| Pontificale Stocco pontificio | |
|---|---|
| Tipo | Spada |
| Origine | |
| Produzione | |
| Entrata in servizio | XIV secolo |
| Ritiro dal servizio | XIX secolo |
| Descrizione | |
| Lunghezza | ca. 150 cm |
| lama | ca. 100 cm |
| Tipo di lama | Dritta, priva di affilatura, sontuosamente decorata in oro e riportante il nome del pontefice che commissionò l'arma e la data del Natale in cui venne benedetta |
| Tipo di manico | a due mani, con pomo a pera rovesciata e con i bracci dell'elso arcuati verso l'alto, arricciolati vistosamente all'estremità |
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Il Pontificale o stocco pontificio era la spada con cui il Papa omaggiava i condottieri distintisi nel servizio della Santa Sede o nella difesa della Cristianità. L'arma, originariamente una spada di tipologia non ben precisata, divenne ufficialmente uno stocco tra XIV e XV secolo. Gli ultimi stocchi pontifici datano al XIX secolo.
L'uso, da parte del Papa, di omaggiare i suoi condottieri con una spada sontuosamente decorata è attestato sin dal XII secolo e decadde solo nella seconda metà del XIX secolo, unitamente alla fine del potere temporale dei papi. Gli ultimi dati certi riportano il dono dello stocco al Duca di Angoulême, Luigi Antonio di Borbone-Francia (1775-1844), ma ci furono quasi certamente anche casi successivi.
La prima menzione di uno stocco come spada donata dal pontefice risale al 1386 quando, a Lucca, Papa Urbano VI ne fece dono al condottiero Fortiguerra Fortiguerri. Unitamente alla spada, Fortiguerri ricevette anche un "berrettone" sontuosamente ricamato, ornato di perle e del simbolo della colomba pontificia. Da quel momento in avanti, il dono dello spada, ormai "stocco pontificio", venne sempre abbinato al dono del "berrettone".
Non è ad oggi ben chiaro quali motivi, se effettivamente ve ne furono, spinsero la curia pontificia a scegliere lo stocco come archetipo della spada cerimoniale con la quale omaggiare i "favoriti" del Papa. Analizzando altro materiale museale, è riscontrabile un generalizzato ricorso al modello "stocco" nelle spade di rappresentanza donate dai potentati europei: è, per esempio, uno stocco la spada cerimoniale donata da Mattia Corvino d'Ungheria al rettore della Repubblica di Ragusa nel 1466 (oggi conservata al Kunsthistorisches Museum di Vienna).
La produzione e la distribuzione degli stocchi pontifici fu particolarmente prolifica nel corso del Rinascimento: Papa Giulio II arrivò a fare dono dello stocco e del "berrettone" alla Confederazione Svizzera, alleata della Santa Sede contro il Regno di Francia.
La Riforma protestante e le successive Guerre di religione che infiammarono l'Europa tra XVI e XVII secolo portarono all'attribuzione ed alla distribuzione di parecchi stocchi pontifici. Gli Asburgo, "campioni della cristianità", ammassarono un gran quantitativo di stocchi pontifici:
Del pari, anche la costante lotta tra le potenze cattoliche orientali e le armate dell'Impero ottomano (v. Guerre ottomano-asburgiche e Guerre polacco-ottomane), oltre a mantenere acceso il fuoco "romantico" della crociata, provocò la realizzazione e l'assegnazione di diversi stocchi pontifici:
La descrizione dell'arma e la prassi che ne accompagnava l'attribuzione e la consegna sono state efficacemente riassunte dallo storico Pinti:
I pontificali erano solitamente commissionati a maestri spadai del Lazio o della Toscana. In alcuni casi, si ricorse ad artigiani stranieri: lo stocco donato a Enrico IV di Castiglia nel 1485 era opera di tale Antonio Perez de las Cellas.
Trattandosi di armi di rappresentanza, questi stocchi erano incredibilmente costosi. Il Pontificale donato nel 1492 da Papa Innocenzo VIII al langravio Guglielmo d'Assia, arma a due mani lunga 138 cm, venne pagata 168 ducati d'oro allo spadaio Geronimo da Sutri.
La grande importanza attribuità dalle personalità politico-militare del Rinascimento e della prima Età Moderna al ricevimento dello stocco pontificio fece sì che i condottieri ed i principi omaggiati di quest'arma commissionassero tele raffiguranti quest'importante momento.