| 15/18 | |
|---|---|
| Lingua originale | francese |
| Paese di produzione | Francia |
| Anno | 2026 |
| Durata | 105 min |
| Rapporto | 1,43:1 |
| Genere | drammatico |
| Regia | Cédric Kahn |
| Sceneggiatura | Cédric Kahn, Kahina Le Querrec |
| Produttore | Alexandra Henochsberg |
| Casa di produzione | Ad Vitam Films, Tropdebonheur Productions, France 2 Cinéma |
| Fotografia | Patrick Ghiringhelli |
| Montaggio | Géraldine Mangenot |
| Musiche | Gael Rakotondrabe |
| Scenografia | Guillaume Deviercy |
| Costumi | Alice Cambournac |
| Interpreti e personaggi | |
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15/18 è un film del 2026 diretto e co-sceneggiato da Cédric Kahn.
La diciassettenne Lucia viene condotta dalla polizia nel reparto di neuropsichiatria infantile di un ospedale pubblico francese, i cui pazienti hanno un'età compresa tra i 15 e i 18 anni (da qui il titolo del film). Lucia, che conosce già il reparto essendovi stata ricoverata in precedenza, ritrova l'amica Eloïse, che vi è ricoverata per un trattamento a lungo termine. Molti altri giovani, come Yasmine, Camélia, Ulysse e André, portano con sé il peso di gravi traumi e lottano contro le proprie difficoltà, pur presentando patologie e storie di vita diverse tra loro. L'équipe medica cerca di ascoltare i giovani pazienti, offrire loro sostegno e favorire il ricongiungimento con i genitori, ma anche i medici sono sottoposti a una pressione enorme. Quando un giorno viene ricoverato Enzo, tutto rischia di cambiare.
Prodotto da Alexandra Henochsberg per Ad Vitam, in co-produzione con Tropdebonheur Productions e France 2 Cinéma, con la partecipazione di Canal+, Ciné+ OCS, France Télévisions, TV5 Monde, Cinéaxe 7, Indéfilms 14, Cofinova 22, Cinéventure 11, con il sostegno della Région Occitanie.
Il film è stato sceneggiato da Cédric Kahn e Kahina Le Querrec, che aveva già collaborato a La Prière, dopo che Kahina Le Querrec aveva trascorso sei mesi in un reparto di neuropsichiatria infantile in provincia, mentre Cédric Kahn aveva passato tre settimane in un altro reparto a Parigi. Nei ricordi di Kahn, si trattava di reparti chiusi, senza cellulari e computer, dove prendevano appunti a mano ma restando sempre ben visibili, in particolare durante i colloqui con i giovani a cui avevano potuto assistere.
Per la parte dei pazienti sono stati scritturati giovani attrici e attori non professionisti, mentre lo stesso Cédric Kahn interpreta il ruolo del primario del reparto.
Riprendendo il dispositivo tecnico sperimentato per Il caso Goldman, Cédric Kahn e il direttore della fotografia Patrick Ghiringhelli hanno girato il film utilizzando tre cineprese simultaneamente e un formato d'immagine più stretto. Tale metodo ha permesso di catturare tutte le interazioni in tempo reale, evitando i consueti vincoli di raccordo e richiedendo all'ingegnere del suono Erwan Kerzanet un lavoro molto reattivo nel contesto di una piena improvvisazione.
Il film è stato presentato in anteprima mondiale il 4 settembre 2026 in Concorso alla 83ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia. Uscirà nelle sale cinematografiche francesi l'11 novembre 2026.
15/18 è stato generalmente accolto positivamente dalla critica. Guy Lodge, di Variety, ha elogiato la pellicola, accostandola a La classe - Entre les murs di Laurent Cantet e descrivendola come «estremamente sensibile», «tenera ma incisiva» e dotata di un «forte impatto emotivo». Jordan Mintzer, di Hollywood Reporter, ha rilevato delle affinità con la seconda opera di Kahn, Trop de bonheur, definendo il film «un'opera coinvolgente, capace di cogliere le sfumature e gli eccessi di adolescenti alle prese con depressione, disturbo bipolare e altri disordini emotivi», pur criticando il fatto che, «sul piano narrativo, non riesca mai a comporsi in un insieme sufficientemente incisivo». Miriam Balanescu, su IndieWire ha assegnato al film una valutazione di "A", osservando che «tratta i suoi personaggi con una straordinaria imparzialità, proprio come affronta il suo tema estremamente serio con la sensibilità e la ponderatezza che esso richiede». Peter Bradshaw, del quotidiano britannico The Guardian, gli assegnato 4 stelle su 5 e commenta che il regista «coniuga compassione e un'analisi forense lucida e minuziosa in questo film che sfida le convenzioni di genere, ponendo al centro della storia un tormentato triangolo amoroso».
Elisa Battistini, sul sito Quinlan.it, gli ha assegnato 7 su 10 e considera: «Forse senza quel tocco in grado di rendere il lavoro di Kahn un grande film, ma senz'altro con la capacità di affrontare la malattia mentale e il disagio giovanile con precisione e intelligenza».
