Val Lapisina

Val Lapisina
Val Lapisina vista dall'antica Strada Regia di Alemagna. Lago Morto con il Col Visentin a destra e il Monte Millifret a sinistra
StatiItalia (bandiera) Italia
Regioni  Veneto
Province  Treviso
Località principaliVittorio Veneto
Comunità montanaUnione montana Prealpi Trevigiane

La Val Lapisina o Valle di Fadalto è la breve vallata (circa 10 km) che parte da Vittorio Veneto e si incunea tra le prealpi Bellunesi, mettendo in comunicazione l'alta Marca Trevigiana con l'Alpago attraverso il passo detto Sella di Fadalto.

Il toponimo "Lapisina" è forse legato a un personaggio romano, probabilmente un possidente, chiamato Lappius o Lavius, il cui prediale derivato (Lappiacum) sarebbe all'origine anche del toponimo "Alpago".

Territorio

La Val Lapisina è una tipica valle glaciale, scavata dal ramo lapisino dell'antico ghiacciaio del Piave, che a Ponte nelle Alpi si divideva dal corpo principale che proseguiva verso la Valbelluna. Il ghiacciaio si estendeva a meridione fino a Conegliano, costituendo così l'anfiteatro morenico collocato tra Vittorio Veneto e Conegliano.

L'attuale morfologia della Val Lapisina è determinata sia da aspetti tettonici che da processi di erosione operati dai ghiacciai e dal fiume Piave. Tale fiume, infatti, fino all’ultima glaciazione scorreva lungo la Val Lapisina. Con il ritiro dei ghiacci, però, numerose furono le frane, in particolare la frana del Fadalto; l’evento fu tale da sbarrare completamente il corso del Piave, creando così un lago, di cui il lago di Santa Croce è il residuo. Questo lago si estendeva probabilmente fino a Ponte nelle Alpi, dove le acque del fiume Piave trovarono un punto in cui defluire, incidendo la profonda forra rocciosa visibile nel paese. Essendo il fondo e i primi pendii della vallata occupati in gran parte da accumuli di frana, l'idrografia superficiale è quasi assente e i corsi d'acqua sono perlopiù sotterranei; alcuni di questi, affiorando, alimentano il lago Morto (gli altri bacini sono di origine artificiale).

La valle è piuttosto fragile dal punto di vista idrogeologico, complici anche le numerosissime linee di faglia presenti nella zona. Sono molti i canaloni detritici che scendono dai versanti, rappresentando un pericolo per la popolazione e le infrastrutture. Occasionalmente alcune di queste colate detritiche coinvolgono la SS 51 rendendola inagibile, motivo per cui sono stati installati sensori di movimento del materiale detritico e pluviometri, e qualora fosse necessario, dei semafori posti a monte e a valle lungo la strada sospendono il transito in quel tratto.

La valle a ovest è delimitata dalla dorsale del Col Visentin e a est dal gruppo del Pizzoc-Millifret. Il paesaggio si caratterizza principalmente per la presenza di tre laghi (da sud, il lago di Negrisiola, il lago del Restello e il Lago Morto), motivo per cui è soprannominata Valle dei Laghi Verdi. Notevole è anche la presenza dell'Autostrada A27 con i viadotti del Restello (dall'omonimo lago) e di Fadalto (dall'omonima località), che attraversa la Val Lapisina poggiando spettacolarmente su altissimi piloni, in forte impatto con il paesaggio circostante.

Infrastrutture e trasporti

Nonostante la valle sia poco abitata, rappresenta la principale via di comunicazione tra la pianura veneta e il bellunese. Attraversano la valle, dunque, infrastrutture di rilievo quali l’autostrada A27, la ferrovia Ponte nelle Alpi-Conegliano e la SS 51 di Alemagna. Nella frazione di Nove è ancora presente lo stabile della ormai dismessa Stazione di Nove.

Centri abitati

Nella valle si trovano diversi borghi abitati (Savassa, Negrisiola, San Floriano, Nove e Fadalto), per un totale di poco meno di 1.000 residenti.

Turismo

Un tempo la valle aveva una discreta vocazione turistica: sono infatti ancora visibili i numerosi alberghi nei vari centri della vallata posti lungo la Alemagna, oggi tutti in stato di abbandono. A contribuire allo sviluppo turistico vi era il fatto che la Val Lapisina rappresentava un passaggio obbligato per chi dalla pianura veneta voleva raggiungere le Dolomiti; tale importanza venne meno dal momento in cui fu aperto il tratto autostradale tra Vittorio Veneto nord e Ponte nelle Alpi, che permette di evitare il transito per i centri della valle, determinandone un impoverimento dal punto di vista economico e sociale. Oggi sopravvive un turismo legato ai laghi.

La Val Lapisina nell'arte

Sembra che la Val Lapisina abbia ispirato il paesaggio che incornicia le figure dell'opera di Tiziano Vecellio Amor Sacro e Amor Profano, nella quale si possono riconoscere sulla destra il lago Morto e sulla sinistra la torre di San Floriano.

Galleria d'immagini

Note

  1. ↑ Carla Marcato, Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, ed. Garzanti, Milano 1996, s.v. "Alpago".
  2. ↑ Geomorphological study of the Fadalto landslide, Venetian Prealps, Italy, Giovanni Battista Pellegrini, Nicola Surian

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