Sirāt (film)

Sirāt
Una scena del film
Lingua originalespagnolo, francese, inglese, arabo
Paese di produzioneSpagna, Francia
Anno2025
Durata115 min
Rapporto1,85:1
Generedrammatico
RegiaÓliver Laxe
SceneggiaturaSantiago Fillol, Óliver Laxe
ProduttoreDomingo Corral, Óliver Laxe, Xavi Font, Pedro Almodóvar, Agustín Almodóvar, Esther García, Oriol Maymó, Mani Mortazavi, Andrea Queralt
Casa di produzioneLos Desertores Films AIE, Movistar Plus+, Filmes da Ermida, El Deseo, Uri Films, 4A4 Productions
Distribuzione in italianoMUBI
FotografiaMauro Herce
MontaggioCristóbal Fernández
MusicheKangding Ray
ScenografiaLaia Ateca
CostumiNadia Acimi
TruccoZaira Eva Adén
Interpreti e personaggi
  • Sergi López: Luis
  • Bruno Núñez Arjona: Esteban
  • Richard Bellamy: Bigui
  • Stefania Gadda: Stef
  • Joshua Liam Henderson: Josh
  • Tonin Janvier: Tonin
  • Jade Oukid: Jade
Doppiatori italiani

Sirāt è un film del 2025 diretto da Óliver Laxe.

È stato presentato in concorso al 78º Festival di Cannes, dove ha vinto il Premio della giuria.

Trama

Luis e il suo figlio dodicenne Esteban giungono a un remoto rave nelle profondità delle montagne del Marocco meridionale. Mar, figlia maggiore di Luis, è sparita da cinque mesi senza dare più notizie di sé e sperano di trovarla in una di queste feste interminabili a cui la ragazza amava partecipare. Immersi nella musica elettronica accompagnata da droghe e in una libertà selvaggia a loro estranea, diffondono instancabilmente le foto della ragazza con la speranza che qualcuno di loro l'abbia vista. Nel frattempo in Marocco scoppiano sommosse e fronti militari si combattono in diverse parti del paese. Al raduno sopraggiunge un contingente dell'esercito che ferma il rave e disperde i partecipanti adducendo ragioni di sicurezza per gli europei presenti. Luis e suo figlio si uniscono a un piccolo gruppo che, a bordo di due grossi veicoli, riesce a sfuggire alla colonna di mezzi dell'esercito addentrandosi tra le montagne e il deserto, ma l'auto di Luis è inadatta a quel terreno aspro. Nel gruppo di girovaghi, i due instaurano una amicizia con Tonin, Jade, Stef, Bigui e Josh, che gli spiegano che la ragazza potrebbe essersi aggregata a un altro gruppo recatosi verso il deserto della Mauritania per organizzare un altro evento.

Dirigendosi verso sud, per dare meno nell'occhio, il gruppo decide di percorrere le strade di montagna, molto ripide, strette e accidentate. Uno dei due veicoli più grandi rimane incastrato nel suolo dissestato. Luis presta il suo aiuto, mentre Esteban aspetta in macchina. Liberato il mezzo Luis sente Esteban gridare, si volta e vede il minivan scivolare all'indietro in discesa e cadere nel vuoto della scarpata. Esteban muore insieme con il suo cane Pipa e non è possibile tornare indietro a recuperare i corpi.

Decidono di proseguire per cercare aiuto, senza successo, presso le comunità locali. Luis, sotto shock, si allontana da solo a piedi nel deserto. Viene raggiunto successivamente dal gruppo. Ripartono insieme e si fermano per la notte. Il mattino seguente decidono di sostare in quel luogo, una porzione aperta di deserto vicina a una catena montuosa, per raccogliere le idee e cercare di superare il lutto con l'aiuto di “una buona pianta”. Sotto l'effetto del vegetale iniziano a ballare a ritmo di musica. Ballando, Jade si allontana dagli altri, mette il piede su una mina ed esplode. Tonin si lancia verso di lei e a sua volta esplode. I superstiti si rendono conto di essere nel bel mezzo di un campo di mine. Riescono ad uscire utilizzando i mezzi mandati avanti da soli per tracciare un percorso, ma li perdono entrambi e anche Bigui rimane ucciso. Luis, Josh, Stef e il cane di Jade riescono ad arrivare alle montagne e poi raggiungono a piedi un treno che li porta (si spera) in salvo.

Produzione

Pur essendo ambientato in Marocco, per ragioni fiscali il film è stato girato in parte in Spagna, nelle zone desertiche delle province di Teruel e Saragozza, e in parte in Marocco, tra al-Rashidiyya e Erfoud. Il film è stato girato in Super 16 millimetri come scelta estetica.

La parola Sirāt nella mistica islamica indica il ponte lungo e stretto che, attraversando l'inferno, conduce al paradiso:

«Una via che è fisica ma anche metafisica. La vita è un sentiero pieno di curve e ostacoli, a volte difficili, magari anche tragici, ma per me sempre benefici nella via verso la trascendenza di sé»

A parte Sergi López, il regista ha scelto di lavorare con tutti attori non professionisti. La costumista Nadia Acimi è una frequentatrice di rave party e ha curato anche il casting reclutando veri appassionati di raduni alternativi, per preservare il più possibile la genuinità di questa controcultura.

Nel film è stato svolto un importante lavoro anche sulla musica e sul sonoro in generale, grazie a Kangding Ray (pseudonimo di David Letellier, D.J. e produttore francese di musica elettronica), che ha prodotto tracce di musica Techno e ambient lavorando a una colonna sonora che passa da ritmi tribali nella prima parte del film a sonorità più eteree nella seconda parte, quando i personaggi si confrontano con il deserto geografico ma anche con il deserto interiore.

Distribuzione

Il film è stato presentato in anteprima il 15 maggio 2025 al 78º Festival di Cannes e distribuito nelle sale cinematografiche spagnole a partire dal 6 giugno 2025, in quelle francesi dal 3 settembre 2025 e in quelle italiane dall'8 gennaio 2026.

Accoglienza

Incassi

Il film ha incassato 13062100 $.

Critica

Critica internazionale

Il film è stato accolto positivamente dalla critica: su Rotten Tomatoes ha un indice di gradimento del 93%, su Metacritic un voto medio di 85/100.

Critica italiana

Il film in Italia ha ricevuto un'accoglienza critica generalmente positiva. Il giornalista Giulio Zoppello su Today scrive che il film ha «la capacità di essere inquietante, umanissimo, di portarci dentro la vita e le interazioni di una compagnia tra le più strane viste sul grande schermo», la critica Chiara Zuccari su Sentieri selvaggi nota che è un «film pulsante che nasconde però un'anima mortifera e spietata, che celebra la ritualità tribale connessa all'ambiente circostante e agli stati di trance collettiva»; Teo Youssoufian su CineFacts scrive che «Oliver Laxe firma un capolavoro visivo e sonoro che è un viaggio nel deserto tra techno, spiritualità e ostinata speranza». Michele Corrado, scrivendo per Ondacinema, assegna al film un voto di 7,5 su 10, paragonando Laxe a «una versione pop di Béla Tarr». Viene apprezzata la fotografia di Mauro Herce, che con le musiche di Kangding Ray rende Sirāt «un ipnotico oggetto psichedelico […] Musica e immagini vanno perennemente a braccetto, rendendo il film un ordigno tecnico eccezionale».

Riconoscimenti

Note

  1. ↑ Raffaele Meale, Sirat, su Quinlan, 16 maggio 2025.
  2. ↑ (EN) Geoffrey MacNab, Producer Oriol Maymo on filming Oliver Laxe's 'Sirat' in the searing desert heat, su Screen Global Production, 13 maggio 2025. URL consultato il 15 maggio 2025.
  3. ↑ Federico Gironi, Sirat, la recensione del film in concorso al Festival di Cannes 2025, su comingsoon.it, 15 maggio 2025.
  4. 1 2 3 Marco Consoli, Balliamo sul mondo in rovina, in Il Venerdì di Repubblica, 9 gennaio 2026, pp. 112-113
  5. ↑ (FR, EN) Calendario delle proiezioni della 78ª edizione (PDF), su festival-cannes.com, Festival di Cannes, 8 maggio 2025. URL consultato il 12 maggio 2025.
  6. ↑ (ES) Eneko Ruiz Jiménez, Los españoles Carla Simón y Oliver Laxe competirán por la Palma de Oro de Cannes, in El País, 10 aprile 2025. URL consultato il 10 aprile 2025.
  7. ↑ (FR) Manon Bricard, Festival de Cannes : ce film français est un concurrent sérieux pour la Palme d'or, su L'Internaute, 15 maggio 2025. URL consultato il 15 maggio 2025.
  8. ↑ (EN) Sirāt, su Box Office Mojo, IMDb.com. URL consultato il 6 luglio 2026. Modifica su Wikidata
  9. ↑ (EN) Sirāt, su Rotten Tomatoes, Fandango Media, LLC. URL consultato il 9 gennaio 2026. Modifica su Wikidata
  10. ↑ (EN) Sirāt, su Metacritic, Fandom, Inc. URL consultato il 9 febbraio 2026. Modifica su Wikidata
  11. ↑ Giulio Zoppello, "Sirat" è il film più potente di questo Festival di Cannes, su Today, 16 maggio 2025.
  12. ↑ Chiara Zuccari, Sirāt, di Oliver Laxe, su Sentieri selvaggi, 16 maggio 2025.
  13. ↑ Teo Youssoufian, Sirat - Recensione: un rave nell’abisso - Cannes 2025, su CineFacts.it, 21 maggio 2025. URL consultato il 28 dicembre 2025.
  14. ↑ Michele Corrado, Sirat, su Ondacinema, 12 gennaio 2026. URL consultato il 15 gennaio 2026.
  15. ↑ (EN) Peter Debruge, Cannes Awards: Jafar Panahi Vindicated With Palme d’Or for ‘It Was Just an Accident,’ Marking Sixth Consecutive Cannes Win for Neon, in Variety, 24 maggio 2025. URL consultato il 24 maggio 2025.
  16. ↑ (EN) Alys Davies, Matt Spivey e Steven McIntosh, Oscar nominations announced live from Los Angeles, su BBC, 22 gennaio 2026. URL consultato il 22 gennaio 2026.
  17. ↑ Tutte le nomination ai Golden Globe 2026, su Il Post, 8 dicembre 2025. URL consultato l'11 dicembre 2025.
  18. ↑ (EN) Elsa Keslassy, France’s Cesar Awards Nominations: Richard Linklater’s ‘Nouvelle Vague’ Leads the 2026 Race, in Variety, 28 gennaio 2026. URL consultato il 21 febbraio 2026.
  19. ↑ (EN) Scott Roxborough, ‘Sentimental Value’ Sweeps European Film Awards, su The Hollywood Reporter, 17 gennaio 2026. URL consultato il 21 gennaio 2026.
  20. ↑ (EN) Scott Roxborough, Nominations for the 2026 European Film Awards Unveiled, in The Hollywood Reporter, 18 novembre 2025. URL consultato il 21 gennaio 2026.

Collegamenti esterni

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