Affare Elf

L'affare Elf (in francese: Affaire Elf) è un grosso scandalo, associato ad una lunga vicenda politico-finanziaria, scoppiato nel 1994 e che ha coinvolto l'azienda petrolifera Elf-Aquitaine per appropriazione indebita per un totale di 504 milioni di dollari, a seguito di un'indagine della Commission des Opérations de Bourse sul finanziamento dell'azienda tessile Bidermann tra il 1989 e il 1993. Questo caso è considerato "il più grande scandalo politico-finanziario e di appropriazione indebita in una democrazia occidentale dalla fine della seconda guerra mondiale”.

L'indagine istruttoria, condotta dal giudice Eva Joly, ha rapidamente messo in luce un'impressionante rete di corruzione coinvolgente politici e dirigenti d'azienda. L'azienda francese Elf è diventata, a seguito di una serie di fusioni, un colosso petrolifero, e avrebbe beneficiato della benevolenza del potere esecutivo francese, che considera l'approvvigionamento di petrolio un'attività economica strategica.

Eva Joly giudice istruttore dell'affare Elf
Eva Joly, che ha istruito l'affaire assieme a Laurence Vichnievsky.
Loïk Le Floch-Prigent nel 1999
Loïk Le Floch-Prigent nel 1999.

Appropriazione indebita

La direzione di Elf ha proceduto alla fatturazione eccessiva – come nel caso delle fregate di Taiwan in cui nel 1991 delle aziende francesi dovevano vendere sei fregate alla marina taiwanese, o durante l'acquisizione della raffineria a Leuna, in Germania – con lo scopo di pagare tangenti. È stato anche utilizzato il meccanismo dei lavori fittizi per remunerare a spese della società dei parenti di persone coinvolte in uno dei casi di questo complicato affare.

Questa storia tentacolare ha anche compromesso il ministro Roland Dumas e la sua amante Christine Deviers-Joncour. Quest'ultimo ha scritto nel suo libro La puttana della Repubblica di essere stata remunerata con un appartamento in rue de Lille a Parigi per i servizi resi.

Più di 300 milioni di euro sono stati sottratti tra il 1989 e il 1993 sotto la presidenza di Loïk Le Floch-Prigent e con la complicità del direttore degli affari generali Alfred Sirven, e di André Tarallo, il rappresentante di Elf in molte questioni africane.

Le condanne dei principali imputati

Oltre alle multe e alle pene inflitte, gli imputati sono stati condannati anche rimborsare le somme sottratte, il che a volte raggiunge le decine di milioni di euro per persona condannata.

La difficoltà nell'applicazione delle pene

La procura di Parigi è regolarmente interrogata sull'effettiva applicazione delle sentenze emesse nel caso Elf.

Note

  1. ↑ (EN) Corruption scandal hits senior politicians, 15 novembre 2003. URL consultato il 5 settembre 2021.
  2. ↑ (FR) Gilles Gaetner e Jean-Marie Pontaut, Cet homme en sait trop, in L'Express, 18 marzo 1999. URL consultato il 5 settembre 2021.
  3. ↑ (FR) Caroline Pigozzi, Christine Deviers-Joncour - L’agent très privé de Roland Dumas, in Paris Match, 31 luglio 2014. URL consultato il 5 settembre 2021.
  4. ↑ (FR) Gilles Gaetner, L'irrésistible instruction du juge Joly, in L'Express, 20 giugno 1996. URL consultato il 5 settembre 2021.
  5. ↑ (FR) Actualité économique, in L'Expansion-L'Express. URL consultato il 5 settembre 2021.
  6. ↑ (FR) Elf, droit de suite[collegamento interrotto], su Le Monde.fr. URL consultato il 5 settembre 2021.
  7. ↑ (FR) Affaire Elf : la France demande l'extradition de Dieter Holzer, in Le Monde.fr, 26 agosto 2001. URL consultato il 5 settembre 2021.
  8. ↑ (FR) La mort d’André Tarallo, ex-numéro 2 d’Elf, in Le Monde.fr, 7 maggio 2018. URL consultato il 5 settembre 2021.

Bibliografia

Controllo di autoritàBNF (FR) cb13328088p (data)
  1. ↑ (FR) Anne-Cécile Robert, Elf, une affaire d'Etat, 1º gennaio 2006. URL consultato il 5 settembre 2021.