Staggia (San Prospero)

Staggia
frazione
Staggia – Veduta
Staggia – Veduta
Staggia negli anni 1960
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Emilia-Romagna
Provincia Modena
ComuneSan Prospero
Territorio
Coordinate44°48′10.91″N 11°03′11.45″E
Altitudine20 m s.l.m.
Abitanti393
Frazioni confinantiSan Pietro in Elda
Altre informazioni
Fuso orarioUTC+1
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Staggia
Staggia

Staggia (Staza in dialetto carpigiano) è una frazione del comune di San Prospero, in provincia di Modena in Emilia-Romagna.

Storia

Già abitata in epoca longobarda (VIII secolo), la località si è sviluppata lungo le antiche strade di via Bosco e via Gallerana. Dal XII secolo fece parte della Corte di Roncaglio, legata all'abbazia di Nonantola. Nel XIV secolo ebbe una certa autonomia all'interno del comune di Modena, avendo più avanti la reggenza della Masseria di Roncaglio di Sotto.

Nel 1797, durante l'epoca napoleonica, viene istituito nel Dipartimento del Panaro il nuovo Comune di Roncaglio di Sotto, di cui fecero parte Staggia e Villafranca. Successivamente furono accorpate al Distretto di Mirandola. Il 30 settembre 1859, sotto il Regno di Sardegna, la comunità di Staggia (878 abitanti) viene unita al nuovo comune di San Prospero.

Il 16 settembre 1883 fu inaugurata la stazione di Staggia sulla ferrovia Modena-Mirandola; il giorno successivo si verificò un deragliamento nei pressi dello scambio meridionale in entrata della stazione di Staggia: la locomotiva del treno proveniente da Modena uscì dai binari, trascinano con sé due vagoni. La stazione, insieme a tutta la linea Modena-Mirandola, venne dismessa il 6 settembre 1964 e da allora si trova in totale stato di abbandono ed incuria.

Monumenti e luoghi d'interesse

Note

  1. ↑ La frazione di Staggia, su italia.indettaglio.it.
  2. ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ↑ Il capoluogo e le sue frazioni, su Comune di San Prospero. URL consultato il 10 dicembre 2020 (archiviato il 21 settembre 2020).
  4. ↑ Barbieri-Salvarani, p. 122.
  5. ↑ Delio Bellodi, La storia dal Trenen dal Cucc, in La Sgambada - V edizione, Al Barnardon, 1985. URL consultato il 2 giugno 2016 (archiviato il 22 marzo 2017).
  6. ↑ Barbieri-Salvarani, p. 124, 127.
  7. ↑ Barbieri-Salvarani, p. 126.
  8. ↑ Barbieri-Salvarani, p. 132.

Bibliografia

Voci correlate

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