Salvatore è un nome proprio di persona italiano maschile.
Riprende uno dei più antichi epiteti cristiani riferiti a Gesù Cristo, visto come "salvatore dell'umanità"; in origine il titolo era visto come una diretta traduzione (tramite il greco Σωτήρ, Soter) dell'ebraico יְהוֹשֻׁעַ (Yĕhošūa’, "Dio è salvezza"), che era il nome di Gesù.
Come nome di persona si è diffuso in epoca piuttosto tarda, principalmente in Italia, nella penisola iberica (dove nei paesi baschi è affiancato da Gaizka) e in Francia, dove è però poi caduto in disuso. In minima parte, la sua diffusione può essere stata aiutata dal culto verso san Salvatore da Horta. In Italia, negli anni 1970 se ne contavano circa 490 000 occorrenze, più altre 20 000 del femminile Salvatrice e qualche altro migliaio complessivo per le varianti; si riscontra un po' ovunque, ma nettamente più frequente al Sud e nelle isole. Le varianti come "Turi", "Ture" e "Turiddu" sono siciliane, ma sono attestate anche in Toscana per vie teatrali, grazie a un personaggio della Cavalleria rusticana di Mascagni; siciliano è anche il femminile "Salvatrice", che in parte è forse riconducibile al culto mariano; "Salvatorico" e "Salvatorica" sono propri della Sardegna, mentre "Salvadore" è tipicamente toscano. Secondo una stima del 2000 è stato il settimo nome maschile più diffuso in Italia nel XX secolo.
L'onomastico si festeggia solitamente il 6 agosto per la festività della Trasfigurazione di Gesù, oppure il giorno del Corpus Domini (che ha data mobile), o anche il 9 novembre, quando si celebra la festa della dedicazione della basilica lateranense a Cristo Salvatore. Il 18 marzo si ricorda anche san Salvatore da Horta, religioso francescano, confessore a Cagliari.
Con questo sono attestati anche diversi beati, alle date seguenti:


