| Polizzello | |
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| Civiltà | Sicani, Greco-Sicelioti |
| Epoca | età del bronzo |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Comune | |
| Dimensioni | |
| Altezza | 877 |
| Scavi | |
| Data scoperta | fine 1800 |
| Date scavi | 2000 - 2006 |
| Archeologo | Dario Palermo |
| Mappa di localizzazione | |
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Il sito archeologico di Polizzello è un sito archeologico nel comune di Mussomeli, nel Libero consorzio comunale di Caltanissetta, abitato ininterrottamente dall'età del bronzo sino all'inizio dell'età storica.
Il nome pare derivi dal nome del dinomenide Polizelo. Secondo un'altra tesi il nome deriverebbe dal greco πολις Ειθηλος (Polizzello), anche se ad oggi non vi sono testimonianze archeologiche certe che possono indicare un insediamento di tipo greco.
Il sito è posto su una collina a 877 m sul livello del mare; geograficamente si presta ad un insediamento umano per la facilità con cui è difendibile e per la presenza di fonti di acqua. Esso è costituito da due pianori di cui il superiore più piccolo è sede dell'acropoli nonché luogo del primo insediamento protostorico e arcaico, inoltre; il sito ha un orientamento est-ovest con un unico accesso da est.
Storicamente il sito ha avuto tre momenti rilevanti:
Del V secolo a.C. sono i resti della Casa del Temenos, questo è un edificio residenziale a più ambienti.
Il santuario, un importante santuario arcaico dell’entroterra siciliano, occupa la grande area dell’acropoli e ne caratterizza la funzione, organizzandosi in più edifici, sia circolari sia rettangolari, distribuiti nello spazio sommitale. La sua definizione monumentale matura tra la seconda metà dell’VIII e gli inizi del VII secolo a.C., ma si inserisce in una frequentazione più antica dell’acropoli. Tra le strutture principali spiccano i sacelli circolari, in particolare l’edificio E, nucleo originario del complesso, inserito entro un’area sacra delimitata da un recinto.
Il santuario mostra un carattere composito: conserva elementi della tradizione indigena siciliana, ma rivela anche contatti con il mondo greco, un centro religioso nato in ambiente locale, ma inserito in una rete più ampia di scambi culturali.
Le pratiche cultuali sembrano legate a sacrifici, offerte votive e momenti di consumo rituale collettivo. In alcuni spazi prevalgono aspetti connessi alla fertilità e alla sfera femminile, in altri compaiono invece simboli di carattere maschile e guerriero, segno di una vita religiosa articolata e non unitaria. I reperti rinvenuti, numerosi e di pregio, confermano il prestigio del luogo e la sua importanza anche per comunità diverse da quella locale. .
Uno studio di archeogenetica del 2022, ha analizzato i resti ossei di 19 individui rinvenuti nella necropoli, risalenti ad un periodo compreso tra il IX e VIII secolo a.C. I risultati mostra che questi formano un cluster genetico omogeneo, che in larga misura è in continuità con le componenti genetiche già presenti in loco nel Bronzo Medio/Tardo siciliano, con un leggero aumento di ascendenza legata alle popolazioni dell’altopiano iranico. Il profilo genetico che ne risulta, è quello tipico delle popolazioni europee dell'epoca, che nello specifico risulta composto per il 76,4% da agricoltori neolitici anatolici nordoccidentali, per il 6,4% da acciatori-raccoglitori occidentali, per il 6,3% da popolazioni neolitiche dell’area iranica e per il 10,9% da popolazioni delle steppe associate alla cultura di Jamna.