
Adolf Vogt (Gießen, 27 ottobre 1823 – Berna, 28 dicembre 1907) è stato un medico svizzero, specializzato in igiene pubblica e impegnato nella promozione di riforme sociali.
Nato a Gießen, nell'allora Granducato d'Assia, era figlio del medico Philipp Friedrich Wilhelm Vogt e fratello, tra gli altri, del naturalista Carl Vogt; ottenuta la cittadinanza svizzera nel 1846, studiò prima matematica a Berna e a Zurigo e successivamente medicina a Berna e Parigi, conseguendo un dottorato nel 1848. Nel 1849 cominciò a praticare la professione come medico specializzato nella cura del colera a Ville-d'Avray, presso Parigi per poi spostarsi nel 1850 a Laupen, dove rimase fino al 1856 prima di spostarsi a Berna, città in cui fece il medico fino al 1877, quando venne nominato professore di igiene all'Università di Berna, incarico che mantenne fino al 1893.
Durante la sua attività professionale Vogt si dedicò al miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie di Berna, occupandosi in particolare della prevenzione delle epidemie, della salubrità delle abitazioni e delle acque reflue, durante la sua attività medica si espresse in maniera critica verso le vaccinazioni e fu sostenitore di diverse iniziative di riforma sociale anche come membro del consiglio comunale di Berna in rappresentanza dei lavoratori.
Vogt intrattenne rapporti di amicizia con il rivoluzionario russo Michail Bakunin, che aveva conosciuto durante il suo primo soggiorno in Svizzera nel 1843 e con il quale mantenne contatti negli anni successivi e fu lui, il 14 giugno 1876, ad accogliere Bakunin gravemente malato alla stazione ferroviaria e ad accompagnarlo in una struttura sanitaria nel quartiere Mattenhof, dove venne assistito anche dal figlio Robert, anch'egli medico. Il medico riconobbe la presenza di una grave nefrite, associata ai disturbi alla vescica di cui soffriva Bakunin, e giudicò fin dall'inizio disperate le sue condizioni, informandone lo stesso paziente su sua richiesta. Il rivoluzionario russo morì il 1º luglio 1876 e dopo la sua morte, l'anarchico italiano Carlo Gambuzzi, suo amico e collaboratore, scrisse a Vogt chiedendo informazioni sugli ultimi giorni di Bakunin. Il medico affidò la risposta al musicista Adolf Reichel, che indirizzò a Gambuzzi una dettagliata lettera datata 6-7 luglio 1876.
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