Serie A

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Serie A
Logo Serie A TIM 2019.png
Altri nomiSerie A TIM
SportFootball pictogram.svg Calcio
TipoClub
FederazioneFIGC
PaeseItalia Italia
OrganizzatoreLega Serie A
TitoloCampione d'Italia
Cadenzaannuale
Aperturaagosto
Chiusuramaggio
Partecipanti20 squadre
FormulaGirone unico A/R
Retrocessione inSerie B
Sito Internetlegaseriea.it
Storia
Fondazione1898
Numero edizioni119
DetentoreJuventus
Record vittorieJuventus (36)
Ultima edizioneSerie A 2019-2020
Edizione in corsoSerie A 2020-2021
Scudetto.svg
Scudetto tricolore

La Serie A, ufficialmente chiamata Serie A TIM per ragioni di sponsorizzazione, è il più alto livello professionistico del campionato italiano di calcio. Viene gestito dalla Lega Nazionale Professionisti Serie A.

Posta sotto l'egida della FIGC, la prima edizione del torneo risale al 1898; l'attuale formula (a girone unico) nacque poi nel 1929. La squadra più titolata è la Juventus, vincitrice del campionato per 36 volte; l'Inter è invece la formazione più presente nel girone unico, avendone disputata ogni stagione.

La posizione della Serie A nel ranking UEFA determina il numero delle squadre italiane qualificate per le coppe europee. Al termine della stagione 2019-2020 il campionato italiano occupa il 4º posto nel ranking UEFA, dietro la Primera División spagnola, la Premier League inglese e la Bundesliga tedesca. Nel 2020 si è posizionato al 1º posto della classifica mondiale dei campionati stilata annualmente dall'IFFHS.

Formula e regolamento

La stagione 1929-30 rappresentò il principale spartiacque nella storia del torneo: fu infatti adottata in maniera pressoché stabile la formula del girone unico, con incontri di andata e ritorno, un ulteriore passo in avanti rispetto ai precedenti tre campionati che, pur essendo — in virtù della carta di Viareggio — di fatto professionistici e su base nazionale, erano strutturati su due gironi.

Tale regolamento non ha, da allora, subìto alcuna mutazione se non per quanto riguarda il numero di squadre: svoltosi principalmente con 16 o 18 squadre, dal 2004-05 (in conseguenza del caso Catania) il campionato accoglie un lotto di partecipanti esteso a 20 formazioni. Il sistema di assegnazione del punteggio prevede 3 punti per la vittoria (a partire dal 1994-95, mentre in precedenza erano 2), un punto a testa in caso di pareggio e nessun punto per la sconfitta. In caso di parità, per la formulazione della classifica finale vengono considerati i seguenti criteri: classifica avulsa (risultati delle gare tra le formazioni interessate), differenza reti degli scontri diretti, differenza reti complessiva, maggior numero di gol segnati, sorteggio. In precedenza, fino al 2005, era consuetudine disputare uno spareggio per determinare la vincitrice dello scudetto (eventualità verificatasi solo nel 1963-1964), l'ammissione alle coppe europee e le retrocessioni.

Al termine delle 38 giornate, la squadra prima classificata guadagna il titolo di Campione d'Italia, vincendo lo scudetto, ed è ammessa di diritto alla UEFA Champions League. Anche le formazioni giunte dal secondo al quarto posto sono qualificate per la fase a gironi della competizione. La quinta classificata e la vincitrice della Coppa Italia si qualificano per la fase a gironi della UEFA Europa League. La sesta posizione dà invece accesso al play-off della UEFA Europa Conference League. Retrocedono in Serie B le ultime tre squadre della classifica, sostituite da altrettante formazioni promosse dal campionato cadetto.

Trofeo e simboli

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Coppa Campioni d'Italia, Scudetto (sport) e Stella (calcio).
Il calciatore Giacinto Facchetti, nella stagione 1966-1967, mostra sulla maglia lo scudetto e la stella.

Per tutta la stagione successiva alla vittoria del Campionato, la squadra campione d'Italia può sfoggiare sulla propria divisa lo scudetto (simboleggiante l'affermazione nel precedente torneo). Il suddetto distintivo richiama i colori della bandiera nazionale e ha la forma di uno scudo: la sua introduzione è avvenuta nel 1924-25, quando venne indossato dal Genoa. Dalla stagione 1960-61 il club vincitore viene inoltre premiato con la Coppa Campioni d'Italia, il trofeo ufficiale della Serie A.

Nel 1958, da un'idea di Umberto Agnelli, fu deciso di assegnare una speciale stella ai club che avessero raggiunto il traguardo dei dieci successi nella massima serie italiana. Tale simbolo è composto da una stella dorata a 5 punte, cucita sulle divise dei club e solitamente accompagnata allo stemma societario. La Juventus, dopo la conquista del suo decimo scudetto nella stagione 1957-1958, fu la prima squadra al mondo a fregiarsi sulla maglia di un distintivo commemorativo — e permanente — per una vittoria sul campo; in Italia, venne seguita nei decenni successivi prima dall'Inter e poi dal Milan. I bianconeri, fin qui unici nel calcio italiano, conquistarono poi il diritto a fregiarsi ulteriormente di una seconda e terza stella, rispettivamente, in occasione del conseguimento del ventesimo e trentesimo scudetto.

Le attuali società assegnatarie delle stelle in Serie A sono:

Storia

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia della Serie A.
Un'immagine del primo campionato italiano, svoltosi in un'unica giornata a Torino l'8 maggio 1898.

Nato nel 1898, i primi due decenni del campionato italiano, ancora caratterizzato da un'organizzazione amatoriale nonché da uno scarso interesse del pubblico, furono segnati dai frequenti successi di Genoa — prima squadra a fregiarsi del titolo di campione d'Italia — e Pro Vercelli, le quali si spartirono gran parte dei titoli. La FIGC ha organizzato sin dalla prima edizione il campionato in piena autonomia, eccezion fatta per la stagione 1921-1922: allorché le società non raggiunsero un accordo con l'appena lanciato progetto Pozzo si arrivò alla disputa di due diversi tornei, uno dei quali organizzato dalla CCI. Già dalla stagione successiva, il compromesso Colombo sanò la frattura e permise di riunificare i tornei.

Sino alla fine degli anni 1920 il titolo italiano — che dal 1925, cioè dall'introduzione della patch dello scudetto, per metonimia viene usualmente definito tale — veniva assegnato attraverso gironi plurimi su base territoriale, e successive fasi a eliminazione diretta. Dall'edizione del 1929-1930 il torneo si svolge invece secondo la formula del girone unico (già fugacemente sperimentata nella stagione 1909-1910), prendendo al contempo la denominazione di Serie A, che mantiene sino a oggi. L'entrata negli anni 1930 fu uno spartiacque nella storia del calcio tricolore, sia sul piano sportivo, sia soprattutto sociale: all'inizio di un'epoca segnata dalle affermazioni pressoché costanti delle «tre grandi» — in primis la Juventus, la squadra più titolata d'Italia, seguita nell'albo d'oro dal Milan e dall'Inter, questa l'unica sempre presente in massima serie —, si aggiunse infatti un sempre maggiore seguito da parte di tifosi e mass media, facendo definitivamente del calcio lo sport nazionale italiano, soppiantando il ciclismo.

A contrastare non episodicamente il dominio dell'asse milanese-torinese sono state, limitatamente al periodo interbellico e al secondo dopoguerra, il Bologna e l'altra torinese, il Torino. Nei decenni seguenti, oltre a rossoblù e granata, altre realtà come Fiorentina, Lazio, Roma — a suo tempo la prima squadra del Centro-Sud a rompere l'egemonia nordista in campionato, nell'edizione 1941-1942 — e Napoli hanno ciclicamente iscritto i propri nomi nell'albo d'oro della massima divisione, senza tuttavia dare continuità alle loro vittorie; ancor più rari sono stati gli exploit di club tradizionalmente lontani dal calcio di vertice, come Casale e Novese (questo ultimo, nella controversa stagione del sopracitato «scisma» tra FIGC e CCI) agli inizi del XX secolo, e Cagliari, Verona e Sampdoria nella seconda metà del Novecento.

La Juventus è il club più titolato d'Italia, con 36 scudetti dal 1905 (sopra) a oggi.

Sul piano della competitività, la scelta della Lega Nazionale Professionisti di bandire l'ingaggio di giocatori e tecnici dai campionati esteri, dopo la disfatta della nazionale al campionato del mondo 1966 in Inghilterra, portò a posteriori al periodo di maggiore appannamento della Serie A; una situazione ulteriormente aggravata, quattordici anni più tardi, dal primo, grande scandalo scommesse. Tale fase negativa si protrasse fino ai primi anni 1980, quando il massimo campionato italiano scivolò, nella stagione 1981-1982, al dodicesimo posto nel ranking europeo, dietro a tornei generalmente considerati di secondo piano come quelli di Belgio, Unione Sovietica, Germania Est e Cecoslovacchia.

Inversamente, la Serie A toccò il suo apice, in termini di lustro e visibilità, a cavallo degli anni 1980 e 1990: l'elevato tasso tecnico delle formazioni, arricchite peraltro qualitativamente dalla cosiddetta «riapertura delle frontiere» agli stranieri, e la regolarità di buoni risultati nelle coppe europee — che raggiunse il culmine nella stagione 1989-1990 con la storica conquista di tutte e tre le maggiori competizioni confederali da parte di club italiani —, portò la massima serie italiana a occupare per varie stagioni il primo posto del ranking continentale; uno status legittimato nella stagione 1997-1998, quando la Serie A arrivò a qualificare un record di ben 9 formazioni alle coppe europee.

Pur perdendo il succitato primato a partire dalla seconda metà degli anni 2000, per via di varie problematiche strutturali legate all'ambito sia tecnico sia extracampo, da allora la Serie A si mantiene tra i maggiori campionati d'Europa assieme a quelli di Germania, Inghilterra e Spagna.

Le squadre

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Classifica perpetua della Serie A dal 1929.

Sono 67 le squadre ad aver preso parte agli 89 campionati di Serie A a girone unico che sono stati disputati a partire dal 1929-1930 fino alla stagione 2020-2021 (della quale si riportano in grassetto le squadre militanti):

Albo d'oro

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Albo d'oro del campionato italiano di calcio.

Di seguito è riportato l'albo d'oro del campionato italiano di calcio. Dal 1898 a oggi il campionato è stato vinto, almeno una volta, da sedici squadre diverse, ma solo dodici di queste sono diventate "campioni d'italia" dall'introduzione del girone unico nel 1929-1930.

Primati della Serie A

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Statistiche della Serie A.

Media spettatori

Di seguito un diagramma a barre che indica le medie spettatori negli stadi dalla stagione 1962-1963 al 2018-2019.

Aspetto mediatico

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Diritti televisivi del calcio in Italia.
Giovanni Trapattoni lascia il campo ripreso dalle telecamere RAI sul finire degli anni 1970.

A partire dalla seconda metà degli anni 1990, l'organizzazione del campionato ha risentito — in maniera talvolta pesante — della concorrenza televisiva. L'influsso dei mass media ha avuto ripercussioni principalmente sul calendario della Serie A, arrivando talora a intaccarne anche gli orari di gioco. Sin dalla nascita del girone unico, era infatti tradizione che le partite si disputassero in contemporanea nel pomeriggio della domenica — con il fischio d'inizio in orario variabile, dalle 14:30 nei mesi più freddi alle 16:30 nei periodi più caldi —; una prassi consolidatasi nel secondo dopoguerra, grazie alla sopraggiunta copertura radiofonica di Tutto il calcio minuto per minuto. Il calendario del torneo era rapportato a quello delle manifestazioni continentali, programmate generalmente al mercoledì prima di venire estese dal martedì al giovedì. La quantità di formazioni partecipanti alla massima categoria, inoltre, rendeva più "snello" il programma stagionale consentendo l'avvio del campionato financo in autunno. Venivano inoltre rispettate l'incombenza di festività religiose come il Natale e la Pasqua, e la sovrapposizione con gli impegni della nazionale, in coincidenza dei quali il campionato era solito osservare una sosta nel fine settimana precedente o successivo.

Dall'inizio del III millennio, il crescente potere delle televisioni ha de facto imposto un nuovo format alla Serie A: la partenza è fissata stabilmente nel mese di agosto, mentre sono numerosi i turni infrasettimanali. Per quanto riguarda gli orari, sono divenuti una consuetudine gli anticipi al venerdì e sabato nonché i posticipi del lunedì: di conseguenza viene ridotto il numero di gare in programma la domenica pomeriggio. A causa del calendario affollato e non lineare, risulta peraltro difficile individuare date libere per il recupero di partite eventualmente sospese o rinviate.

Loghi

Dall'edizione 1998-1999 la Serie A assume la denominazione commerciale di Serie A TIM, a seguito di un contratto di sponsorizzazione con l'omonima compagnia telefonica.

Pallone ufficiale

  • 2007–2008: Nike T90 Aerow II
  • 2008–2009: Nike T90 Omni
  • 2009–2010: Nike T90 Ascente
  • 2010–2011: Nike T90 Tracer
  • 2011–2012: Nike Seitiro
  • 2012–2013: Nike Maxim
  • 2013–2014: Nike Incyte
  • 2014–2015: Nike Ordem II
  • 2015–2016: Nike Ordem III
  • 2016–2017: Nike Ordem IV
  • 2017–2018: Nike Ordem V
  • 2018–2019: Nike Merlin
  • 2019–2020: Nike Merlin II
  • 2020–2021: Nike Flight

Note

Bibliografia

  • Almanacco Illustrato del Calcio 2017, Modena, Panini Editore, 2016, ISSN 11293381 (WC · ACNP).
  • Almanacco Illustrato del Calcio: La storia (1898-2004), Modena, Panini Editore, 2005.
  • Luigi Saverio Bertazzoni (a cura di), Annuario Italiano Giuoco del Calcio, in I volumi dello sport, pubblicazione ufficiale della Federazione Italiana Giuoco Calcio, vol. II - 1929, Modena, Società Tipografica Modenese, 1930.
  • Carlo F. Chiesa, La grande storia del calcio italiano, Bologna, Guerin Sportivo, ISBN non esistente.
  • Ludovico Passerin d'Entrevès (a cura di), Il lunedì si parlava di calcio. Agnelli-Juventus: 90 anni di passione bianconera, Torino, J-Museum (Juventus Football Club S.p.A.), 15 maggio 2013.

Videografia

  • Massimo Bernardini, Alessandra Bisegna, Francesco Cirafici e Cristoforo Gorno et al., Il tempo e la storia: episodio 1x20, Calcio anni '30, Rai Educational, Rai 3, 9 dicembre 2013, a 42 min 23 s.
  • Umberto Zapelloni, Germano Bovolenta (a cura di), Campionato io ti amo (DVD-Video), RCS Quotidiani, RAI Trade, Lega Calcio, 2007.

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni

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