Armonia evangelica di Dura-Europos

Armonia evangelica di Dura-Europos
Datazione170-200
ManoscrittiOnciale 0212
Temaarmonia evangelica
Il frammento nel facsimile dell'edizione di Kraeling (1935)

L'Armonia evangelica di Dura-Europos è un'opera della letteratura cristiana antica, un'armonizzazione dei quattro vangeli composta in greco, probabilmente negli ultimi decenni del II secolo, e nota soltanto attraverso un frammento di pergamena ritrovato nel 1933 a Dura-Europos, in Siria. Il frammento, noto come Dura Parchment 24 e catalogato come onciale 0212 nella numerazione di Gregory-Aland dei manoscritti del Nuovo Testamento, è stato a lungo considerato l'unico testimone greco del Diatessaron di Taziano il Siro; dal 1999 questa identificazione è oggetto di discussione.

Il manoscritto

Il frammento misura 10,5 × 9,5 cm e conserva il testo su una sola colonna di almeno 15 righe, di 30-35 lettere ciascuna. È datato su base paleografica al III secolo, senza escludere una datazione più alta. È scritto soltanto sul recto, mentre il verso è bianco: secondo Parker, Taylor e Goodacre ciò indica che il frammento proviene da un rotolo e non da un codice, come suggeriscono anche i fori nella pergamena, e ne fa uno dei pochi testi cristiani antichi conservati in questa forma. I nomina sacra sono abbreviati.

La scrittura presenta alcune forme insolite: l'alfa compare in tre forme diverse, capitale, onciale e minuscola; tau ed eta assumono forme particolari nell'articolo της; il mi ha un'insellatura profonda. In alcuni punti compaiono inoltre segni simili a un piccolo ypsilon, privi di rapporto con il testo, la cui funzione resta oscura.

Il frammento è conservato alla Beinecke Rare Book and Manuscript Library dell'Università Yale, a New Haven.

Il testo

Il frammento combina passi di Matteo 27,56-57, Marco 15,40.42, Luca 23,49-51.54 e Giovanni 19,38, relativi alle donne presenti alla crocifissione e a Giuseppe d'Arimatea. Presenta due lezioni singolari: in Luca 23,49 le donne sono «le mogli di coloro che lo avevano seguito», e il nome di Arimatea, altrove Ἀριμαθαία, compare nella forma Ἐρινμαθαία, che è stata spiegata come derivata dal siriaco, con un errore di itacismo.

Secondo Kraeling, il testo concorda in alcune lezioni con il Codice Vaticano e con la versione copta bohairica, in altre con il Codice di Beza e con la versione siriaca sinaitica. Con quest'ultima, con altri manoscritti siriaci, con il codice latino di Verona, con la Vulgata e con il Diatessaron arabo condivide, contro tutta la tradizione greca, la definizione di Arimatea come «città della Giudea», invece di «città dei Giudei». Kurt Aland ha assegnato il frammento alla categoria III.

Ricostruzione del testo
TestoTraduzionePassi
...[la madre dei figliMt 27,56
[Ζεβεδ]αι̣ο̣υ και Σαλωμη κ[α]ι α̣ι γ̣υ̣να̣ικες[di Zebed]eo e Salome e le mogliMt 27,56; Mc 15,40; Lc 23,49
[των συ]ν̣ακολουθησαντων α̣[υτ]ω υ απο της[di coloro che] lo avevano seguito dalla
[Γαλιλαι]α̣ς ορωσαι τον στ[αυρωθεντ]α. υυυ ην δε[Galile]a, a vedere il crocifisso. EraLc 23,54
[η ημερ]α Παρασκευη. υ Σαββατον επεφω-[il giorn]o della Parasceve, e iniziava
[σκεν. ο]ψ̣ιας δε γενομενης επι τ̣[η Π]α̣ρ̣[α]σ-[il sabato]. Venuta la sera, nella Paras-Mt 27,57; Mc 15,42
[κευη], υ ο εστιν Προσαββατον, πρ̣ο̣σ-[ceve], cioè la vigilia del sabato, si
[ηλθεν] ανθρωπος βουλευτη[ς υ]π̣α̣ρ-[avvicinò] un uomo, membro del consiglio,Mt 27,57; Lc 23,50
[χων α]π̣ο Ερινμαθαια[ς] π[ο]λ̣ε̣ω̣ς τηςdi Erinmatea, città dellaLc 23,51
[Ιουδαι]ας, ονομα Ιω[σηφ], α[γ]αθος̣ δι-[Giude]a, di nome Giu[seppe], buono e giu-Mt 27,57; Lc 23,50
[καιος], ων μαθητης τ[ο]υ̣ Ιη(σου), κ̣ε- υυυυ[sto], discepolo di Gesù, maGv 19,38
[κρυμ]μενος δε δια τ̣ο̣ν̣ φ̣ο̣βον των[nasco]sto per timore dei
[Ιουδαιω]ν, και αυτος προσεδεχτο[Giude]i. Anch'egli attendevaLc 23,51
[την] υ β̣[ασιλειαν] του Θ(εο)υ. ο̣υτος ουκil r[egno] di Dio. Costui non
[ην συνκατατ]ιθεμ̣εν̣[ο]ς τη β̣[ουλη][aveva aderito] alla deci[sione]...

Scoperta e studi

I resti della domus ecclesiae di Dura-Europos, nei cui pressi fu ritrovato il frammento

Il frammento fu ritrovato nel 1933 durante gli scavi di Dura-Europos, città sull'Eufrate distrutta intorno al 256 dai Sasanidi di Sapore I: la data costituisce un termine ante quem per la copia. Fu rinvenuto nei pressi della domus ecclesiae, l'edificio usato come luogo di culto dalla comunità cristiana della città. Fu Susan Hopkins a riconoscervi per prima un testo evangelico. Carl H. Kraeling lo pubblicò nel 1935, con un'ampia discussione, identificandolo come una copia del Diatessaron; nel 1959 C. Bradford Welles ne diede una nuova edizione con alcune correzioni.

Rapporto con il Diatessaron

Prima della scoperta, il Diatessaron era noto soltanto attraverso traduzioni e testimonianze indirette. Secondo Bruce Metzger, il frammento dimostrerebbe che Taziano compose la sua armonia con maggiore cura di quanto si ritenesse, lavorando probabilmente su quattro manoscritti distinti, uno per ciascun vangelo; e poiché il Diatessaron risale al 170 circa, la copia non sarebbe posteriore di più di ottant'anni all'originale.

L'identificazione con il Diatessaron rimase prevalente fino al 1999, quando David C. Parker, David G. K. Taylor e Mark Goodacre sostennero che il frammento testimonia un'armonia evangelica diversa e indipendente, più aderente al testo dei vangeli. Nel 2003 Jan Joosten ne ha criticato il metodo, osservando che, applicato agli altri testimoni del Diatessaron, ne escluderebbe molti per le differenze che li separano, e ha concluso che il frammento non prova l'esistenza di un'armonia diversa.

Il frammento non risolve nemmeno la questione della lingua originale del Diatessaron, greca o siriaca. Francis Crawford Burkitt osservò che in Luca 23,51 il testo legge «regno di Dio», come la tradizione greca, e non «regno dei cieli», come le antiche versioni siriache; Anton Baumstark vi individuò invece alcuni siriacismi, fra cui la forma Ἐρινμαθαία.

Note

  1. 1 2 3 4 5 Aland, pp. 104, 125.
  2. ↑ Parker, Taylor, Goodacre, pp. 192 ss.
  3. ↑ Metzger 1981, p. 67.
  4. 1 2 3 Metzger 1981, p. 66.
  5. 1 2 Metzger 1977, p. 32.
  6. ↑ Kraeling 1935, pp. 36-37.
  7. ↑ Petersen 1994, p. 201.
  8. ↑ Welles 1959, pp. 23-24.
  9. ↑ Comfort 2005, p. 105.
  10. ↑ Plooij 1935, p. 471.
  11. ↑ Kraeling 1935.
  12. ↑ Welles 1959, pp. 23-24.
  13. ↑ Metzger 1977, pp. 11-12.
  14. ↑ Parker, Taylor, Goodacre, pp. 192-228.
  15. ↑ Joosten 2003.
  16. ↑ Burkitt 1935.

Bibliografia

Voci correlate

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