Sperindio Cagnola, o Cagnoli (documentato dal 1505 – ante 1530), è stato un pittore italiano, attivo in area novarese, seguace di Gaudenzio Ferrari.
Scarse sono le fonti documentali utili per delineare con precisione la sua biografia e la sua produzione artistica. Suo padre, Tommaso Cagnola, fu a capo di una delle botteghe pittoriche più fiorenti in area novarese tra la fine del XV secolo e l'inizio del secolo seguente.

Il suo apprendistato si svolse presso la bottega paterna, assieme ai fratelli Giovanni e Francesco, coadiuvando il lavoro del capo bottega nella realizzazione di cicli affrescati in chiese ed oratori del Piemonte orientale.
Risulta spesso problematico distinguere gli apporti dei vari membri della famiglia, come nel caso degli affreschi che ricoprono interamente l'interno dell'oratorio della Santissima Trinità a Momo, dove solo le scene della Madonna di Loreto e dell'Assunzione della Vergine sono dubitativamente attribuiti a Sperindio, stante il linguaggio pittorico che le caratterizza e che si distacca in qualche misura da quello tardo gotico dei suoi due fratelli.
Non si conoscono le esatte circostanze che aprirono le porte alla collaborazione con Gaudenzio Ferrari, ma già con il polittico a due ordini realizzato verso il 1510 a Cerano per la chiesa della Natività di Maria Vergine (tuttora presente nella chiesa) si rende palese l'influenza del pittore valsesiano su Sperindio. Sappiamo da un contratto del 1514 che Gaudenzio Ferrari era presente a Novara, impegnato nella realizzazione del Polittico della Natività in San Gaudenzio: secondo una consuetudine di rapporti tra botteghe artistiche regolate da leggi di tipo corporativo, Sperindio, in quanto titolare in Novara di un'affermata bottega, figurava come fideiussore del Ferrari, artista che proveniva invece da fuori città.
L'alunnato di Sperindio presso Gaudenzio, oltre che condurlo al definitivo distacco dai modi tardo gotici della bottega paterna e consentirgli l'acquisizione di nuovo prestigio all'altezza dei gusti artistici del tempo, sfociò in una collaborazione piuttosto intensa tra i due pittori. La tavola dell'Ultima Cena, nel Duomo di Novara, realizzata verosimilmente a partire dal 1514 deve essere considerata – come ha argomentato Giovanni Romano - frutto di collaborazione tra i due pittori. Sempre nel secondo decennio del XVI secolo si colloca verosimilmente il trittico presente nella chiesa della Natività di Maria Vergine a Verbania, località Cavandone, con Madonna col Bambino ed i santi Giovanni Battista e Vittore. Anche l'affresco della Madonna col Bambino e santi presente nella chiesa Madonna dei Palazzi a Vicolungo rivela ampiamente il debito artistico di Sperindio nei confronti di Gaudenzio.
Tra i cicli di affreschi conservati, realizzati da Sperandio Cagnola e dalla sua bottega - talvolta con evidenti riferimenti ai moduli iconografici della bottega paterna - va menzionato in particolare l'ampio ciclo eseguito nella Chiesa di San Marcello a Paruzzaro (affreschi dell'abside ed altri dipinti tra cui un Giudizio Universale sulla parete sud).
A riprova della reputazione acquisita da Sperindio, sappiamo che fu chiamato dalla famiglia Visconti ad eseguire gli affreschi (tuttora visibili) della chiesa della Madonna di Loreto a Massino Visconti.
Riportiamo qui di seguito un catalogo di opere che sono state attribuite a Sperindio Cagnola.
