Lo stile galante è l'equivalente del rococò nella storia della musica, affermatosi tra il 1720 e il 1770 e situato tra barocco e classicismo, che realizza un ritorno alla semplicità dopo la complessità del barocco. Questo significa pura musica senza abbellimenti, diminuzione di importanza del contrappunto e della polifonia e ritorno alla supremazia della melodia, preannunciando l'avvento del classicismo.

L'uso della omofonia è iniziato circa due secoli prima quando i compositori inserirono linee melodiche omofoniche nelle messe e nei mottetti per sottolineare l'importanza del testo.
Esso procede nella musica vocale del XVI secolo con la frottola e la villanella in Italia, che condurranno alla monodia e all'opera, l'air de cour e l'air à boire in Francia e le canzoni accompagnate dal liuto in Inghilterra.
L'omofonia divenne popolare anche nella musica strumentale o, per meglio dire, vennero fatte trascrizioni di canzoni per complessi strumentali.
Compositori che scrissero musica in stile galante si possono trovare in tutta Europa. Fra questi si possono ricordare Jean-Philippe Rameau, François Couperin, Jean-Jacques Rousseau, Johann Schobert ed Egidio Romualdo Duni in Francia; Giovanni Battista Sammartini e Giovanni Battista Martini in Italia; Baldassare Galuppi e Tommaso Traetta in Russia; Niccolò Jommelli, Georg Philipp Telemann, Johann Adolf Hasse, Wilhelm Friedemann, Carl Philipp Emanuel e Johann Christoph Friedrich Bach, Franz Xaver Richter, Ignaz Holzbauer, Johann Stamitz, Johann Gottlieb e Carl Heinrich Graun, Franz e Georg Anton Benda, Johann Joachim Quantz e Federico II di Prussia in Germania; Georg Christoph Wagenseil, Matthias Georg Monn, Leopold Mozart e i giovani Haydn e Mozart in Austria; Thomas Arne, William Boyce, John Stanley, Johann Christian Bach e Carl Friedrich Abel in Inghilterra.