| Accaria frazione | |
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Comune | Serrastretta |
| Territorio | |
| Coordinate | |
| Abitanti | 532 |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 88040 |
| Prefisso | 0968 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Cod. catastale | 1655 |
| Cl. sismica | zona 1 (sismicità alta) |
| Patrono | Beata Vergine del Rosario |
| Giorno festivo | prima domenica di ottobre |
Accaria (in dialetto locale Laccària) è una frazione del comune sparso di Serrastretta, in provincia di Catanzaro.
È formata dalle borgate Rosario, Immacolata (Quinzi), Palmatico.
Accaria si estende in senso longitudinale a nord del Parco Dossi Comuni (250 mt s.l.m) di Lamezia Terme e a sud di Monte Condrò (1198 mt s.l.m.), in zona collinare. Fa parte della parte più bassa dell’area montana del Reventino (1417 mt s.l.m) che è a sua volta il prolungamento occidentale della Sila Piccola. La frazione è costeggiata dai torrenti Badia (fra Palmatico e Fronti) e Verre (fra Accaria Rosario e Galli).
Posta in collina, il clima di Accaria, di tipo mediterraneo, è influenzato dalla vicinanza con la Piana di Sant'Eufemia, con la possibilità in inverno della formazione di banchi di nebbia e di estati anche piuttosto afose.
Il borgo sorse al principio del XVIII secolo, in un generale processo di dispersione della popolazione di Serrastretta già avviato nel secolo precedente per sfuggire ai Jus imposti dai signori feudali D'Aquino (1608-1799) duchi di Feroleto e Utili Signori di Nicastro tramite le famigerate Capitolazioni imposte alla popolazione che, per sfuggire all’oppressione fiscale cercava nuovi terreni da coltivare.
Se si analizzano i primi catasti onciari di Serrastretta (1742) e Feroleto (1746), sono citate le località che formano attualmente Accaria ma ancora come semplici fondi agricoli o per la produzione di gelso per la bachicoltura di proprietà o delle chiese di Zangarona e Feroleto o di nobili famiglie di Serrastretta e Feroleto. L’ultima feudataria d’Aquino, Donna Vincenzina Pico d’Aquino, al fine di capitalizzare al massimo il suo feudo, attenuò le Capitolazioni e fece censire le proprietà agricole al fine di tassarle (1765), sicché favorì l’edificazione e la permanenza stabile di molti proprietari terrieri (o loro coloni) di Serrastretta e Feroleto che favorì lo sviluppo urbano del borgo e l’edificazione delle chiese di Quinzi (1771-1772) e di Accaria Rosario (1795), poi divenuta Parrocchia (1812).
La storia della frazione si caratterizzerà per la presenza di molte famiglie dedite al lavoro servile (coloni) e di pochi agiati proprietari terrieri (famiglie Mascaro e Scalise a Quinzi e Scalise ad Accaria Rosario). Nonostante la bassa scolarizzazione della sua popolazione, anche ad Accaria sorse una Società Carbonara, con dei volontari che parteciparono alle guerre per l’unificazione nazionale del 1848, 1860, 1866, 1870, e, in virtù della presa di coscienza nazionale, nacque nel 1912, la Società Operaia e Agricola.
È stata attivo ad Accaria sia un ufficio telegrafico che la Posta (1912-2012).
Dal 1945 in poi, come molti paesi dell’area interna, soffre dello spopolamento dovuto alla mancanza di lavoro, bassa natalità e di servizi essenziali, che hanno portato alla chiusura di molte attività commerciali, del crollo dell’artigianato locale (ferramenta e lavorazione del legno), nonostante la vicinanza con il grosso centro urbano di Lamezia Terme.
Il nome della frazione Accaria deriverebbe da un tal Caria suo primo abitante, ma la frequenza del territorio è di origine molto antica poiché vi sono presenti dei siti magico-religioso d’età protostorica con presenza di incisioni coppellate presso il pianoro detto “Piano di Scifo” e presso le “Grutte” (Chianu d’i Griaci) fra Palmatico e Zangarona.
La parrocchia di Accaria è formata dalla chiesa dell’Immacolata (Quinzi), dalla chiesa della Madonna del Rosario (Accaria Rosario) e, nel territorio soggetto a Feroleto Antico, dalla chiesa dell’Immacolata nella frazione Vaiola e del Santuario di San Giovanni Paolo II nella frazione Cardolo. Fa parte dal 2008 della Vicaria di Pianopoli.
Ad Accaria è parlato il dialetto calabrese, nello specifico il dialetto lametino. L'Associazione Culturale "Insieme per Accaria" si occupa dell'organizzazione di attività volte ad incentivare l'aggregazione e la diffusione della cultura.
Le pietanze tipiche di Accaria sono le stesse che si ritrovano a Serrastretta, quali "Pasta chjina", ovvero pasta ripiena con uova, polpette di carne, formaggio pecorino e sugo di pomodoro, il tutto cotto al forno; "Mulingiane chine", polpette di melanzane messe in una conchiglia fatta dalla buccia della melanzana fritte; "Fhjuri mbainati"", ovvero pastelle di fiori di zucca; "Grispelle", ciambelle fritte fatte di pasta di patate; "Vrasciole" (braciole di patate) con patate, formaggio pecorino e prezzemolo. Si usa produrre nelle famiglie salumi vari, come la soppressata, le salsicce, il capicollo, il guanciale affumicato, detto "Vuffhjiulu" oltre a modeste quantità di vino, olio, conserve di olive e giardiniera e castagne essiccate. Durante la “Sagra dell’Orto”, che si svolge ogni anno ad agosto il menu fisso comprende principalmente la Pasta all’Accariota (Penne con melanzane e peperoni).
L'Accaria Galli milita nel campionato di Terza Categoria calabrese.