| Roma Termini stazione ferroviaria | |
|---|---|
| già Stazione Centrale delle Ferrovie Romane | |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Località | piazza dei Cinquecento, Roma |
| Coordinate | 41°54′02.33″N 12°30′06.32″E |
| Altitudine | 59 m s.l.m. |
| Linee | Tirrenica Settentrionale Roma-Fiumicino Roma-Albano Roma-Frascati Roma-Velletri Roma-Firenze (LL) Roma-Firenze (DD) Roma-Cassino-Napoli Roma-Formia-Napoli Roma-Napoli (AV) Roma-Ancona Roma-Pescara |
| Storia | |
| Stato attuale | in uso |
| Anno attivazione | 1863 |
| Caratteristiche | |
| Tipo | Stazione in superficie, di testa |
| Binari | 32 |
| Gestori | |
| Operatori | |
| Accessibilità | |
| Interscambi | Metropolitana, stazione Termini linee A e B Ferrovia Roma-Giardinetti Tram e filobus urbani Autobus urbani e interurbani Taxi |
| Dintorni | Terme di Diocleziano La Sapienza Università di Roma Basilica di Santa Maria Maggiore Piazza dei Cinquecento |
| Note | - Ricostruita nel 1873
- Ricostruita nel 1950 |
| Statistiche viaggiatori | |
| al giorno | 480 000 (2019) |
| all'anno | 175 milioni (2019) |
| Fonte | |
La stazione di Roma Termini è la principale stazione ferroviaria della città di Roma, nonché la maggiore stazione ferroviaria d'Italia. Con circa 150 milioni di frequentatori all'anno e 850 treni al giorno, è uno dei principali nodi ferroviari italiani. È situata in piazza dei Cinquecento, nel centro storico della città, e deve il proprio nome alle vicine Terme di Diocleziano. Con i suoi 32 binari a servizio dei treni viaggiatori, è la stazione ferroviaria italiana con il maggior numero di binari.

Dopo l'apertura delle prime due linee ferroviarie dello Stato Pontificio, la Roma-Frascati nel 1856, che si attestava a ridosso delle Mura aureliane presso la stazione di Porta Maggiore, e la Roma-Civitavecchia nel 1859, con capolinea presso la stazione di Porta Portese, anche in vista della realizzazione delle future Roma-Ceprano e Roma-Ancona, si pose il problema di dare un assetto più stabile al nodo ferroviario di Roma e, in particolare, di decidere se realizzare un'unica stazione centrale o una stazione per ciascuna linea.
Su pressione di monsignor de Mérode, che aveva interessi immobiliari nella zona della futura via Nazionale, prevalse la prima ipotesi e per la nuova stazione venne individuata l'area di Termini.[senza fonte] Questa, situata sul colle dell'Esquilino nel rione Castro Pretorio, prende il nome dalle antiche terme di Diocleziano, situate sul lato opposto dell'attuale piazza dei Cinquecento. Nell'antichità l'area comprendeva fondi rurali di famiglie patrizie. Nel Cinquecento vi fu costruita la villa Montalto Peretti, di proprietà del cardinale Felice Peretti, futuro papa Sisto V, poi acquisita dalla famiglia Massimo, che la cedette allo Stato Pontificio al momento della realizzazione della stazione e infine demolita.
La prima stazione fu edificata a partire dal 1862 e aperta al pubblico il 25 febbraio 1863 con il nome di Stazione Centrale delle Ferrovie Romane, in concomitanza con l'inaugurazione del collegamento ferroviario con Ceprano e quindi con Napoli.
Il 2 luglio 1868 iniziarono i lavori preliminari della nuova stazione Termini, con una cerimonia alla presenza di papa Pio IX. Il progetto definitivo venne scelto nel 1869 e fu affidato all'architetto Salvatore Bianchi. Dopo la breccia di Porta Pia e l'annessione di Roma al Regno d'Italia, il neonato Comune di Roma decise di proseguire i lavori. La nuova stazione fu inaugurata parzialmente nel 1873 e definitivamente nel 1874.

Seguendo lo schema standard dell'epoca, la stazione era dotata di due fabbricati viaggiatori paralleli, uno per gli arrivi e uno per le partenze, riuniti da una tettoia metallica centrale, simile a quella costruita poco prima a Parigi alla Gare de l'Est. Sotto la tettoia trovavano posto sei binari di testa, di cui due senza marciapiede. All'esterno della tettoia, a nord della stazione, si trovavano lo scalo merci, il deposito locomotive e l'officina per la manutenzione delle carrozze. Questi impianti furono in seguito spostati per consentire l'ampliamento del fascio di binari e la realizzazione di nuovi marciapiedi per il servizio viaggiatori.
La facciata della vecchia stazione era di circa 200 m più avanzata rispetto a quella attuale e copriva quindi quasi tutta l'odierna piazza dei Cinquecento. Nel 1883 venne installata l'illuminazione elettrica sotto le tettoie e nei locali interni della stazione. Nel 1935 la rete elettrica di alimentazione arrivò dal nord fino a Termini, consentendo l'arrivo dei treni a trazione elettrica provenienti da Firenze.
Negli anni 1930 si decise di ammodernare il nodo ferroviario di Roma, in particolare attraverso la costruzione di una nuova stazione Termini, ampliata e adeguata alle esigenze di un traffico ferroviario notevolmente cresciuto rispetto al secolo precedente. Nel 1939 venne approvato il progetto definitivo di Angiolo Mazzoni per la realizzazione del nuovo impianto. I lavori iniziarono con la demolizione dell'edificio del Bianchi e la realizzazione dei corpi di fabbrica laterali, ma nel 1943 furono interrotti a causa del peggioramento della situazione bellica e della caduta del regime fascista.

Nel dopoguerra il progetto di Mazzoni venne riesaminato sotto il profilo economico, funzionale e architettonico. Le ali della nuova stazione erano ormai quasi ultimate, mentre mancava ancora il fabbricato frontale. Nel 1947 venne quindi bandito un concorso nazionale per la progettazione del nuovo edificio frontale. Il primo premio fu attribuito ex aequo agli architetti Leo Calini e Eugenio Montuori e al gruppo guidato da Annibale Vitellozzi, comprendente Massimo Castellazzi, Vasco Fadigati e Achille Pintonello. I vincitori furono incaricati di completare l'opera integrando il nuovo edificio con le strutture già realizzate da Mazzoni.
La nuova soluzione si caratterizzava per forme più chiare, trasparenti e funzionali, in armonia con le ali già costruite e con i resti dell'Agger Servianus. Il complesso fu articolato in quattro parti principali: il fabbricato frontale, l'atrio della biglietteria, la galleria di testa e il ristorante esterno. I resti dell'Agger Servianus, valorizzati all'interno della stazione, rappresentano idealmente la continuità tra l'architettura antica e quella moderna.
Conclusi i lavori, la nuova stazione Termini fu inaugurata il 20 dicembre 1950 dal Presidente della Repubblica Luigi Einaudi.


Il 9 febbraio 1955 divenne la prima stazione ferroviaria della Capitale a essere collegata alla metropolitana, con l'apertura della stazione Termini.
La nuova stazione si caratterizza esteriormente per la lunga pensilina in cemento armato, popolarmente chiamata "il dinosauro", e per l'edificio degli uffici, la cui orizzontalità è accentuata dalle sottili finestre continue. All'interno sono visibili i resti delle Mura Serviane. Il fregio della stazione è opera dello scultore ungherese Amerigo Tot. Sul piazzale antistante fu eretta la Lampada OSRAM, un grande lampione dotato di una lampada allo xeno dell'omonima azienda tedesca, rimasto in funzione fino agli anni ottanta e divenuto un noto punto di riferimento per romani e visitatori.
L'accesso ai treni avviene attraverso la Galleria gommata, così chiamata per il pavimento di gomma originariamente utilizzato, una galleria pedonale trasversale che collega via Giolitti a via Marsala e dalla quale sono raggiungibili i principali servizi della stazione.
La stazione fu oggetto di un importante intervento di ristrutturazione in occasione del Giubileo del 2000. I lavori, conclusi in occasione dell'evento giubilare, interessarono la Galleria Centrale e altri spazi della stazione, con il potenziamento dei servizi e delle attività commerciali. Il Forum Termini, centro commerciale situato al piano terra e nel sottosuolo della stazione, fu inaugurato il 29 gennaio 2000.

Il 23 dicembre 2006, con una cerimonia ufficiale, la stazione Termini fu dedicata a papa Giovanni Paolo II. Alla cerimonia parteciparono, tra gli altri, il sindaco di Roma Walter Veltroni, il segretario di Stato vaticano cardinale Tarcisio Bertone e il presidente della CEI cardinale Camillo Ruini. In quell'occasione furono inaugurate due stele commemorative alte 12 m, realizzate dall'architetto Roberto Malfatto.
Il 18 maggio 2011 fu inaugurata in piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione, una statua in bronzo alta 4 m dedicata a Giovanni Paolo II, nell'ambito delle celebrazioni romane per la beatificazione del pontefice.
Il 28 giugno 2016 fu inaugurata la Terrazza Termini, un'area commerciale di circa 3000 m² accessibile dalla Galleria Centrale e dal Forum attraverso scale mobili e ascensori.
Nel 2021 fu inaugurato il nuovo parcheggio a tre piani realizzato sopra i binari, all'interno della nuova piastra dei servizi. La struttura fu realizzata mediante la tecnica del varo a spinta, scelta per ridurre l'impatto dei lavori sull'esercizio ferroviario.
A partire dal 2023, l'area di Piazza dei Cinquecento antistante la stazione è stata interessata da un importante intervento di riqualificazione nell'ambito degli interventi connessi al Giubileo del 2025. Il progetto ha previsto la riorganizzazione degli spazi pedonali, della viabilità e delle fermate del trasporto pubblico nell'area compresa tra la stazione Termini e le Terme di Diocleziano.



La stazione, i cui impianti sono gestiti da Rete Ferroviaria Italiana, dispone di trentadue binari tronchi, ventidue dei quali raggiungono la Galleria gommata. Due binari decentrati si trovano nel cosiddetto piazzale est, oltre la banchina del primo binario; i binari dal numero 25 al 29, compresi, sono attestati al termine dell'ala Mazzoniana, adiacente a via Giolitti, nell'area comunemente conosciuta come ferrovie laziali, a circa quattrocento metri dalla Galleria gommata.
Infine, altri tre binari sono stati ricavati al termine delle banchine che raggiungono la suddetta galleria:
Dal 6 aprile 2013 sono stati leggermente arretrati i binari dal 19 al 24, escluso il 20bis, per consentire i lavori di realizzazione della nuova galleria commerciale. Il 21 giugno 2014 l'area interessata dal cantiere è avanzata verso il lato di via Marsala, comportando l'arretramento dei binari compresi tra il numero 11 e il 17 e la chiusura di una scala di collegamento tra il piano dei binari e il piano interrato.
La circolazione ferroviaria è regolata da un apparato centrale computerizzato, il primo e, all'epoca, il maggiore installato in Italia, attivo dall'ottobre 1999. In precedenza era in funzione un apparato centrale elettrico a leve individuali, costituito da oltre 750 "maniglioni", tramite i quali venivano formati gli itinerari di ingresso e di uscita dei treni. Il vecchio apparato era manovrato contemporaneamente da più operatori, coordinati a voce da una persona situata su una pedana. Dal 1999, la nuova sala che ospita l'interfaccia dell'ACC è caratterizzata da un ambiente insonorizzato e da un grande schermo che riporta in tempo reale l'occupazione dei binari e lo stato degli enti di stazione.
Termini è la stazione ferroviaria più trafficata d'Italia e una delle principali d'Europa, con circa 850 treni e 480 000 passeggeri al giorno, per un totale di circa 175 milioni di viaggiatori all'anno.
A Termini si attestano sia servizi a lunga percorrenza, compresi i treni ad alta velocità, sia servizi regionali. Questi ultimi sono svolti da Trenitalia e comprendono le relazioni ferroviarie suburbane denominate FL4, FL5, FL6, FL7 e FL8, oltre al Leonardo Express, che collega direttamente la stazione con l'aeroporto di Roma-Fiumicino.
La gestione delle aree commerciali della stazione è affidata a Grandi Stazioni.
Per quanto riguarda i servizi rivolti alle persone a ridotta mobilità, Roma Termini è una delle quattordici stazioni master nazionali e ospita pertanto una "sala blu", luogo in cui opera personale specializzato nell'assistenza a tali utenti e in cui si organizzano, coordinano e sovrintendono i servizi a loro rivolti. La stazione dispone inoltre di ascensori, che ne garantiscono l'accessibilità alle persone con disabilità, e di scale mobili che collegano i vari livelli. L'area dedicata al traffico passeggeri è inoltre dotata di un impianto di videosorveglianza e di altoparlanti per gli annunci sonori di arrivo e partenza dei treni.

La stazione è servita da due linee della metropolitana (A e B), da due linee della rete tranviaria, da una linea della rete filoviaria e da numerose linee della rete autobus urbana, gestite da ATAC. La stazione è inoltre collegata agli aeroporti di Fiumicino e Ciampino tramite diversi servizi di autobus navetta. Fino alla loro soppressione, presso la stazione era inoltre situato il capolinea delle tranvie dei Castelli Romani.
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