La fonetica dell'occitano settentrionale si distingue particolarmente da quella degli altri dialetti occitani per la palatalizzazione in cha e ja di ca e ga latine. Globalmente, l'insieme dell'occitano settentrionale mescola tratti conservatori e innovazioni in modo specifico nella morfologia.
↑(FR) Jean-Marie Klinkenberg, Des langues romanes. Introduction aux études de linguistique romane, De Boeck, 2ª edizione, 1999,
↑La lingua si divide in tre grandi aree dialettali: l'occitano settentrionale (limosino, alverniate, vivaro-alpino), l'occitano meridionale, che il più vicino alla lingua medievale (linguadociano e provenzale in senso stretto) e il guascone (a ovest della Garonna). in Encyclopédie Larousse
↑La zona continentale dell'Occitania settentrionale, chiamata occitano settentrionale (limosino, alverniate, provenzale alpino), si distingue particolarmente per le evoluzioni fonetiche spinte (palatalizzazione di ca e ga latine, per esempio: gallus > jal per il francese coq, "gallo"). ( EncartaArchiviato il 3 ottobre 2009 in Internet Archive.)
Bibliografia
(FR) Pierre Bonnaud, Le Nord-Occitan in «Notre langue maternelle. Huit études sur la langue occitane», Per Noste, Orthez, 1967, rééd. 1999 ISBN F008238146
(FR) Pierre Bonnaud, Pour aider à lire et écrire le nord occitan, Toulouse, Institut d'Estudis Occitans, 1969