Péter Szondi (Budapest, 27 maggio 1929 – Berlino, 9 novembre 1971) è stato un critico letterario e filologo ungherese naturalizzato tedesco di origine ebraica, superstite dell'Olocausto.

Suo padre era lo psicoanalista ebreo-ungherese Léopold Szondi. Fu con tutta la sua famiglia internato nel campo di concentramento di Bergen-Belsen, per poi venire salvato dal treno di Kastner; si stabilì quindi in Svizzera.
Si addottorò a Zurigo nel 1956 con una tesi dal titolo "Teoria del dramma moderno", pubblicata poi in volume. Insegnò all'università di Gottinga e di Heidelberg e infine alla Freie Universität di Berlino, dove diresse l'Istituto di Letteratura Comparata. Fu autore di studi d'avanguardia nel campo della teoria teatrale e dell'ermeneutica letteraria, su Hölderlin, Rilke e Paul Celan.
A soli 42 anni si suicidò per annegamento a Berlino, lasciando incompiuto il suo libro sull'amico Paul Celan, che si era tolto la vita l'anno precedente. Szondi trovò la sua ultima dimora nel cimitero Fluntern di Zurigo. Nella tomba sono sepolti anche suo padre Leopold e sua madre Ilona “Lili” Livia, nata Radványi (1902-1986), nonché sua sorella Vera (1928-1978), che era medico.
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