
Agisymba (in greco antico: Ἀγίσυμβα) era un paese africano di identificazione incerta, menzionato da Tolomeo alla metà del II secolo d.C.
Secondo gli scritti di Tolomeo, Agisymba si trovava a quattro mesi di viaggio a sud del Fezzan ed era caratterizzata dalla presenza di grandi animali, tra cui rinoceronti ed elefanti, e di numerose montagne elevate. La regione sarebbe stata situata nei pressi del lago Ciad, che all’epoca aveva un’estensione molto maggiore rispetto a quella attuale.
Il resoconto di Tolomeo si basa sulle informazioni raccolte da Marino di Tiro tra il 107 e il 115 d.C. Tra l’83 e il 92 d.C., il sovrano dei Garamanti affermava che gli abitanti di Agisymba fossero suoi sudditi.
Intorno al 90 d.C., un viaggiatore chiamato Giulio Materno, probabilmente un mercante, approfittò del miglioramento dei rapporti tra i Romani e i Garamanti, verosimilmente conseguente ai successi militari di Flacco, per partire da Leptis Magna, attraversare il territorio dei Garamanti e raggiungere Agisymba, regione nella quale vivevano rinoceronti.
Tolomeo riferisce infatti che Giulio Materno, chiamato anche Matierno, intraprese intorno al 90 d.C. una spedizione di carattere prevalentemente commerciale. Partendo dal golfo della Sirte, avrebbe raggiunto l’oasi di Kufra e la regione di Archei; dopo quattro mesi di viaggio insieme al re dei Garamanti, sarebbe quindi giunto ai fiumi Bahr Salamat e Bahr Aouk, nell’attuale Ciad, in un territorio allora chiamato Agisymba. Tornò infine a Roma portando con sé un rinoceronte bicorne, che sarebbe stato esibito nel Colosseo.