L'affare Altalena fu uno scontro armato avvenuto nel giugno 1948 tra le Forze di difesa israeliane e l'Irgun, organizzazione paramilitare sionista guidata da Menachem Begin, durante la guerra arabo-israeliana del 1948. La crisi riguardò il controllo delle armi trasportate in Israele dalla nave Altalena e culminò nel suo bombardamento e incendio davanti alla costa di Tel Aviv, il 22 giugno 1948.
Negli scontri morirono complessivamente sedici membri dell'Irgun e tre soldati dell'esercito israeliano. L'episodio costituì una grave crisi interna al neonato Stato di Israele.
Dopo la proclamazione dello Stato di Israele, il 14 maggio 1948, il governo provvisorio guidato da David Ben Gurion avviò l'unificazione delle organizzazioni armate ebraiche nelle Forze di difesa israeliane. All'inizio di giugno l'Irgun accettò di sciogliere la propria struttura militare indipendente e di integrare i suoi combattenti nell'esercito.
Nel frattempo, l'organizzazione aveva preparato in Francia una spedizione di armi e volontari a bordo della nave Altalena, il cui nome riprendeva uno pseudonimo di Vladimir Žabotinskij. La nave salpò l'11 giugno 1948, giorno dell'inizio della prima tregua della guerra arabo-israeliana.
Durante i negoziati tra l'Irgun e i rappresentanti governativi emersero divergenze sulla distribuzione del carico. Begin chiedeva che una parte delle armi fosse destinata alle forze dell'Irgun ancora attive autonomamente a Gerusalemme e che le altre servissero a equipaggiare i reparti provenienti dall'organizzazione e incorporati nell'esercito. Il governo pretendeva invece che le armi fossero poste sotto il controllo delle autorità militari statali.
Il contrasto riguardava quindi anche l'autorità del governo sulle formazioni armate e il completamento dell'integrazione dell'Irgun nell'esercito.
Il 20 giugno l'Altalena raggiunse la costa presso Kfar Vitkin, dove iniziarono lo sbarco dei passeggeri e lo scarico delle armi. Il giorno successivo le forze governative circondarono la zona e intimarono all'Irgun di consegnare il materiale bellico. Il mancato accordo provocò scontri armati.
Begin salì sulla nave, che si diresse verso Tel Aviv. A Kfar Vitkin i combattimenti terminarono con un accordo per la consegna all'esercito delle armi già sbarcate.

Davanti alla costa di Tel Aviv si verificarono nuovi scontri tra membri dell'Irgun e forze governative. Il quartier generale del Palmach, situato nell'albergo Ritz sul lungomare, si trovò coinvolto nei combattimenti.
Yitzhak Rabin, presente nel quartier generale, assunse il coordinamento della sua difesa e richiese rinforzi. Yigal Allon ricevette il comando del settore costiero. Secondo la ricostruzione del Museo del Palmach, l'ordine di impiegare l'artiglieria contro la nave fu trasmesso da Yigael Yadin per disposizione di Ben Gurion.
Il 22 giugno il tiro dell'artiglieria colpì l'Altalena, provocando un incendio e l'esplosione di munizioni. Gli occupanti abbandonarono la nave.
Il bilancio complessivo degli scontri fu di diciannove morti: sedici appartenenti all'Irgun e tre soldati delle Forze di difesa israeliane.
Nel discorso radiofonico pronunciato la sera del 22 giugno, Begin esortò i suoi sostenitori a evitare una guerra civile.
L'episodio rimase oggetto di controversie nella memoria politica israeliana, in particolare riguardo alla legittimità e alla necessità dell'impiego della forza contro l'Irgun.