Viale della Libertà (Forlì)

Viale della Libertà
Viale della Libertà nel 2010
Nomi precedentiviale XXVIII Ottobre, viale Benito Mussolini
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
CittàForlì
Codice postale47122
Informazioni generali
Tipostrada urbana
Lunghezza800 m
Pavimentazioneasfalto
ProgettistaLuigi Donzelli, Pietro Marconi
Costruzione1927
Mappa

Viale della Libertà è un viale di Forlì, costruito come strada di accesso alla stazione ferroviaria in collegamento con il centro della città. Con una larghezza di quaranta metri e l'orientamento perpendicolare alla Via Emilia, presenta una nutrita rappresentanza di edifici che costituiscono importanti esempi dei vari stili architettonici del Ventennio.

Fa parte del cosiddetto "quartiere razionalista", insieme con Piazzale della Vittoria.

Nel 2022 l'assessore alla cultura Valerio Melandri propone la definizione di Miglio Bianco, riferita alla lunghezza del viale e al colore del marmo degli edifici.

Storia

Viale Benito Mussolini (ora viale della Libertà) all'inizio della sua realizzazione (c.a. 1932)

La realizzazione del viale venne decisa dall'amministrazione comunale nel 1926 come collegamento alla nuova stazione ferroviaria inaugurata nello stesso anno. Il primo progetto prevedeva una carreggiata centrale e due marciapiedi laterali, ma con una delibera del dicembre 1926 la giunta presentò la variante elaborata dagli ingegneri Luigi Donzelli e Pietro Marconicon, una carreggiata centrale, due vialetti pedonali alberati, due carreggiate laterali e due ulteriori marciapiedi per una larghezza complessiva di 40 metri. La larghezza del viale, soprattutto per i parametri dell'epoca per quanto riguardava le cittadine delle dimensioni di Forlì, era senza precedenti. I cordoli e le panchine erano previsti in granito, la pavimentazione in asfalto colato e le cunette in cubetti di porfido.

Fu posta una grande attenzione anche all'illuminazione, che ha mantenuto le sue caratteristiche nel corso degli anni e che prevedeva dei grandi pali in ghisa, realizzati dalla ditta "Officine di Forlì", disposti lungo la carreggiata centrale, modificati nel 1934 come quelli delle carreggiate laterali, con braccio di sostegno della lanterna del tipo "a pastorale".

Per la costruzione del viale vennero espropriati i terreni dove sorgevano lo stabilimento della "Fornace Ragazzini", che produceva laterizi, la "ditta Ettore Benini" specializzata nella produzione di materiali e prefabbricati edili, e vari edifici di proprietà privata. L'appalto venne aggiudicato all'impresa "Le Nuove Strade" di Bologna per 2.118.241 lire. Il collaudo del viale terminato avvenne il 22 maggio 1930.

Inaugurazione e intitolazione

Panoramica del viale della Libertà (ai tempi denominato viale XXVIII Ottobre) nel 1935

Dopo la costruzione, il viale venne inaugurato il 30 ottobre 1927 dal Ministro delle Comunicazioni Luigi Federzoni e intitolato al capo di governo Benito Mussolini. Nel 1935 per disposizione del governo, tutte le strade e le piazze intitolate a Mussolini dovettero cambiare nome e così il viale venne denominato XXVIII Ottobre, in ricordo della Marcia su Roma.

Nel 1945, infine, venne rinominato "Viale della Libertà".

Recupero urbanistico

A partire dal 2009 sono previsti dei grandi lavori di recupero dell'architettura originale che il viale ed i palazzi adiacenti presentavano all'inizio diventando così un museo a cielo aperto dell'architettura del Ventennio. Il palazzo della casa del Balilla inoltre ospiterà il Museo della ginnastica.

Architetture civili

Fra il 1930 e il 1933, come completamento al progetto urbanistico del viale, si realizzarono la scuola elementare "Rosa Maltoni Mussolini" (poi intitolata a Edmondo De Amicis), le case INCIS, le case economiche per i postelegrafonici e per i ferrovieri e il villino Boni.

La prospettiva del viale venne conclusa nel 1931 con il Monumento ai caduti della prima guerra mondiale nel piazzale della Vittoria, realizzato al termine del viale. Nel 1935 fu costruita la fontana del piazzale della Stazione, progettata dall'architetto Cesare Bazzani. Nel 1934 e nel 1941 vennero costruiti la casa del Balilla poi divenuta della GIL, il Collegio aeronautico e l'Istituto tecnico industriale "Alessandro Mussolini" (poi intitolato a Guglielmo Marconi).

Nel 1944, durante i bombardamenti il palazzo dell'Istituto tecnico industriale, il Collegio aeronautico, le case INCIS e quelle dei postelegrafonici furono danneggiati, poi recuperati nel dopoguerra.

Case economiche dei ferrovieri

L'edificio è parte di un gruppo di strutture pensate per accogliere alcune categorie di lavoratori, in questo caso i ferrovieri. Le prime famiglie che occupano gli appartamenti sono infatti quelle del personale responsabile del vicino scalo ferroviario.

Viene costruito nel 1933 su progetto dell'ingegner Ezio Bianchi. In origine conta una ventina di appartamenti, dotati dei confort delle case del periodo.

Per il condominio era stata pensata una collocazione all'inizio del viale, di fronte alla stazione, ma poi, per problemi di difficoltà a espropriare dei terreni, viene collocata all'angolo con l'allora via Crispi, poi viale Andrea Costa.

La decorazione ricorda il palazzo I.N.C.I.S. che si trova dal lato opposto dell'incrocio e a loro volta entrambi tengono conto della Commissione edilizia già applicata alle case dei postelegrafonici poco oltre sul viale.

L'edificio viene impostato sulle colorazioni del mattone a vista e di un intonaco giallo chiaro poggianti su una base grigia. I due blocchi, uno sul viale principale, l'altro nella strada che si innesta, sono congiunti da un elegante elemento angolare, che accompagna la struttura dell'incrocio e in cui è inserito il portone. Oltre alle due finestre più basse, si trova una finestra ad arco, unico elemento curvilineo dell'edificio in cui prevale la linea retta. Il prospetto verso il viale della stazione è maggiormente decorato, con elementi più complessi all'altezza del primo piano.

Case INCIS

Anche le case INCIS vengono realizzate per ospitare una categoria di lavoratori, in questo caso impiegati statali (INCIS sta per Istituto nazionale per le case degli impiegati statali). Sono due palazzine gemelle progettate dall'ingegner Paolo Angella e costruite fra il 1930 e il 1933. L'area era di proprietà dell'ente omonimo, acquistata grazie a un prezzo di favore dell'amministrazione comunale per interessamento dello stesso Benito Mussolini.

Ognuna delle palazzine ha ventiquattro appartamenti, alcuni più grandi (sei con quattro stanze, dodici con tre stanze, sei con due stanze). Al pian terreno c'era una sala condominiale, prima in Italia. Sempre al piano terreno era prevista la presenza di negozi. Negli appartamenti si trovavano termosifoni, acqua corrente, gas, luce elettrica, telefono e stanze da bagno per ogni appartamento. Ognuno dei due palazzi presenta un cortile alberato. Le cancellate vengono aggiunte nel 1941 dallo scultore Giuseppe Casalini.

La struttura si presenta come una via di mezzo fra il più lussuoso villino e l'edificio condominiale popolare, con una soluzione inaugurata a Roma dall'Istituto Case Popolari. Appare solida e il materiale costruttivo è robusto e duraturo, come i pavimenti realizzati dalla ditta Benini.

Dal punto di vista delle decorazioni i due edifici differiscono, pur con un impianto comune che si presenta eclettico, mescolando soluzioni déco, manieriste e tardo classiciste. Rispetto ad altri edifici del viale è quindi meno in linea con il Razionalismo italiano.

Scuola elementare Rosa Maltoni poi Edmondo De Amicis

L'edificio viene costruito fra il 1930 e il 1932 su progetto di Arnaldo Fuzzi. Si articola in uno spazio ampio e con giardino. La planimetria è funzionale, conforme alle indicazioni del Ministero della Pubblica istruzione, mentre la facciata è realizzata con uno stile eclettico neoromanico, in linea con le architetture locali. Particolare è l'effetto ottenuto con i mattoni alternati al cemento che crea una bicromia decorativa come profilatura degli archi delle finestre.

In origine dedicata a Rosa Maltoni, maestra e madre di Benito Mussolini, vede cambiare nome dopo la guerra, venendo dedicata a Edmondo De Amicis.

Istituto Tecnico Industriale Alessandro Mussolini, poi Guglielmo Marconi

Sede dell'Istituto tecnico industriale

L'istituto tecnico industriale prima dedicato ad Alessandro Mussolini, poi a Guglielmo Marconi, fa parte del sistema di scuole del quartiere razionalista. Progettato da Arnaldo Fuzzi, viene realizzato fra il 1934 e il 1941, ma subisce il bombardamento del 1944 e dunque deve poi affrontare importanti interventi di restauro.

Case economiche per i postelegrafonici

Il condominio popolare nominato Case economiche per i postelegrafonici è stato progettato dell'ingegner Ezio Bianchi e realizzato nel 1931 con una prospettiva ottocentesca. Presenta un intonaco con tinteggiature per un effetto di finta pietra lungo tutto il basamento dell'edificio che comprende anche il piano rialzato sulle lesene angolari e sulle riquadrature degli ingressi.

A causa delle imposizioni della commissione edilizia comunale ne venne aumentata l'altezza, aggiunto il cornicione, trattato a fregio la fascia sottostante il cornicione che comprende le finestre dell'ultimo piano e arricchite le cornici delle finestre del primo e secondo piano.

Ex Casa del Balilla / Ex Palazzo GIL

Lo stesso argomento in dettaglio: Casa del Balilla (Forlì).
La Casa del Balilla durante la ristrutturazione del 2010-2012

L'ex Casa del Balilla "Arnaldo Mussolini" è un palazzo polivalente progettato da Cesare Valle nel 1933-35, collocato sulla parte finale del viale, nei pressi del Piazzale della Vittoria. L'opera, che in seguito mutò il nome in "Casa della Gioventù Littoria", era stata pensata dell'Opera Nazionale Balilla come polo sportivo e culturale per l'indottrinamento ideologico dei giovani. La costruzione è stata classificata tra le opere più importanti del Razionalismo italiano.

Villino Boni

Il Villino Boni è un notevole esempio di edilizia residenziale della buona società negli anni trenta. Fu progettato dal geometra Bruno Neri su direttive dell'impresario edile Giovanni Boni e costruito tra il 1932 e il 1933.

L'edificio presenta una prospettiva ottocentesca con i piani superiori che poggiano sul piano terra rialzato, coronati dal parapetto e modulato sulle lesene sottostanti. Presenta grandi vetrate dalle quali si accede alle terrazze. L'ingresso presenta una grande scala elicoidale per raggiungere i piani superiori. Gli arredi interni e le suppellettili ben conservati mostrano lo stile di vita delle buone famiglie forlivesi alla fine degli anni trenta..

Palazzo dell'ex collegio aeronautico

Lo stesso argomento in dettaglio: Palazzo dell'ex collegio aeronautico.
Palazzo dell'ex collegio aeronautico

Il palazzo sorge all'angolo tra il viale della Libertà e il piazzale della Vittoria. L'edificio, costruito in stile razionalista su disegno di Cesare Valle risale al 1937 e fu sede del primo istituto aeronautico in Italia. Dal secondo dopoguerra è adibito ad uso scolastico.

Nel piazzale dell'edificio accanto all'entrata principale, si trova una statua rappresentante Icaro, opera dello scultore Francesco Saverio Palozzi.

Note

  1. 1 2 3 Chiara Magalini, Forlì - Viale Mussolini, su emiliaromagna.beniculturali.it, Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia-Romagna, 13/12/2011. URL consultato l'8 febbraio 2013.
  2. ↑ Razionalismo - Comune di Forlì : TURISMO e CULTURA, su www.scopriforli.it, 17 agosto 2021.
  3. ↑ Miglio bianco, su migliobianco.it.
  4. ↑ La visuale della Stazione Ferroviaria dal viale della Libertà rimane quella di 70 anni fa, in ForlìToday. URL consultato il 31 maggio 2018.
  5. ↑ Case per i Ferrovieri, i lavori si concluderanno a settembre, su tr24.it.
  6. ↑ Casa Economica Ferrovieri, su turismoforlivese.it.
  7. ↑ Case Incis in viale della Libertà: realizzate nel 1933, non avevano nulla da invidiare alle abitazioni moderne, su forlitoday.it.
  8. ↑ Case INCIS (PDF), su esplora.comeinforli.it.
  9. ↑ Case I.N.C.I.S., su turismoforlivese.it.
  10. ↑ Quando a Forlì venne meno il nome della Rosa, su forlitoday.it.
  11. ↑ Scheda sulle Case economiche per i postelegrafonici di Turismoforlivese
  12. ↑ Scheda su Villino Boni di Turismoforivese

Bibliografia

Voci correlate

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