| African Union Mission in Somalia | |
|---|---|
| Descrizione generale | |
| Attiva | Marzo 2007 - 31 Marzo 2022 (15 anni, 25 giorni) |
| Servizio | Unione africana |
| Tipo | Missione internazionale |
| Ruolo | Sostegno al governo somalo Aiuti umanitari Addestramento forze somale |
| Dimensione | +21.500 soldati +500 poliziotti |
| Quartier generale | Mogadiscio |
| Battaglie/guerre | Guerra civile somala |
| Comandanti | |
| Comandanti | generale Andrew Gutti generale Cyprien Hakiza |
| Voci su unità militari presenti su Wikipedia | |
La missione dell'Unione africana in Somalia (in lingua inglese African Union Mission in Somalia, in acronimo AMISOM) è stata autorizzata il 19 gennaio 2007 per assicurare la sicurezza e la pace dopo la guerra in Somalia in atto dal 2006. La missione è stata approvata dalle Nazioni Unite il 20 febbraio 2007 per assicurare la protezione dei membri del congresso per la riconciliazione nazionale somalo e la messa in sicurezza delle infrastrutture chiave.
La durata del mandato è stata estesa di volta in volta, fino a quando l'AMISOM non è stato sostituito il 1º aprile 2022 dalla Missione di Transizione dell'Unione Africana in Somalia (in lingua inglese African Union Transition Mission in Somalia, in acronimo ATMIS).
La missione fu creata dal Consiglio per la pace e la sicurezza dell'Unione Africana il 19 gennaio 2007 con un mandato di sei mesi ed autorizzata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite il 21 febbraio 2007, con la Risoluzione 1744. Con la Risoluzione 1772 del 20 agosto 2007, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite incoraggia l'AMISOM a sostenere il governo federale di transizione, mettere in opera una strategia di sicurezza nazionale, formare le forze di sicurezza somale, e contribuire a creare un ambiente sicuro per la distribuzione degli aiuti umanitari.
Il mandato dell'AMISOM è stato successivamente prolungato ogni sei o dodici mesi. L'8 gennaio 2010, il Consiglio di pace e sicurezza dell'Unione Africana lo ha prorogato per un nuovo periodo di dodici mesi. Con la Risoluzione 1910 del 28 gennaio 2010, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha autorizzato il mantenimento dell'AMISOM fino al 31 gennaio 2011.

In un incontro a porte chiuse svoltosi a Kampala il 22 luglio 2010, i ministri dell'UA avevano concordato di espandere il mandato della missione da un ruolo di peacekeeping a quello di peace-enforcement che avrebbe affrontato più direttamente la lotta contro Al-Shabaab. La decisione venne subito dopo attacchi bomba mortali nella capitale ugandese nel luglio 2010. Pochi giorni dopo in risposta a pressione dell'ONU l'UA concordò di non espandere il mandato ma consentì comunque bombardamenti preventivi contro Al-Shabaab e promise più truppe da altri Paesi africani. Il 23 luglio 2010, anche il Gibuti e la Guinea hanno impegnato truppe nell'AMISOM. Inoltre il numero di effettivi è cresciuto negli anni seguenti.

Nel 2010 la missione contava 5 250 soldati, di cui 2 550 forniti dal Burundi e 2 700 dall'Uganda.
Il 17 settembre 2010, un inviato dell'UA ha detto a Nairobi che l'ampiezza della AMISOM era cresciuta da 6 300 a 7 200 soldati dopo che un altro battaglione dall'Uganda si era unito alla forza.
A dicembre 2010, il Consiglio di Sicurezza dell'ONU con la Risoluzione 1964 del 22 dicembre 2010 appoggiò la AMISOM ad aumentare la dimensione autorizzata della missione a 12 000 truppe ed allo stesso tempo informative dicono che l'Uganda aveva promesso altri 1 800 militari e il Burundi altri 850. Nel marzo 2011 il Burundi ha inviato altri 1 000 soldati all'AMISOM, portando il numero totale di soldati burundesi dispiegati a 4 400.
I suoi effettivi sono passati a 8 375 il 25 febbraio 2011, a 9 700 nel novembre 2011, 12 000 erano attesi per il 2012 di cui 850 militari del Gibuti a fine 2011 e un contingente della Sierra Leone per l'estate 2012 e 20 000 richiesti.
Inoltre da ottobre 2011 anche il Kenya ha inviato delle forze coordinate con l'esercito somalo nell'operazione Linda nchi contro gli Al-Shabaab nel sud della Somalia, con una missione parallela ufficialmente guidata dall'esercito somalo, con le forze keniane con un ruolo di supporto. Il 12 novembre il governo keniano concordò di sottomettere le proprie forze al comando dell'AMISOM,.
Nel febbraio 2012, il Consiglio di Sicurezza dell'ONU acconsentì nuovamente ad incrementare il numero di truppe dispiegate dell'AMISOM, da 12 000 a 17 731, dopo una serie di successi contro combattenti di al-Shabaab che avevano in precedenza posizioni nelle aree centrali e meridionali del Paese. Nello stesso mese il Comandante dell'UA Fred Mugisha suggerì che Al-Shabaab era "al suo punto di minimo" e sarebbe "implosa in un prossimo futuro" dovuto a successive sconfitte militari così come all'esodo verso la Penisola Arabica di centinaia di combattenti del gruppo. Pertanto a marzo 2012 il Kenya indicò che avrebbe mandato 5 000 soldati per unirsi alla coalizione. Analisti ritenevano che i rinforzi delle truppe dell'UA avrebbero aiutato il governo somalo ad espandere gradualmente il proprio controllo del territorio. I successi militari contro gli islamisti indussero anche gli Stati Uniti a intensificare gli sforzi per allenare ed equipaggiare le truppe AMISOM per eliminare gli insorti Al-Shabaab e limitarne l'influenza. A inizio giugno 2012, il contingente keniano, ufficialmente di 4 631 soldati, è stato integrato nella Missione dell'Unione africana in Somalia.
Nel novembre 2013, anche l'Etiopia ha annunciato che avrebbe integrato le proprie truppe dispiegate in Somalia nella forza multinazionale AMISOM. Il Ministro degli Esteri della Somalia Fowzia Haji Yussuf approvò la decisione dichiarando che ciò avrebbe galvanizzato la campagna della AMISOM contro gli insorti. L'annuncio dell'Etiopia venne un mese dopo un fallito attacco bomba di Al-Shabaab nella capitale etiope Addis Ababa, e una settimana dopo che l'Etiopia ricevette una nuova minaccia terroristica da parte del gruppo. Secondo il portavoce del Ministero degli Affari Esteri etiope, l'ambasciatrice Dina Mufti, la decisione di unirsi all'AMISOM è volta a rendere più sicura l'operazione di peacekeeping. Analisti hanno suggerito che la mossa fosse motivata soprattutto da considerazioni finanziarie, mettendo i costi operativi nel budget della missione AMISOM. La lunga esperienza dell'Etiopia nel territorio somalo, il suo equipaggiamento, gli elicotteri, e la possibilità di un migliore coordinamento, avrebbero aiutato l'avanzata della missione. D'altra parte vi era un certo disagio per l'ingresso dell'Etiopia nell'AMISOM a causa del pesante intervento dell'Etiopia nel 2006 e vi erano timori che Al Shabaab potesse usare il risentimento dei somali verso l'Etiopia come un grido di battaglia e per attirare nuovi membri.
Nel dicembre 2013, il governo statunitense ha stabilito una cellula di coordinamento militare a Mogadiscio su richiesta dell'AMISOM e del governo somalo. L'unità consiste di una piccola squadra di meno di cinque consiglieri, inclusi pianificatori e comunicatori tra AMISOM e autorità somale. Essa deve fornire supporto di consulenza e pianificazione alle forze alleate per accrescerne la capacità e promuovere pace e sicurezza nel Paese e nella regione.
A inizio 2016, l'AMISOM contava 22 000 uomini, di cui 6 000 dell'Uganda, 5 400 del Burundi, 4 400 dell'Etiopia e 3 600 del Kenya. Queste forze si battono contro Al-Shabaab in una guerra asimmetrica. Le perdite umane tra il 2007 ed il 2011 sono state di circa 250 soldati uccisi.
Nel luglio 2018, in occasione del rinnovo del mandato, è stato stabilito come obiettivo la riduzione del numero delle truppe a un massimo di 20 626 entro febbraio 2019.
Secondo l’ONG Human Rights Watch (HRW), i soldati della forza dell'Unione Africana in Somalia (AMISOM) hanno stuprato e sfruttato sessualmente donne e giovani somale nelle loro basi di Mogadiscio.
« I soldati dell'UA, attraverso intermediari somali, hanno utilizzato una varietà di tattiche, tra cui gli aiuti umanitari, per costringere delle donne e delle giovani vulnerabili a delle attività sessuali. Hanno anche violentato ed aggredito sessualmente delle donne venute a cercare un aiuto medico o dell'acqua alle basi dell’AMISOM », ha dettagliato HRW.
« I paesi che hanno inviato truppe, l'Unione Africana (UA) e i donatori che finanziano l’AMISOM dovrebbero interessarsi urgentemente di questi abusi e rinforzare le procedure in Somalia affinché sia resa giustizia », ha osservato l’ONG di difesa dei diritti dell'Uomo in questo rapporto di 71 pagine.
| No. | Nome | Nationalità | Dal | Al | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1 | Maj. Gen. Levi Karuhanga | 14 febbraio 2007 | 3 marzo 2008 | ||
| 2 | Maj. Gen. Francis Okello | 3 marzo 2008 | 7 luglio 2009 | ||
| 3 | Maj. Gen. Nathan Mugisha | 7 luglio 2009 | 15 giugno 2011 | ||
| 4 | Maj. Gen. Fredrick Mugisha | 15 giugno 2011 | 2 maggio 2012 | ||
| 5 | Lt. Gen. Andrew Gutti | 3 maggio 2012 | 16 dicembre 2013 | ||
| 6 | Lt. Gen. Silas Ntigurirwa | 16 dicembre 2013 | 15 dicembre 2014 | ||
| 7 | Lt. Gen. Jonathon Kipkemoi Rono | dicembre 2014 | 23 dicembre 2015 | ||
| 8 | Maj. Gen. Nakibus Lakara | dicembre 2015 | Facente funzioni pro tempore | ||
| 9 | Maj. Gen. Mohamedesha Zeyinu | marzo 2016 | Facente funzioni pro tempore | ||
| 10 | Lt. Gen. Osman Noor Soubagleh | 18 luglio 2016 | in carica | ||
Secondo il SIPRI, 1'039 soldati AMISOM sono stati uccisi in azioni tra il 1 gennaio 2009 e il 31 dicembre 2013, con altri 69 incidenti mortali nel 2014 (per AMISOM) portando il totale a 1'108 morti dal 2009 al 2014.
I registri della struttura medica AMISOM indicavano che 110 soldati ugandesi e 95 burundesi sono morti tra marzo 2007 e febbraio 2011 in Somalia. Altri 798 soldati AMISOM sono stati feriti. Alcuni degli incidenti più mortali sono stati:
Queste furono all'epoca le perdite più ingenti dall'inizio della missione AMISOM. Dei soldati uccisi 43 furono confermati come burundesi e 10 come ugandesi. Inoltre 110 dei feriti furono bugandesi. Oltre ai 43 uccisi in azione, altri 4 soldati burundesi furono dichiarati dispersi in azione.