| Google AdSense software | |
|---|---|
| Genere | Pubblicità (non in lista) |
| Sviluppatore | Google LLC |
| Ultima versione | 3.3 (5 dicembre 2017) |
| Sistema operativo | Multipiattaforma (web) |
| Sito web | www.google.com/adsense |
Google AdSense è un servizio di banner pubblicitari offerto da Google.
Google AdSense è un circuito pubblicitario che mette in comunicazione gli inserzionisti e i publisher.
Con AdSense è possibile pubblicare annunci pubblicitari sul proprio sito web, guadagnando in base al numero di esposizioni dell'annuncio pubblicitario (impression) o click sugli annunci. I contenuti pubblicitari sono di soggetti terzi rispetto al proprietario del sito web (publisher) che li ospita sulle proprie pagine.
Il servizio è collegato con Google Ads, ed è in grado di gestire gli annunci degli inserzionisti adattandoli al contenuto della pagina web in base alla pertinenza.
La registrazione al servizio AdSense è gratuita e necessita di un account Google. Entro 48 ore viene confermata o respinta la richiesta di affiliazione al programma. In caso di esito positivo è possibile utilizzare immediatamente il servizio, accedendo alla sezione AdSense del proprio account personale.
Il servizio consente di selezionare il tipo di annunci da pubblicare sul proprio sito (scegliendo tra annunci, referral, motori di ricerca personalizzati e annunci per cellulari). È anche possibile personalizzare il banner scegliendone forma, dimensione e colori, così da poterli adattare al meglio alla pagina. È possibile anche indicare il tipo di creatività: testuale, visuale o entrambe. Con visuale si intende pubblicazione di un annuncio in formato gif\jpeg\swf (quest'ultimo obsoleto).
AdSense offre un servizio di statistiche che segnala il numero di impression e click, i ricavi giornalieri e totali.
Il rapporto tra click sui banner/annunci e le "impression" degli annunci è espresso in percentuale ed è chiamato CTR della pagina (Click Through Rate). In base al CTR, AdSense calcola l'RPM della pagina ovvero l'efficacia degli annunci (costo per mille impression), ossia il ricavo che l'utente ottiene ogni 1000 visite della pagina. Google AdSense banna irreversibilmente qualsiasi account che presenti un CTR alto.
Ogni mese, al raggiungimento della soglia minima di 70 euro (100 dollari), oppure la soglia che preferisce l'utente, Google invia il pagamento al publisher.
Per i siti con milioni di pageview al mese, Google AdSense riserva un trattamento speciale con possibilità di personalizzare alcune funzionalità e con l'assegnazione di un responsabile che consiglierà il publisher su come ottenere maggior rendimento dai propri spazi pubblicitari. Oltre ai responsabili interni, Google ha certificato dei partner in grado di ottimizzare la resa degli spazi pubblicitari degli editori.
Le basi tecnologiche del sistema derivano dall’acquisizione, nell’aprile 2003, della società statunitense Applied Semantics, specializzata nello sviluppo di tecnologie di analisi semantica dei testi. L’integrazione di tali tecnologie consentì a Google di perfezionare i meccanismi di abbinamento tra contenuti editoriali e messaggi pubblicitari, ampliando il modello già sperimentato con il proprio motore di ricerca.
AdSense nacque inizialmente come evoluzione del programma “Content-Targeted Advertising”, con annunci prevalentemente testuali visualizzati in modo coerente con il tema della pagina ospitante.
Negli anni successivi al lancio, il servizio conobbe una rapida espansione internazionale. Furono progressivamente introdotti nuovi formati pubblicitari, tra cui annunci grafici (display) e formati multimediali.
Dopo l’acquisizione di YouTube da parte di Google nel 2006, il sistema pubblicitario venne integrato anche nella piattaforma video attraverso il Programma Partner, estendendo la monetizzazione ai creatori di contenuti audiovisivi.
Nel corso degli anni 2000 AdSense divenne uno dei principali strumenti di sostentamento economico per blog, forum e siti editoriali indipendenti, contribuendo alla diffusione del modello di finanziamento basato sulla pubblicità online.
Con l’espansione del mercato pubblicitario digitale, Google ha progressivamente integrato in AdSense sistemi di asta automatizzata e tecnologie di ottimizzazione basate su algoritmi di apprendimento automatico. L’introduzione degli annunci responsive ha consentito un adattamento automatico ai diversi dispositivi, in particolare con la crescita dell’accesso da smartphone e tablet.
Nel 2018 Google ha rinnovato l’interfaccia della piattaforma e introdotto il sistema denominato “Auto Ads”, che automatizza il posizionamento degli annunci all’interno delle pagine web con l'intelligenza artificiale.
L’evoluzione del servizio è stata influenzata anche da cambiamenti normativi in materia di protezione dei dati personali, come l’entrata in vigore del Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) nell’Unione europea. Parallelamente, Google ha annunciato iniziative volte alla progressiva riduzione dell’uso dei cookie di terze parti, con impatti sul settore della pubblicità comportamentale. Fuori UE non c’è obbligo GDPR, ma si applicano le leggi locali sulla privacy. Ad esempio:
oppure
In ogni caso è necessaria la conformità alle norme della community.
Google AdSense non impone soglie fisse di traffico (visite o pageviews) per approvare un sito o blog alla monetizzazione pubblicitaria, purché si rispettino le norme della community.
I ricavi pubblicitari variano molto.
Su YouTube si parla di circa 0,25 € – 4 € per 1.000 visualizzazioni in media in Italia, ma può essere meno o molto di più in nicchie come finanza o tecnologia. Le cifre variano da Paese a Paese. Ad esempio negli USA si arriva a 3€ – 8€ (anche 15 € o più in finanza) e in Brasile 0,30 € – 1,50 €. La differenza dipende soprattutto da:
Su un blog, le entrate per 1.000 visite possono essere poche decine di centesimi fino a diverse decine di euro come su YouTube, a seconda del paese dei visitatori e della nicchia.
Il guadagno non dipende da dove vive lo youtuber o il blogger, ma da dove arrivano le visualizzazioni/visite.
Il numero di annunci in un video YouTube dipende da:
Non esiste quindi un numero fisso di annunci per video: il sistema è dinamico, automatizzato e guidato da criteri economici e normativi documentati ufficialmente da Google.
I proventi generati tramite il programma Google AdSense da residenti o soggetti con sede in Italia costituiscono reddito imponibile e sono soggetti alla normativa fiscale italiana.
Poiché l'attività di pubblicazione di annunci pubblicitari online genera proventi in modo continuativo ed organizzato, l'Agenzia delle Entrate la qualifica come attività commerciale abituale. Di conseguenza, per operare in conformità con la legge, è obbligatorio procedere all'apertura di una Partita IVA con codice ATECO pertinente per le attività pubblicitarie o di servizi web (ad esempio 73.11.02 per la conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari).
Trattandosi di compenso erogato da una società avente sede legale nell'Unione europea (Google Ireland Limited), le operazioni rientrano nell'ambito del commercio intracomunitario. Il contribuente è pertanto tenuto all'iscrizione al sistema VIES (VAT Information Exchange System) e alla presentazione periodica dell'Elenco riepilogativo delle operazioni intracomunitarie Intrastat.
Ci sono casi in cui Google revoca o non accetta la possibilità di affiliazione e monetizzazione attraverso AdSense inizialmente approvata (dall'intero canale o blog o solo da alcuni video), ad esempio nel caso di pubblicazione di notizie false. Altri motivi per cui la monetizzazione non viene approvata o viene revocata sono:
Anche se non violano apertamente le norme, possono essere esclusi dalla monetizzazione:
Nel 2022, in occasione dello scoppio della guerra in Ucraina, Google ha fatto pervenire agli iscritti il messaggio: "Gentile publisher, a causa della guerra in Ucraina, metteremo in pausa la monetizzazione dei contenuti finalizzati a sfruttare, ignorare o giustificare la guerra".
In generale, Google può sospendere la monetizzazione su specifici eventi geopolitici e limitare annunci su contenuti legati a terrorismo o emergenze globali (come è successo durante la pandemia di COVID-19).
YouTube può tuttavia vietare di aprire nuovi canali se un account è stato chiuso per gravi violazioni.
In caso di violazioni gravi o ripetute delle norme della community si può incorrere nella demonetizzazione del video o dell'intero canale (o della rimozione di video o del canale stesso a seconda della gravità delle violazioni).
Le regole della community valgono anche per i video in bozza (non pubblici).
Le critiche principali a Google AdSense riguardano trasparenza nei guadagni e nelle esclusioni, procedure di sospensione poco chiare, controlli rigorosi che possono colpire anche traffico legittimo, insoddisfazione per la gestione degli annunci e l’esperienza editoriale, e frustrazione per l’assistenza e il processo di approvazione. Molte di queste critiche sono basate su testimonianze di utilizzatori e discussioni della community online; Google di norma risponde che le sue politiche servono a proteggere sia gli inserzionisti che l’ecosistema pubblicitario nel suo complesso.
Nel marzo 2019 la Commissione europea ha multato Google per 1,49 miliardi di euro per abuso di posizione dominante attraverso AdSense. Il Tribunale dell’Unione europea (la Corte di primo grado) ha annullato la multa.
| Controllo di autorità | GND (DE) 7672485-2 |
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