| Tromboaspirazione | |
|---|---|
| Classificazione e risorse esterne (EN) | |
| Sinonimi | |
| Trombectomia tromboaspirazione coronarica | |
La trombo-aspirazione è una procedura di emodinamica interventistica, che viene associata all'angioplastica coronarica per proteggere il microcircolo dall'embolizzazione periferica, caratterizzata da una riperfusione miocardica non ottimale.
In caso di infarto acuto ad ST sopralivellato è abbastanza comune la rottura della placca aterosclerotica, che porta all'occlusione parziale o totale dell'arteria interessata. Sostanzialmente, la riapertura del vaso con l'angioplastica coronarica e il posizionamento di stent, procedura ormai consolidata nel trattamento della sindrome coronarica acuta, porterebbe alla risoluzione dell'ischemia acuta, ma la possibilità della complicanza del no-reflow phenomenon, viene ad inficiare i benefici previsti dalla rivascolarizzazione. Il no-reflow si può ricondurre all'ostruzione del microcircolo, cioè della parte più distale delle coronarie, da parte di materiale trombotico o ateromasico, in pratica quello che formava la placca aterosclerotica o il trombo e che si è staccato spontaneamente o durante la procedura di riapertura dell'arteria, migrando poi più distalmente, appunto nel microcircolo.
Vi sono diverse metodiche per valutare e quantificare il no-reflow, che comprendono:
La metodica più utilizzata è il TIMI flow (Thrombolisis in Myocardial Infarction), che valuta il flusso di sangue nelle coronarie epicardiche, tramite iniezione di mezzo di contrasto. La scala per quantificare il TIMI flow, va da 0 a 3:
Ovviamente alla valutazione emodinamica del flusso, si associa il controllo seriato dell'elettrocardiogramma per registrare la normalizzazione del tratto ST, che segnala l'avvenuta riabitazione dell'arteria implicata nell'infarto.
I sistemi per rimuovere il materiale trombotico sono associati all'angioplastica primaria e condividono la stessa metodica: dopo la puntura dell'arteria femorale destra o dell'arteria radiale, a seconda dell'approccio scelto, si posiziona un introduttore arterioso attraverso il quale si potranno cambiare i diversi cateteri necessari all'espletamento dell'esame.
Inizialmente si procederà alla dilatazione del vaso con il catetere a palloncino per ristabilire un minimo flusso anterogrado, immediatamente dopo tale catetere sarà sostituito da quello specifico per tromboaspirazione, che avverrà in modo continuo e costante durante il posizionamento dello stesso. Al termine della procedura di aspirazione, si procederà all'inserimento dello stent e al completamento dell'esame.
I protocolli terapeutici sono quelli utilizzati nell'infarto miocardico acuto e nell'angioplastica primaria.