerra mondiale, fece parte della delegazione iraniana inviata da Ahmad Shah Qajar alla Conferenza di pace del 1919 a Versailles. Tuttavia, a seguito dell’intervento del governo britannico, la delegazione non fu ammessa ai lavori della conferenza e dovette rientrare in patria senza alcun intervento significativo.
Nel 1923 Foroughi tornò a ricoprire incarichi ministeriali nei governi successivi al colpo di Stato di Zia ol Din Tabatabaee e di Reza Khan, futuro Reza Shah. Quando Reza Khan divenne Primo ministro, Foroughi assunse il ruolo di ministro degli Esteri. Egli sostenne i tentativi di Reza Khan di abolire la monarchia in Iran e di sostituirla con una repubblica. Dopo che il clero decise di opporsi a questo tentativo, temendo l'erosione del proprio potere e la secolarizzazione della società, Reza Khan, con l'aiuto di Foroughi, elaborò un piano per destituire Ahmad Shah Qajar e divenire il nuovo Shah. Foroughi fu presidente di una commissione costituzionale parlamentare che emendò la Costituzione del 1906, consentendo così la fondazione della dinastia dei Pahlavi. Il 12 dicembre 1925 il Parlamento conferì ufficialmente la corona a Reza Shah. Durante la cerimonia di incoronazione, nell'aprile del 1926, Foroughi pronunciò un discorso elogiativo sulla nuova dinastia e sul futuro della Persia.

Foroughi divenne primo ministro dell'Iran nel novembre 1925, dimettendosi nel giugno 1926. Le riforme in corso e urgenti, promosse da Abdolhossein Teymourtash e Ali-Akbar Davar, passarono al nuovo Primo ministro Hassan Mostofi. Foroughi fu quindi inviato come ambasciatore in Turchia. Tornato in Iran, nel 1930 assunse per breve tempo il nuovo incarico di ministro dell'Economia, ma fu poi coinvolto in una crisi petrolifera con l'Inghilterra e viaggiò a Ginevra in qualità di rappresentante degli interessi persiani presso la Società delle Nazioni, per cercare di far pendere l'equilibrio a favore del proprio Paese.
Nell'agosto 1933 Foroughi divenne nuovamente Primo ministro e mantenne la carica fino al 3 dicembre 1935. Reza Shah gli chiese le dimissioni dopo che Foroughi aveva tentato di intervenire in favore del suo genero Mohammad Vali Asadi, tesoriere della moschea Goharshad a Mashhad. Asadi era stato arrestato come uno dei principali responsabili delle violente manifestazioni del luglio 1935 contro le riforme sull'abbigliamento, in particolare contro l'abolizione del velo. Asadi fu condannato a morte da un tribunale militare e fu giustiziato il 21 dicembre 1935.
Dopo le dimissioni del 1935, Foroughi si dedicò agli studi e alla ricerca filosofica e pubblicò una nuova Storia della filosofia europea in tre volumi, tradusse in persiano opere di Cartesio e di Socrate e lavorò a un dizionario persiano dei termini filosofici. Quando era stato Primo ministro, nel 1935, era stata fondata l'Accademia della lingua e della letteratura persiana (Farhangestan). Si dedicò inoltre a scrivere commentari ed edizioni approfondite delle opere di Firdusi, Saʿdi, Hafez e Rumi.

Le attività erudite di Foroughi furono bruscamente interrotte dall'invasione anglo-sovietica dell'Iran nel 1941. Reza Shah lo contattò e gli chiese se volesse assumere nuovamente la carica di capo del governo; nonostante la cattiva salute, Foroughi accettò. Ventuno giorni dopo la sua nomina a Primo ministro, Reza Shah fu costretto, a causa delle pressioni britanniche, a lasciare il Paese e ad abdicare in favore del figlio Mohammad Reza Pahlavi. Fu Foroughi a redigere la lettera di abdicazione, firmata da Reza Shah la mattina del 16 settembre 1941. Reza Shah poi lasciò la capitale per recarsi a Esfahan, mentre Foroughi fece mettere in sicurezza il quartiere di Baharestan, sede del Majlis, dal generale Ahmad Amir-Ahmadi. Ali Soheili, ministro degli Esteri, informò Foroughi che i ministri plenipotenziari britannico e sovietico avevano fatto sapere che non avrebbero riconosciuto Mohammad Reza Pahlavi come nuovo scià d'Iran. Bisognava quindi procedere al giuramento del principe ereditario prima che le truppe alleate occupassero la capitale. Alle 14, lo scià e Foroughi arrivarono in Parlamento; alle 15:10 il principe ereditario prestò giuramento e divenne imperatore. Alle 16, appena Foroughi e Mohammad Reza Shah lasciarono il Parlamento, le truppe alleate entrarono a Teheran; questi non avrebbero rischiato di deporre il nuovo scià, col pericolo di alienarsi la popolazione. Foroughi salvò probabilmente l'integrità territoriale del Paese e la dinastia regnante.
Foroughi rimase Primo ministro sotto Mohammad Reza Shah e negoziò con gli ambasciatori britannico e sovietico l’accordo tripartito, approvato dal Parlamento iraniano il 29 gennaio 1942, che confermava l’integrità territoriale dell'Iran e stabiliva il ritiro delle truppe sovietiche e britanniche sei mesi dopo la fine della guerra. L’accordo ebbe, dopo il 1945, un ruolo decisivo nell'assistenza finanziaria degli Stati Uniti, nell'invasione del nord dell'Iran da parte delle truppe sovietiche e nella risoluzione della crisi sostenuta dal governo sovietico in Azerbaigian. L'8 gennaio 1942 si verificò a Teheran un attentato per assassinare il Primo ministro Foroughi. L’attentatore, Mohammad Ali Roshan, sparò diversi colpi contro Foroughi, che però sopravvisse. Nel marzo 1942, a causa della sua cattiva salute, Foroughi rassegnò le dimissioni dalla carica di Primo ministro e divenne ministro della Corte. Mohammad Reza Shah gli offrì quindi il posto di ambasciatore iraniano negli Stati Uniti. Tuttavia, prima che potesse assumere le sue funzioni, Foroughi morì di insufficienza cardiaca il 26 novembre 1942.
Foroughi pubblicò numerosi libri, tra cui:
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 118421600 · ISNI (EN) 0000 0001 1007 6226 · SBN VEAV550705 · LCCN (EN) n86854368 · GND (DE) 119246996 · J9U (EN, HE) 987007391697705171 |
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