| Abbas Araghchi | |
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| Ministro degli affari esteri della Repubblica Islamica dell'Iran | |
| In carica | |
| Inizio mandato | 21 agosto 2024 |
| Presidente | Masoud Pezeshkian |
| Predecessore | Ali Bagheri Kani (facente funzione) |
| Ambasciatore dell'Iran in Giappone | |
| Durata mandato | 4 gennaio 2008 – ottobre 2011 |
| Presidente | Mahmoud Ahmadinejad |
| Predecessore | Mohsen Talaei |
| Successore | Majid Matlabi Shabestari (f.f.) |
| Ambasciatore dell'Iran in Finlandia | |
| Durata mandato | 19 dicembre 1999 – 6 settembre 2003 |
| Presidente | Mohammad Khatami |
| Predecessore | Mahmoud Boroujerdi |
| Successore | Javad Kachoueian |
| Dati generali | |
| Titolo di studio | dottorato di ricerca |
| Università | Università del Kent |
| Firma | |
Abbas Araghchi (in persiano عَبَّاس عَرَاقْچِی; Teheran, 5 dicembre 1962) è un diplomatico e politico iraniano, ministro degli Esteri dell'Iran dal 21 agosto 2024. In precedenza ha ricoperto il ruolo di portavoce del Ministero degli Esteri e di ambasciatore iraniano in Finlandia e in Giappone.
Araghchi è nato il 5 dicembre 1962 a Teheran da una famiglia persiana. Ha tre sorelle e tre fratelli, la maggior parte dei quali attiva nel commercio. Il nonno era un commerciante di tappeti. Il padre è morto invece quando Araghchi aveva 17 anni.
Da adolescente ha partecipato alla Rivoluzione iraniana del 1979, dopo la quale si è arruolato nei Guardiani della Rivoluzione, dove ha prestato servizio per quasi dieci anni e combattuto nella Guerra Iran-Iraq.
I due fratelli maggiori hanno entrambi ricoperto incarichi di rilievo: uno è membro del Consiglio di amministrazione dell'Unione degli Esportatori, l'altro è membro dell'Unione dei Venditori. Il nipote Ahmad Araghchi, ex vicedirettore della Banca Centrale iraniana per il settore valutario, è stato rimosso dall'incarico e in seguito arrestato nell'ambito di un'indagine sulla crisi valutaria iraniana.
Araghchi è stato sposato con Bahareh Abdollahi, dalla quale ha avuto due figli e una figlia. Dopo il divorzio, si è risposato con Arezoo Ahmadvand.
Araghchi ha conseguito una laurea triennale in relazioni internazionali presso la Scuola di relazioni internazionali, istituto affiliato al Ministero degli Affari Esteri iraniano. Ha poi ottenuto una laurea magistrale in scienze politiche presso l'Università Azad Islamica di Teheran.
Successivamente ha conseguito un dottorato di ricerca presso l'Università del Kent, con una tesi in inglese su L'evoluzione del concetto di partecipazione politica nel pensiero politico islamico del XX secolo (1996). La tesi, supervisionata dal politologo David McLellan, studioso del marxismo, sostiene che il pensiero politico islamico moderno ha cercato di conciliare il principio della sovranità divina con quello della sovranità popolare, incorporando elementi della teoria democratica occidentale nei principi islamici e sviluppando istituzioni democratiche nel quadro della shari'a.
Araghchi entra nel Ministero degli Esteri nel 1989. Nel corso degli anni novanta serve come chargé d'affaires presso la missione permanente iraniana all'Organizzazione della cooperazione islamica, con sede a Gedda, in Arabia Saudita, e successivamente come direttore generale dell'Istituto di studi politici e internazionali (IPIS). Dal 1999 al 2003 ricopre il ruolo di ambasciatore in Finlandia.
Dal 2004 al 2005 è preside della Scuola di relazioni internazionali, e dal 2005 al 2007 riveste la carica di viceministro degli Esteri. Dal 2008 al 2011 è ambasciatore in Giappone.
Tra il 2011 e il 2013 ricopre la carica di vice per gli affari dell'Asia-Pacifico e del Commonwealth. Nel 2013 torna a ricoprire la carica di viceministro degli Esteri e assume anche quella di portavoce del Ministero.
Araghchi agisce come principale negoziatore nucleare dell'Iran nei colloqui con il P5+1, sotto la presidenza di Hassan Rouhani, nell'ambito del processo che porta al Piano d'azione globale congiunto (JCPOA) del 2015 tra l'Iran e gli Stati Uniti.
Dal 2017 al 2021 serve come viceministro politico degli Esteri. Nell'agosto del 2021, dopo l'insediamento del presidente Ebrahim Raisi, Araghchi viene sostituito come viceministro e capo negoziatore sul nucleare da Ali Bagheri. I media di stato riferiscono che il suo ruolo viene ridotto a quello di consulente del Ministero, una mossa interpretata dagli analisti come segnale di un orientamento più intransigente nella politica nucleare iraniana.
Dopo la rimozione dal Ministero degli Esteri, Araghchi si ritira temporaneamente dalla vita pubblica, per poi essere nominato dall'ayatollah Ali Khamenei segretario del Consiglio strategico per le relazioni estere, organo consultivo dell'Ufficio del Leader supremo. La nomina, ritenuta inattesa dagli osservatori, gli restituisce influenza nei circoli della politica estera e lo avvicina all'entourage di Khamenei.

L'11 agosto 2024 il presidente Masoud Pezeshkian nomina Araghchi candidato al Ministero degli Esteri. Il 21 agosto ottiene la fiducia dell'Assemblea consultiva islamica e diventa ufficialmente ministro degli Esteri.
Nel gennaio 2025 diventa il primo ministro degli Esteri iraniano a visitare l'Afghanistan dal 2017, nonché il primo a farlo dopo la presa del potere dei Talebani nel 2021. Sempre in gennaio 2025 incontra la dirigenza di Hamas in Qatar, a margine di un accordo di cessate il fuoco nella guerra di Gaza.
Tra 2025 e inizio 2026 è protagonista dei negoziati con gli Stati Uniti sul programma nucleare iraniano, il cui fallimento porta all'attacco israelo-statunitense del 1º marzo 2026.
Araghchi è autore di libri e articoli di diplomatica e relazioni internazionali, tra cui Negoziati: il potere della diplomazia, pubblicato nel 2024 e tradotto in inglese nel 2025.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 7197170529778820220008 · ISNI (EN) 0000 0000 5344 5813 · LCCN (EN) no2005102438 · GND (DE) 1315175606 · NDL (EN, JA) 033782246 |
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