| Sixth United States Army Group | |
|---|---|
| Descrizione generale | |
| Attivo | agosto 1944 - luglio 1945 |
| Nazione | |
| Servizio | United States Army |
| Tipo | Gruppo d'armate |
| Battaglie/guerre | Seconda guerra mondiale |
| Parte di | |
(fino al settembre 1944) (dal settembre 1944) | |
| Reparti dipendenti | |
| Comandanti | |
| Degni di nota | Jacob Devers |
| fonti citate nel corpo del testo | |
| Voci su unità militari presenti su Wikipedia | |
Il Sixth United States Army Group fu un gruppo d'armate dello United States Army, attivo durante il periodo della seconda guerra mondiale.
Il gruppo d'armate fu creato, sotto il comando del generale Jacob Devers, nell'agosto 1944 specificamente per guidare le operazioni terrestri dell'invasione anfibia alleata della Francia meridionale (operazione Dragoon), riunendo sotto di sé la Seventh United States Army e la 1re Armée francese; il gruppo d'armate agì inizialmente sotto la direzione strategica del comando alleato per il teatro del mar Mediterraneo (Allied Force Headquarters), ma il 15 settembre passò sotto il controllo del comando supremo alleato per il fronte occidentale (Supreme Headquarters Allied Expeditionary Force).
Dopo aver completato la liberazione della Francia meridionale, il gruppo d'armate di Devers si posizionò nel settore meridionale del fronte occidentale, sostenendo duri combattimenti per liberare la regione francese dell'Alsazia e portarsi al confine con la Germania nazista. Nel marzo 1945 il Sixth Army Group partecipò alla campagna della Renania occupando le regioni tedesche della Saarland e del Palatinato, dopo di ché passò il Reno e avanzò in profondità nella Germania meridionale; l'unità terminò le sue operazioni belliche ai primi di maggio nell'Austria occidentale, dove si ricongiunse alle forze alleate che risalivano verso nord dall'Italia. Il gruppo d'armate fu infine sciolto nel luglio 1945.

La genesi del Sixth United States Army Group prese avvio nel corso della pianificazione dell'operazione Dragoon, lo sbarco anfibio dei reparti degli Alleati nel sud della Francia. Benché le operazioni alleate sul territorio francese ricadessero nella responsabilità del Supreme Headquarters Allied Expeditionary Force (SHAEF) del generale statunitense Dwight D. Eisenhower, la pianificazione e conduzione dell'operazione Dragoon fu affidata al comando supremo alleato per il teatro bellico del mar Mediterraneo, ovvero l'Allied Force Headquarters (AFHQ) retto all'epoca dal generale britannico Henry Maitland Wilson; fin dall'inizio venne stabilito, comunque, che le forze assegnate all'operazione sarebbero rientrare sotto la responsabilità dello SHAEF una volta che si fossero fisicamente ricongiunte a questo all'interno della Francia.
La definizione della catena di comando per l'operazione Dragoon fu oggetto di una certa contesa politica: le unità assegnate all'operazione comprendevano infatti un comando d'armata statunitense, la Seventh United States Army del generale Alexander Patch, e un più consistente gruppo di forze francesi riunite sotto il comando dell'Armée B (poi 1re Armée) del generale Jean de Lattre de Tassigny. La netta prevalenza di divisioni francesi impegnate nell'operazione rispetto ale rispettive divisioni statunitensi spinse il leader della "Francia libera", il generale Charles de Gaulle, a insistere perché un generale francese fosse nominato comandante in campo delle forze terrestri assegnate a Dragoon; una richiesta ritenuta irricevibile dalle autorità degli Stati Uniti che, oltre ad avere rapporti politici non facili con lo stesso De Gaulle, puntavano a mantenere sotto il loro stretto controllo l'impiego tattico delle truppe statunitensi nonché i loro rifornimenti e rimpiazzi. Tra l'aprile e il maggio 1944 il britannico Wilson riuscì a mediare una soluzione di compromesso: considerando anche l'inesperienza dei francesi nella conduzione di operazioni anfibie su ampia scala, Wilson stabilì che tutte le truppe terrestri impegnate nella prima fase dell'assalto, tanto statunitensi quanto francesi, sarebbero state interamente controllate dalla Seventh Army di Patch; una volta che tutte le unità francesi fossero state portate a terra sarebbero passate sotto il comando dell'Armée B di de Tassigny, e tanto questa quanto l'armata di Patch sarebbero state subordinate a un comando di gruppo d'armata affidato a un generale statunitense.
All'inizio di luglio 1944 Wilson formulò quindi i preparativi per l'attivazione di un quartier generale specifico per le forze impegnate nell'operazione Dragoon: indicato come "Distaccamento avanzato dell'AFHQ" (Advanced Detachment AFHQ), questo comando avrebbe fatto da raccordo tra l'AFHQ e la Seventh Army impegnata nella fase iniziale dell'assalto nonché gestito la distribuzione del supporto aereo e navale tra le truppe impegnate nella Francia meridionale e quelle schierate sul fronte italiano. Alla guida di questo comando Wilson designò il suo vicecomandante all'AFHQ, il generale statunitense Jacob Devers, una nomina che trovò, il 12 luglio, l'approvazione dello stesso Eisenhower allo SHAEF e, il 16 luglio, del capo di stato maggiore dello U.S. Army George Marshall. L'Advanced Detachment AFHQ, formalmente attivato il Corsica il 29 luglio, fu subito inteso per fare da base alla costituzione del previsto gruppo d'armate per la Francia meridionale, designato come Sixth United States Army Group; quest'ultimo, pur attivato anch'esso il 1º agosto, fu mantenuto in stato di quiescenza al fine di sviare i servizi informativi tedeschi.

Gli assalti anfibi dell'operazione Dragoon furono portati felicemente a termine il 15 agosto 1944 lungo la costa della Provenza tra Cavalaire-sur-Mer e Saint-Raphaël, traducendosi in una campagna rapida e vittoriosa: mentre le unità francesi piegavano a ovest per andare a liberare gli strategici porti di Marsiglia e Tolone, le unità statunitensi si lanciarono all'inseguimento dei reparti tedeschi, in disordinata ritirata verso nord lungo la valle del Rodano; le colonne tedesche evitarono l'accerchiamento nel corso della battaglia di Montélimar ma dovettero abbandonare l'intera Francia meridionale e centrale, consentendo agli Alleati di liberare Lione il 3 settembre e Digione l'11 settembre. Il giorno successivo le avanguardie delle unità francesi si incontrarono a Châtillon-sur-Seine con le unità avanzate della Third United States Army, sancendo il congiungimento fisico tra le forze dell'operazione Dragoon e quelle dell'operazione Overlord nel nord della Francia; di conseguenza, il 15 settembre le forze assegnate all'operazione Dragoon passarono ufficialmente dal controllo dell'AFHQ di Wilson a quello dello SHAEF di Eisenhower, e il comando del generale Deveres divenne quindi pienamente operativo sotto la designazione di Sixth United States Army Group.
Il gruppo d'armate di Devers assunse la responsabilità del tratto meridionale del fronte occidentale, a sud delle posizioni del Twelfth United States Army Group in Lorena e fino al confine con la neutrale Svizzera, con la Seventh Army di Patch sulla sinistra e la 1re Armée di de Tassigny sulla destra; dal Sixth Army Group dipendevano inoltre formalmente le unità francesi schierate sul fronte delle Alpi occidentali al confine franco-italiano, un settore comunque periferico e secondario. Dopo il lungo inseguimento di settembre attraverso la Francia meridionale, nell'ottobre 1944 le unità di Devers segnarono il passo, sia per difficoltà nel ricevere i giusti rifornimenti lungo linee logistiche allungate e sovraffollate, sia perché i tedeschi poterono ricostruire un solido fronte difensivo appoggiandosi ai rilievi dei Vosgi nella Francia orientale. La battaglia dei Vosgi vide le forze franco-statunitensi avanzare lentamente lottando, oltre che con i tedeschi, anche contro il terreno montuoso e il maltempo: alla fine, il 13 novembre le unità della Seventh Army presero Sarrebourg e aprirono una linea di avanzata attraverso i Vosgi settentrionali, consentendo a unità meccanizzate francesi di liberare Strasburgo il 23 novembre e di portarsi quindi sul confine con la Germania nazista lungo il Reno; contemporaneamente, la 1re Armée avanzò nei Vosgi meridionali, liberando Belfort e Mulhouse tra il 18 e il 25 novembre per poi raggiungere il Reno all'altezza di Neuf-Brisach. In mezzo a queste due punte avanzate, comunque, i tedeschi furono in grado di conservare una sacca di territorio nei Vosgi attorno alla città di Colmar, che in dicembre resistette ai tentativi della 1re Armée di eliminarla; contemporaneamente, la Seventh Army statunitense si spinse verso nord da Strasburgo liberando l'Alsazia settentrionale e portandosi vicino al confine con la Germania nel Palatinato.
Il dicembre 1944 vide una sostanziale stasi delle operazioni nel settore del Sixth Army Group, in particolare a causa del richiamo di varie unità statunitensi dopo il lancio, da parte dei tedeschi, dell'offensiva delle Ardenne più a nord; in questo ambito, la Seventh Army estese il suo settore operativo alla Lorena settentrionale dopo che la Third Army venne ridiretta più a nord per fronteggiare l'attacco tedesco nelle Ardenne. Poco prima della mezzanotte del 31 dicembre i tedeschi sferrarono una massiccia offensiva nell'Alsazia settentrionale (operazione Nordwind), colpendo le estese posizioni della Seventh Army nella regione e guadagnando inizialmente terreno. L'offensiva portò a nuove discussioni politiche tra i vertici statunitensi e francesi: Devers, su istruzioni di Eisenhower, autorizzò un piano per far arretrare la Seventh Army su posizioni meglio difendibili ai piedi dei Vosgi, accorciando la linea del fronte e dando la precedenza alla salvaguardia dell'integrità delle truppe piuttosto che al possesso del terreno; questa soluzione avrebbe però comportato l'abbandono al nemico della grande città di Strasburgo, da poco liberata, e fu di conseguenza fortemente criticata dai vertici politici e militari francesi. Alla fine, il 3 gennaio 1945 Eisenhower autorizzò Devers a mettere in atto un ripiegamento più contenuto, abbandonando alcune posizioni nell'Alsazia settentrionale ma conservando saldamente il controllo di Strasburgo; dopo vari attacchi l'offensiva tedesca andò esaurendosi il 25 gennaio, con la linea statunitense ora ancorata al corso del fiume Moder poco a nord di Strasburgo.
Superato il periodo di crisi dato dalle offensive tedesche nelle Ardenne e in Alsazia, nel febbraio 1945 gli Alleati occidentali si prepararono a sferrare una serie di attacchi in successione per sgombrare dai reparti nemici i territori a occidente del Reno. Nel settore del Sixth Army Group la 1re Armée francese, supportata da alcune unità statunitensi, lanciò a partire dal 20 gennaio un'offensiva per eliminare la sacca di Colmar nell'Alsazia meridionale, operazione portata felicemente a termine il 9 febbraio dopo una difficile campagna condotta in pieno inverno su terreno montuoso; contemporaneamente, il 17 febbraio la Seventh Army statunitense condusse alcune offensive limitate nella Lorena settentrionale, guadagnando alla fine del mese un punto d'appoggio in territorio tedesco poco a sud di Saarbrücken. Nella seconda metà di marzo la Seventh Army collaborò con la Third Army nello sferrare una massiccia offensiva contro le posizioni tedesche nella Saarland e nel Palatinato (operazione Undertone), ottenendo un successo completo: le difese tedesche della Linea Sigfrido vennero sfondate e l'intera regione cadde in mano agli statunitensi, con la Seventh Army ora saldamente insediata lungo al sponda occidentale del Reno.
La campagna finale delle forze di Devers ebbe inizio il 26 marzo 1945 quando i reparti della Seventh Army passarono il Reno nella zona di Worms, seguiti il 31 marzo dalle unità francesi della 1re Armée che superarono il fiume più a sud a Spira e Germersheim. Eisenhower assegnò al Sixth Army Group il compito di occupare nel più breve tempo possibile la Germania meridionale, impedendo in particolare ai reparti tedeschi di ripiegare su posizioni meglio difendibili ai piedi delle Alpi; fatto questo, i reparti di Devers dovevano passare in Austria e ricongiungersi con le forze alleate che stavano risalendo dall'Italia. Le unità della Seventh Army dovettero sostenere alcuni duri combattimenti contro i tedeschi nella valle del fiume Neckar nonché presso i grandi centri abitati di Heilbronn e di Norimberga, ma superata questa resistenza iniziale l'avanzata procedette con decisione e gli statunitensi dilagarono in Baviera; contemporaneamente, le unità della 1re Armée lanciarono una campagna nel Baden-Württemberg per accerchiare le unità tedesche ancora schierate sull'alto corso del Reno, catturando Stoccarda e intrappolando diverse unità nemiche nella zona della Foresta Nera.
Il 22 aprile i reparti francesi e statunitensi passarono in vari punti il corso del Danubio, incontrando davanti a sé una resistenza ormai episodica. Il 30 aprile reparti della Seventh Army presero Monaco di Baviera, da dove proseguirono verso la valle dell'Inn in territorio austriaco; contemporaneamente, anche i reparti della 1re Armée attraversavano il confine austro-tedesco avanzando nella regione del Vorarlberg. Guidate da partigiani austriaci, unità della Seventh Army raggiunsero il passo del Brennero alla mezzanotte del 4 maggio, e più avanti quello stesso giorno si ricongiunsero alle prime avanguardie della Fifth United States Army che stavano risalendo verso il passo dal lato italiano; altre unità della Seventh Army entrarono quello stesso 4 maggio a Salisburgo. Pochi giorni dopo, l'8 maggio, la Germania nazista si arrese agli Alleati sancendo la fine delle operazioni di combattimento in Europa.
Poco dopo la conclusione delle ostilità, il Sixth Army Group fu di fatto reso inattivo: il controllo della 1re Armée fu restituito all'esercito francese mentre la Seventh Army fu assegnata al Twelfth Army Group e spostata nella Germania meridionale come forza di occupazione; lo stesso Devers lasciò la guida dell'unità il 15 giugno 1945 per rientrare negli Stati Uniti e assumere il comando generale delle forze terrestri dello U.S. Army (Army Ground Forces). Il quartier generale del Sixth Army group fu infine formalmente disattivato il 20 luglio 1945.